Manovra verso la fiducia alla Camera, tutte le novita’

Manovra verso la fiducia alla Camera, tutte le novita’

ROMA  – Dopo una giornata di stallo, trattative frenetiche e accuse, l’accelerata c’è stata e nella notte tra il 20 e 21 dicembre la Commissione Bilancio della Camera ha finalmente discusso e votato gli emendamenti alla manovra, i 30 dei relatori più quelli dei gruppi. L’approdo in aula della legge di bilancio è slittato al 22 dicembre: ma al termine della discussione generale il provvedimento deve fare ritorno in Commissione, per la necessità di correggere un emendamento approvato per errore (450 milioni per i Comuni, fondi quanto mai necessari che però non ci sono) prima di ritornare in commissione.

Il via libera alla fiducia dovrebbe arrivare il 23 dicembre, quello al provvedimento entro il 24 dicembre. Dopodiché toccherà al Senato, subito dopo Natale, per evitare l’esercizio provvisorio: “Credo che per il 30-31 sarà tutto pronto e si potrà iniziare a lavorare su altri provvedimenti urgenti” spiega a RaiNews il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, “Non è la prima volta che abbiamo ritardi, abbiamo dovuto affrontare una finanziaria in tempi molto ristretti”. Alla fine di una giornata, il 20 dicembre, che ha visto il Terzo Polo, inizialmente la più conciliante tra le opposizioni, parlare di “manovra inguardabile” (Carlo Calenda) e che “non contiene nulla” (Raffaella Paita) e il Mef avvisare che senza accordo sarebbe stato pronto a presentare il testo così come uscito dal Cdm, qualcosa si è mosso finalmente quando il relatore forzista Roberto Pella annuncia l’esclusione del cosiddetto scudo fiscale, la depenalizzazione dei reati di omesso versamento e dichiarazione infedele.

Il testo che arriva in aula alla Camera pressoché blindato, oltre a non contenere lo scudo fiscale, porta a 25mila euro la soglia di reddito entro il quale sarà possibile beneficiare del taglio di un punto del cuneo fiscale, torna indietro sui pagamenti con il Pos rinunciando al tetto di 60 euro dopo le interlocuzioni (sarà introdotto invece un credito di imposta per i commercianti, in modo da ristorare le spese per le commissioni bancarie). Confermato invece il tetto al contante a 5mila euro. Per quanto riguarda le pensioni, le minime per gli over 75 salgono a 600 euro, la rivalutazione sarà fino a 4 volte la minima con una riduzione progressiva. Rimane “opzione donna” con l’uscita a 60 anni (o un anno in meno per ogni figlio fino a due) ma solo per determinate categorie svantaggiate. Il Reddito di cittadinanza perde una mensilità: varrà solo per 7 mesi per chi è in grado di lavorare, e non più 8, mentre viene confermato il superbonus al 110 per cento.

Inserita la norma per cui chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile, alla luce del forte rialzo dei tassi di interesse avrà la possibilità di rinegoziarlo con un fisso. Il congedo parentale sale dal 30 all’80% e sarà usufruibile anche dai papà. Cambia anche lo stralcio delle cartelle esattoriali: rimane quelle sotto i mille euro antecedenti al 2015 ma non si applicherà alle multe e ai tributi locali. 9 col.

Redazione

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