La prima scuola di politica per ragazze in Italia

La prima scuola di politica per ragazze in Italia

Di Cettina Callea

La parità di genere è una condizione che va conquistata soprattutto con la partecipazione attiva. In tal senso, la politica è, ancora oggi, un campo minato per il genere femminile, spesso partecipe nelle amministrazioni e nelle istituzioni non per decisioni naturali o spontanee, ma per l’esigenza di rispettare le imposizioni delle “quote rosa”. Ciò che accade in alcune parti del mondo, e in particolare in Italia, non è solo responsabilità di chi ha commesso errori nella gestione politica e amministrativa, ma anche il frutto di “omissioni” da parte di molte donne che, per scelta o perché scoraggiate da un sistema prevalentemente maschile, si sono messe da parte, lasciando le responsabilità esclusivamente a soggetti maschili. Pare, però, che il vento stia cambiando, infatti, è proprio l’interesse alla vita politica l’obiettivo della prima scuola politica d’Italia per ragazze, nata a Favara, in provincia di Agrigento l’anno scorso. L’idea nasce da Farm e dall’associazione Movimenta allo scopo di incoraggiare la partecipazione politica e la leadership femminile, sviluppare il pensiero critico, rafforzare le competenze e accrescere la fiducia delle ragazze che per secoli sono rimaste penalizzate e ai margini del potere decisionale. È Florinda Saieva, fondatrice di Farm, a raccontare di questa interessante iniziativa: «La partecipazione politica da parte delle donne ha, non solo, lo scopo di dare pari dignità al genere femminile, ma anche di arricchire e migliorare le comunità in cui le donne possono dare un prezioso contributo con prospettive diverse, rendendosi protagoniste di scelte etiche innovative, perché la diversità è sempre fonte di arricchimento. Abbiamo scelto di indirizzare i nostri corsi a ragazze tra i 14 e i 19 anni perché, a questa età, hanno di solito come unici interlocutori la scuola e i genitori. Chi, oltre a loro, apparentemente le ascolta, vuole solo trasmettere messaggi di tipo commerciale». Anche da notizie apprese dal sito primeminister.it, è interessante scoprire il modo in cui viene intesa, da chi promuove l’iniziativa, la politica, termine che oggi ha spesso accezioni negative e oscure. Per loro politica è «arte di interpretare e guidare la società discutendo di democrazia, attivismo, giustizia sociale». La scuola di politica che, dopo Favara, è sbarcata anche a Napoli, vuole impartire un’educazione alla politica di tipo trasversale, tant’è che nei suoi workshop si avvale di personalità che operano in svariati campi e a diversi livelli: deputate, manager, attiviste, astrofisiche, giornaliste hanno portato la loro testimonianza alle ragazze iscritte al corso. Esperienze incluse nel percorso formativo sono state anche le visite all’Ambasciata Britannica e Americana a Roma. La scuola è stata sostenuta da Global Thinking Foundation presieduta da Claudia Segre. Auguriamo di cuore a Florinda, a Farm e a Movimenta di continuare e di ampliare il loro progetto per dare alle nostre ragazze strumenti per essere protagoniste attive del loro futuro.

Redazione

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