Se si vuole si può

Se si vuole si può

Di Giorgio Brignola

Nell’autunno del 1959, era pubblicato, cartaceo, il primo numero del mensile d’Emigrazione “Futuribile”. Periodico che nasceva a Genova per far conoscere i problemi della nostra Emigrazione che, a quel tempo, non era assistita da leggi specifiche. Pur se parecchi italiani decidevano d’andare in Paesi d’Europa senza la certezza di trovare lavoro.

Molti erano artigiani, contadini e, non di rado, con famiglia al seguito. L’informazione, già allora, aveva un costo. Una tipografia “amica” stampava trecento copie del mensile. Noi facevamo fotocopie e, dove era possibile, le inviavamo per posta ordinaria o via fax. L’esperimento è durato per quattro anni. Poi, nel settembre del 1963, il periodico chiudeva, definitivamente, la diffusione.

L’idea era piaciuta ed anche seguita; ma i costi non erano coperti e di pubblici contributi neppure a parlarne. Ora, alle porte del 2021, è attivo il “Progetto Radici”. Nel nuovo millennio e con la tecnologia informatica a basso costo, pensiamo che il programma possa svilupparsi forte di un’esperienza precedente. Le finalità di “Radici”, egregiamente coordinate dall’Avv. Daniela Piesco non solo sono attuali, ma anche pertinenti alle esigenze di chi, italiano d’origine, vive e lavora all’estero.

Sulla nostra Emigrazione, almeno quella dell’ultimo trentennio, l’esperienza non manca e neppure uomini “preparati” per trattarne i motivi e le cause. Con una scaletta operativa, gestita anche da italiani residenti oltre confine, “Progetto Radici” troverà la sua idonea sistemazione tra la stampa d’emigrazione. Adesso è una questione d’impegno che il nostro Editore Uff. Dott. Peragine ha molto sostenuto. La disponibilità non dovrebbe mancare. “Radici” può avere un suo ruolo con obiettivi correlati. Insomma, se si vuole, ora si può.

Giorgio Brignola

Redazione

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: