Arabia Saudita:porte aperte alle donne nelle forze armate del regno

Arabia Saudita:porte aperte alle donne nelle forze armate del regno

Connessioni a cura di Valeria De Carlo


Ph: Arab News


Nell’ottobre del 2020 in Arabia Saudita sono state nominate, per la prima volta, 99 militari donne nelle forze armate del Regno. Questa è stata considerata un’azione chiave e assolutamente in linea con la Vision 2030 del principe ereditario Mohammed Bin Salman di includere le donne in ogni aspetto della società, dell’industria e dell’economia del Paese.
I criteri di ammissione sono stati enunciati chiaramente e le donne che fanno richiesta di entrare a far parte delle forze armate devono avere età compresa tra 21 e 40 anni, devono essere cittadine saudite in possesso di iquama ovvero carta d’identità e, naturalmente, documentare la fedina penale pulita. A questo si aggiunge il superamento di prove di ammissione peculiari e di cultura generale, attestazione di idoneità fisica e possesso di un diploma di scuola superiore, almeno. Non sono ammesse donne sposate con non sauditi.
Il ministero della Difesa saudita, per agevolare il processo di selezione e per facilitare la comprensione delle procedure, ha messo a punto un portale per le donne che vogliono unirsi alle forze armate del Regno; le ammissioni sono aperte per diversi ranghi militari dell’esercito saudita, come per esempio la difesa aerea saudita reale, la marina saudita reale, la forza missilistica strategica saudita reale e i servizi medici delle forze armate del Regno.
Va sottolineato che l’apertura in questo determinato settore ma più in generale l’apertura alle donne di professioni tradizionalmente maschili o dominate dagli uomini è partita già due anni fa. Proprio nel settore delle forze di sicurezza si era iniziato a reclutare le donne come guardie di frontiera fino a che, qualche settimana fa, l’ultimo grande importante passo di aprire all’arruolamento militare delle donne in tutti i ranghi delle forze armate.
A quanto detto dobbiamo aggiungere che c’è un indotto che scaturisce da tutte queste riforme. In particolare va menzionata Turfah Al-Mutairi che è diventata la prima donna saudita a guadagnarsi una licenza dall’Autorità generale per le industrie militari (GAMI) per la fabbrica di abiti militari per donne.
Nel suo stabilimento Turfah Al-Mutairi ha assunto 170 operai, la maggior parte dei quali sono donne, e ha in mente un progetto di espansione considerevole.
Assumerà, infatti, altri 213 nuovi dipendenti come parte della sua strategia di ingrandimento e spera di ampliare il mercato saudita e costruire più legami con le aziende internazionali per scendere in campo con sempre più presenza e predominanza. Finora, la leader donna saudita ha chiuso contratti con aziende industriali cinesi e greche.

Valeria De Carlo – Corrispondente Progetto Radici – Arabia Saudita
Redazione@Progetto-Radici.it

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