La Casa d’Italia di Zurigo occupata per alcune ore

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È incredibile, ma la Casa d’Italia di Zurigo, proprietà dello Stato italiano, non ha un presidio consolare. Infatti, dopo il primo   scampato pericolo di occupazione dell’immobile demaniale, avvenuto il giorno 9 gennaio scorso, da parte di sfaccendati e senza tetto, il Console Generale, dr.  Giulio Alaimo, e il Console Aggiunto, dr. Marco Nobili, hanno pensato di risolvere il problema affiggendo dei cartelli, in cui si specifica che l’immobile è di proprietà dello Stato italiano e rientra nell’inventario dei beni culturali da proteggere della città di Zurigo. 

Si tratta, nella nostra impressione, di misure tardive, per quanto benvenute, che denotano tuttavia una inspiegabile mancanza di attenzione.

E cosi sabato scorso, 26 gennaio, un gruppo di circa 100 giovani sono riusciti a entrare nella Casa d’Italia e a occupare l’edificio.

Dopo una trattativa con la polizia, che aveva accerchiato con i propri uomini, in tenuta antisommossa la zona, gli occupanti hanno deciso di allontanarsi dall’immobile. Alcuni di noi   sopraggiunti sul posto, abbiamo assistito alla scena e parlando con un poliziotto, questi ci   ha riferito che, fortunatamente, questi giovani hanno abbandonato la Casa d’Italia di loro spontanea volontà.

A questo punto, ci chiediamo come mai il Console Alaimo, non abbia predisposto la messa in stato di sicurezza dell’immobile, già dopo il primo tentativo di occupazione?

E, l’Ambasciatore, sicuramente informato sullo stato delle cose, si sarà preoccupato di essere di supporto al Console di Zurigo in questa complessa circostanza?

Purtroppo il suddetto edificio del demanio dello Stato italiano è stato chiuso e abbandonato, ormai dal luglio del 2017, in attesa di essere ristrutturato. Pertanto, era diventato una facile preda per questi esperti di occupazione di fabbricati vuoti.

Crediamo, altresì, che non ci sia ancora la certezza che il suddetto immobile, venga realmente ristrutturato, perché i soldi (si parla di circa 10 milioni di Euro) non sono stati ancora stanziati.

Speriamo che nonostante lo Stato italiano abbia tante priorità  in agenda da risolvere,  non tradisca la collettività italiana e rimetta a nuovo la Casa d’Italia di Zurigo.

Ci auguriamo, infine, che l’arrivo del nuovo Ambasciatore in Svizzera, S.E. dr. Silvio Mignano, grazie alle sue riconosciute capacità, dimostrate, tra l’altro, in una realtà difficile come il Venezuela, possa contribuire a dare un grande segnale di cambiamento, di cui la comunità italiana ha urgente necessità.

Gerardo Petta

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