Dal Canada a Teramo e dintorni per imparare la cucina italiana

Cultura

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di Fabrizio Intravaia

MONTREAL – “Dodici studenti del Centro di formazione professionale Jacques Rosseau di Longueuil, accompagnati dai docenti Caterina De Luca e Dominic Bilodeau, hanno partecipato, dal 30 ottobre al 14 novembre scorsi, ad una serie di stage formativi presso l’Istituto superiore Di Poppa-Rozzi di Teramo e in alcuni ristoranti della zona. Al progetto, denominato “Ambasciatori del gusto nel mondo”, ha partecipato attivamente anche il Comites di Montréal diretto da Giovanna Giordano che non è nuova a tali iniziative”. A raccogliere le sue impressioni al termine della missione in Abruzzo è stato Fabrizio Intravaia che a Montreal dirige il “Corriere italiano”.

““Questo – spiega la presidente – è il terzo scambio che facciamo sull’asse Québec-Italia, nel settore delle scuole e degli istituti di insegnamento turistico ed enogastronomico. La prima volta siamo andati a Castelfranco, in provincia di Treviso; la seconda a Scerni, in provincia di Chieti e quest’anno a Teramo e provincia. Lo scorso anno, invece, un gruppo di sei studenti dell’Istituto Di Poppa-Rozzi è venuto a Montréal.

Dopo aver seguito delle lezioni nei laboratori dell’Istituto, gli studenti quebecchesi, tra l’altro nessuno di loro era mai stato prima in Italia, hanno proseguito il soggiorno frequentando degli stage presso ristoranti ed hotel di Civitella del Tronto, Corropoli, Tortoreto Lido, Giulianova e Cologna Spiaggia, affiancati dagli chef locali che hanno trasmesso loro i “segreti” della cucina teramana e abruzzese.

I ragazzi, oltre ad aver imparato i rudimenti della nostra cucina e apprezzato le bellezze del territorio, sono rimasti così entusiasti della loro esperienza che alcuni di loro mi hanno chiesto – ha aggiunto – come fare per poter tornare a lavorare in Italia. Dopo questa tournée teramana sono sicura che sono diventati i migliori ambasciatori della cucina italiana e dei suoi prodotti nel Québec. Durante il soggiorno a Teramo e provincia – ha proseguito la presidente del Comites – ho avuto diversi incontri istituzionali con i sindaci locali e con il rettore dell’Università di Teramo, Dino Mastrocola, per discutere della possibilità di dare vita a DEGLI scambi culturali, formativi e di ricerca con l’Università Concordia.

È stata un’esperienza davvero interessante ed utile. Come tutti gli italiani all’estero – aggiunge – cerco sempre le ricette legate alle tradizioni della cucina italiana e regionale, veri viaggi alla ricerca di sapori e piatti nuovi. Ma quello che ho imparato è che la cucina non è solo fatta di pietanze e ingredienti ma anche di ricordi che nascono attorno ad una tavola. La cucina è condivisione, famiglia, amicizia. La cucina è un ritorno al passato, ai profumi del territorio, ai mestieri dietro il buon prodotto. È un “lavoro” fatto con semplicità ma soprattutto con tanta passione che appartiene alla sfera sociale e affettiva di tutti gli italiani”.

“UNA COSA È SICURA: TORNERÒ IN ITALIA!”

Tra gli studenti che hanno partecipato al viaggio in Italia c’era anche Audrey Pepin, 25 anni, che ha effettuato il suo stage presso l’Hotel-ristorante Zunica di Civitella del Tronto. “Ho fatto diversi viaggi ma quando sono arrivata in Italia ho sentito qualcosa di speciale che non avevo mai avvertito prima, mi sono veramente sentita “chez moi”.

Siamo stati accolti e trattati come dei “re” – afferma la studentessa del Centro Jacques Rosseau – sia durante il soggiorno a Teramo che durante lo stage a Civitella.

Ho imparato tecniche e segreti della cucina locale ma soprattutto ho imparato a cucinare le salse, la pizza, gli gnocchi e la pasta, cotta al punto giusto, al dente!

Inoltre, ho avuto la fortuna di poter collaborare ad un avvenimento gastronomico con il grande chef Massimo Bottura, un’esperienza memorabile e i suoi tortellini sono … deliziosi. È stato il più bel viaggio della mia vita e una cosa è sicura: voglio tornare in Italia appena possibile; nel frattempo mi “alleno” e mangio pasta … tutti i giorni!””. (aise)