Di Maio e l’addio al M5s

Di Maio e l’addio al M5s

Luigi Di Maio lascia il Movimento 5 stelle, che da oggi – annuncia – “non sara’ la prima forza politica del Parlamento”. Con lui 60 deputati e 11 senatori che firmano la creazione del nuovo gruppo parlamentare ‘Insieme per il futuro’. ‘Irresponsabile picconare il governo – dice il ministro degli Esteri, rimarcando che “da oggi uno non vale l’altro’. Tace Conte. Ma il suo portavoce Casalino attacca: ‘L’aggressione contro di noi sara’ un boomerang’.

In base all’elenco letto in Aula dal presidente della Camera Roberto Fico, il gruppo ‘Insieme per il futuro’ annunciato ieri dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dopo la sua uscita dal M5S, conta 51 componenti. 50 deputati e deputate provengono dal gruppo M5S, un deputato da Coraggio Italia. La Lega diventa il primo gruppo alla Camera per consistenza numerica, con 132 componenti, mentre perde la posizione M5S, che scende da 155 a 105 componenti. Terzo il Pd con 97. Coraggio Italia con l’abbandono dell’ex M5S Antonio Lombardo transitato in Insieme per il futuro è a 18 componenti.

I deputati che lasciano il gruppo M5S sono Cosimo Adelizzi, Roberta Alaimo, Alessandro Amitrano, Giovanni Lucaresta, Sergio Battelli, Luciano Cadeddu, Vittoria Casu, Andrea Casa, Giampaolo Cassese, Laura Castelli, Luciano Cillis, Federica Daga, Paola Deiana, Daniele Del Grosso, Margherita Del Sesto, Luigi Di Maio, Giuseppe D’Ippolito, Gianfranco Di Sarno, Iolanda Di Stasio, Manlio Di Stefano, Francesco D’Uva, Mattia Fantinati, Marialuisa Faro, Luca Frusone, Chiara Gagnarli, Filippo Gallinella, Andrea Giarrizzo, Conny Giordano, Marta Grande, Nicola Grimaldi, Marianna Iorio, Luigi Iovino, Giuseppe L’Abbate, Caterina Licatini, Anna Macina, Pasquale Maglione, Alberto Manca, Generoso Maraia, Vita Martinciglio, Dalila Nesci, Maria Pallini, Gianluca Rizzo, Carla Ruocco, Emanuele Scagliusi, Davide Serritella, Vincenzo Spadafora, Patrizia Terzoni, Gianluca Vacca, Simone Valente e Stefano Vignaroli. Dal gruppo Coraggio Italia invece arriva Antonio Lombardo. In tutto 51 deputati.

Per Massimo Cacciari era ovvio che sarebbe passata la risoluzione sull’invio di armi in Ucraina, “come era ovvio che non si sarebbe aperta nessuna crisi, anche se da oggi il governo Draghi e’ ancora piu’ scassato” dice in un’intervista a La Stampa. Secondo l’ex sindaco di Venezia, tuttavia, l’esecutivo non cadra’ prima delle elezioni: “I partiti non hanno neanche gli occhi per piangere, figuriamoci se possono abbandonare questa nave. Noto pero’ che l’idea del campo largo dopo il voto di ieri e’ andata in frantumi. Renzi, Calenda, Conte, di Maio. Ognuno per conto suo. Restano solo cocci”. Quella di Conte “era tutta manfrina, una lotta di posizionamento e niente piu’. Una polemica fasulla. Il tentativo di darsi un’identita’ nell’attesa di prossime prove” aggiunge. Ieri i Cinque Stelle “hanno sancito la loro morte politica”. Il Parlamento italiano “e’ debole, debolissimo”.

Redazione

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