Il Parlamento europeo chiede lo stop all’import di gas russo

Il Parlamento europeo chiede lo stop all’import di gas russo

Tra gli eurodeputati italiani, solo Carlo Calenda e Francesca Donato non hanno espresso un voto favorevole all’emendamento del gruppo Greens/Efa che prevede la messa al bando totale delle importazioni di gas da Mosca

Di Alessio Pisanò

BRUXELLES – Approvato all’Europarlamento l’emendamento proposto dal gruppo parlamentare Greens/Efa inerente alle conclusioni del 23 e 24 marzo del Consiglio europeo e al quinto pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia e che prevede la messa al bando totale delle importazioni di gas russo.

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L’europarlamentare Ignazio Corrao (Greens) ha commentato l’approvazione dell’emendamento del suo gruppo politico sottolineando che da quando è iniziata la guerra, l’Europa ha fornito circa 20 miliardi al governo del presidente Vladimir Putin e che la maggioranza delle risorse, circa 14-15 miliardi, riguardano le importazioni di gas russo.

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In Aula tutti gli europarlamentari italiani hanno votato a favore di questo emendamento, tranne Carlo Calenda, di Azione, che con un tweet ha espresso la sua perplessità nel raggiungere questo obiettivo nel breve termine – e l’europarlamentare Francesca Donato, ex Lega, che ha voluto astenersi al voto.

“ACCELERARE SU STOCCAGGIO GAS PER L’INVERNO”

Il Parlamento europeo ha adottato oggi una proposta, con 516 voti favorevoli, 25 contrari e 15 astensioni, con procedura d’urgenza per accelerare il rifornimento delle riserve strategiche di gas dell’Unione europea per il prossimo inverno. Si tratta della volontà di stabilire un livello minimo obbligatorio di gas in stoccaggio dell’80% entro il 1° novembre 2022 e del 90% per gli anni successivi per garantire maggiore sicurezza negli approvvigionamenti e proteggere i cittadini da eventuali shock nelle forniture.

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Inoltre, tutti i gestori dei sistemi di stoccaggio dovranno sottostare a una nuova certificazione obbligatoria per avere maggiore protezione da eventuali interferenze esterne. Coloro che non riusciranno a ottenerla dovranno rinunciare alla proprietà o al controllo degli impianti di stoccaggio. Infine, per rendere più rapida la ricarica delle riserve di gas, la nuova legislazione prevede sconti sulle tariffe di trasmissione da o verso gli impianti di stoccaggio per favorire le aziende energetiche.

Redazione Radici

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