Mio Dio!
Natale…

Non celebriamo più la tua nascita nel periodo del solstizio, quasi più…
Per secoli ti abbiamo festeggiato, con enormi quantità di oro, incenso e canti gregoriani
Dimenticando che Dio si manifesta in te solo nel suo lamento.
Questo grido di sofferenza inalterabile.

Riesco a udirlo facilmente nel silenzio. Quando la mia vita riprende il suo respiro
Interrompendo lo spazio per un attimo, il suo ritmo naturale così rapido e frenetico.
È lì, nella quiete, che tu ti diffondi sapendo che io percepisco
Questo grido di sofferenza inalterabile.

Noi non possiamo accedere all’Essere di Dio ma alla sua traccia in questa umanità che ha creato
E che di giorno in giorno abbiamo spogliato della sua pace, della sua luce,
Soprattutto della sua umanitudine e della nostra unione comune. Lasciando solo
Questo grido di sofferenza inalterabile.

Il mio cuore le sente chiamare, assordiscono questi preparativi di festa
Cosa sono la solidarietà e la compassione in questo mondo a volte così desolante
Dove si arriva a preparare il Natale mentre un popolo sta morendo e ci lancia
Questo grido di sofferenza inalterabile.

Le forze di divisione si moltiplicano sulla nostra terra, la violenza sostituisce il pane
E diventa quotidiana, l’energia dell’amore divino che agisce in noi
Può controbilanciare se per caso ci adoperiamo per farlo, diminuendo
Questo grido di sofferenza inalterabile.

Umanità, umanità, lascia ora che ti culli, in questa grandezza di anima sofferente
Che tu presenti dignitosamente agli attacchi terroristici. Sii assorbita dal globo dove viviamo
Affinché la dignità perduta a forza di essere sordi verso il prossimo si rifletta e plachi
Questo grido di sofferenza inalterabile.

Credo nell’edificazione di un universo a dimensione umana dove un soffio di pace potrà affermarsi
Dove l’essere umano, investito della sua vocazione, possa creare un futuro migliore
Il Dio al quale tu credi soffre per il male unendo eternamente la sua voce a
Questo grido di sofferenza inalterabile.

Se quest’anno nel mio presepe ci fosse un bambino ferito…

Rita Amabili

Redazione Radici

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