“(Un)forgettable childhood”: a Tel Aviv arte italiana e israeliana in dialogo

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TEL AVIV – Una mostra di artisti italiani ed israeliani che, insieme, affrontano il tema dell’infanzia: è quella che si è aperta il 22 novembre presso la Artists’ House di Tel Aviv. “(Un)forgettable Childhood” è il titolo dell’esposizione, che, curata da Ermanno Tedeschi, sarà aperta al pubblico sino al 29 dicembre.
Italia e Israele si incontrano, ancora una volta, nel territorio privilegiato dell’arte contemporanea, attraverso questa straordinaria mostra, in cui confluiscono opere di 50 artisti italiani ed israeliani contemporanei.
Il senso profondo della mostra non risiede soltanto nella capacità di toccare nel pubblico le corde emotive della memoria, ma è proprio il carattere plurale e collettivo di tutto il progetto, le relazioni che le varie opere proposte al pubblico sono in grado di instaurare fra loro, ad avere la forza di esporre una importante riflessione sul futuro. Passato e futuro, in queste opere d’arte che parlano di infanzia, si contaminano e si parlano, e in esse memoria e desiderio, dolore e spensieratezza, l’essere stato e il poter essere ancora, si offrono agli occhi dello spettatore con quell’incanto e quella immediatezza che solo l’arte e i bambini riescono a manifestare.
La mostra arriva in Israele come tappa intermedia di un percorso espositivo che, iniziato a Matera e a Ravenna, dopo Tel Aviv rientrerà in Italia dove sarà presentata al Museo Ebraico di Bologna, in un cammino che si alimenta ad ogni sosta. E non poteva esserci luogo migliore per la sosta in terra di Israele di un luogo che mantiene, anche nella sua denominazione ufficiale, il nome di “casa”.
La mostra fa parte del programma culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale “Italia, Culture, Mediterraneo”.