La storia dell’architetto Giulio Minoletti (1910-1981)

La storia dell’architetto Giulio Minoletti (1910-1981)

Di Riccardo Bertolini

Giulio Minoletti, milanese, si è laureato a quella Facoltà di Architettura di Milano dalla quale sono usciti molti di quegli architetti che hanno dato all’aspetto ed alla vita stessa di questa città attraverso importanti episodi, il suo carattere così vivo e moderno (allora, NdR). Minoletti divide le qualità di questi architetti, che sono quelle di una versatilità tutta italiana grazie alla quale possono interessasi a molti problemi integrandoli nella loro visione dell’architettura. Il significato stesso dell’architettura moderna è di impegnare a fondo gli architetti in un ruolo che non è quello di determinazioni formali ma di interpretazione attuale per ogni diverso argomento di quell’epoca di trasformazioni immense e continue, cosa che è possibile agli architetti attraverso una partecipazione senza limitazioni a tutti i problemi.Eccolo impegnato nel settore del grande industrial design, che attraverso le Officine Breda donò all’Italia i suoi treni moderni, dal “Settebello” (1949) agli elettrotreni E420, mentre si dedicò anche ai problemi dell’aereo civile italiano “Breda-Zappata”.Elettrotreno di lusso ETR 300 “Settebello” (1949) : il muso del treno contiene una saletta panoramica con sedili orientabili. I compartimenti sono separati dal corridoio soltanto mediante lastre di cristallo Securit. I grossi bagagli sono raccolti nelle vetture-servizi, i piccoli bagagli sono racchiusi dentro armadi ad alte ribaltabili.Le ante sono disegnate con disegni di Ciuti. Nel bar e nella vettura ristorante vi sono pannelli decorativi di Tomasini, Giò Ponti, Ricas e Santambrogio.1948 – Allestimento interno dell’aereo quadrimotore Breda-Zappata. In collaborazione con l’ingegner Zappata. L’aereo era dotato di scala abbassabile dal pavimento del vestibolo, di piccolo banco bar, oltre ai normali servizi in dotazione a tutti i quadrimotori per passeggeri. Pareti grigio chiaro, poltrone in lana grigio-azzurro con parti in pelle di cinghiale naturale.Banco ed attrezzatura del bar in laminati plastici rosso scuro, grigio e giallo limone.1959 – Ville sovrapposte nel Giardino di Arcadia in Milano. L’edificio si affaccia sul grande antico e bellissimo giardino milanese dell’ex-Palazzo Melzi d’Eril, distrutto da bombardamento aereo. Esso è stato concepito come la sovrapposizione e l’accostamento di quattordici ville; all’interno dell’unica linea vincolata dalle balconate ogni condomino ha potuto “muovere” la pianta del proprio appartamento e dosare la dimensione delle proprie finestre come ha voluto.

Riccardo Bertolini

Redazione

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