“Oggi ti presento”: Vanda Monaco

“Oggi ti presento”: Vanda Monaco

Annalisa Spinelli corridpondente dalla Svezia per Progetto Radici

www.progetto-radici.it

Cari lettori, per la rubrica “Oggi ti presento”, sono molto contenta di introdurvi  Vanda Monaco, una donna, che a mio parere, è straordinaria: una forza della natura perché vulcanica ed energetica, ma anche di una sensibilità fuori dal comune.
Affrontare qualsiasi tema di discussione con lei è stimolante, le ore trascorrono senza che te ne accorgi e la sua immensa cultura trabocca come un vaso colmo d’acqua, e così ti avvolge e ti ristora con grazia e gentilezza senza mai essere un monito di presunzione, ma invece ponendosi nei confronti dell’interlocutore con umiltà e attenzione. Vanda appartiene a quel raro gruppo di persone, che essendo sicure di sè ( caratteristica solo delle grandi personalità), affrontano la vita senza fingere e senza sentirsi minacciate da niente e da nessuno.

Non posso definire professionalmente Vanda perchè nella sua vita ha praticamente fatto tutto: docente universitaria, politica, scrittrice, attrice, regista, traduttrice, boxer( si esatto Vanda fa boxing!!) e tanto altro ancora…ma posso definirla per me una cara amica. Nonostante abbia visto molte primavere, Vanda ha un animo giovane e curioso, ha una voglia di fare senza paragoni, una personalità fuori dal comune ed è un’ispirazione per me! Rappresenta un’amica sincera che non ha riserve mentali  o remore ed è una persona profondamente vera, merce rara ai giorni nostri. Questa sua dote è molto evidente anche nell’intervista, nella quale molto francamente ha la forza di esprimere la sua opinione un “pò fuori dal coro”  verso la nazione che la ospita. Voglio ringraziarla pubblicamente per questa intervista e per la sua amicizia!

L’intervista

Vuoi raccontarti al nostro pubblico e dirci cosa ti ha spinto a trasferirti  a Stoccolma?

Ho sempre sentito il bisogno di spostarmi. In Italia stavo benissimo, lavoravo a teatro con persone meravigliose, ero professore di storia dello spettacolo a Napoli e avrei potuto andare a Firenze, ero consigliere regionale della Campania e Presidente della Commissione Regionale Cultura e Lavoro, avevo fatto la prima legge regionale sul teatro in Italia. Ma ecco … esplode il bisogno di cambiamento. Conoscevo bene il francese, avevo amici in Francia dunque penso di trasferirmi in Francia e avvio le pratiche di trasferimento. Mi sono sempre piaciuti gli uomini bruni ma … a agosto del 1979 arrivano a Napoli dalla Svezia alcuni amici del mio precedente compagno Federico e noi eravamo separati da due anni. Tra questi amici c’era il biondo Dag. Amore, matrimonio e trasferimento in Svezia. Alcuni anni a Gothenburg e poi a Stoccolma. Bellissima, accogliente, estranea.


Cosa ti ha spinto a fare l’attrice?

Negli anni Sessanta ero a Roma per quello che oggi si chiamerebbe dottorato di ricerca. Movimento studentesco, cortei, scontri. Scrivo, tra gli altri, un libro su teatro e rivoluzione – molto in voga durante gli anni Sessanta. Mi telefona Gian Maria Volonté, che non conoscevo, dice che mi vuole incontrare. Fondiamo il gruppo delle Maschere Rosse e facciamo spettacoli dappertutto: strade, piazze, bar ecc.
Il caso è un altro elemento decisivo nella mia vita: il caso arriva, io mi butto e mi ritrovo con una scelta fatta.
Così con il pugilato: a Stoccolma mi ammalai ai polmoni, un infermiere mi disse che avrei dovuto fare pugilato. E così mi ritrovo con tre amori: l’arte dell’attore, Dag e il pugilato. Oggi posso dire che mi sento una persona con una vita interiore molto articolata, intensa e anche spumeggiante.


Cosa ti manca dell’Italia?

La conversazione creativa, quella che ti spinge a vedere meglio il mondo e te stessa, quella che stabilisce un legame d’intelletto e di emozione con gli altri. Da questo punto di vista mi sembra che la Svezia è un paese muto con una grande diffidenza reciproca fra i cittadini e,almeno fino a oggi, con una assoluta fiducia nelle autorità. Quindi dell’Italia mi manca la conversazione e l’indipendenza interiore dalle autorità.


Quali punti  di contatto e di differenza trovi tra la Svezia e l’Italia?

Difficile questa domanda. La Svezia è un paese chiuso su se stesso, non si apre a scambi e collaborazioni con altre culture.


C’è qualche progetto in particolare di cui vuoi parlarci?

Anche con gli emigranti non ci sono scambi profondi ma una politica di integrazione che di fatto richiede la svedesizzazione dell’emigrante. Nel corso degli anni ho formato due gruppi teatrali multietnici che hanno avuto successo di pubblico e di critica, artisti molto integri ma …. respinti a fare conducenti di tassì, o pulitori di scuole o altro. La cultura svedese dal Novecento in poi ha perduto il rapporto con la realtà circostante.
La chiusura della Svezia è anche una perdita per l’Europa che cerca invece rafforzare aperture a culture diverse nel nome di una democrazia fatta diversità quindi di scambi culturali profondi e non solo commerciali e di profitto.
Inoltre, “ Seconds Out” è un gruppo di artisti con esperienze e di età diverse, amiamo il pubblico e con il pubblico vogliamo vivere storie e emozioni. Fra noi c’è Patrizio Oliva ex-campione mondiale di pugilato e adesso attore. Siamo italiani e lavoriamo molto in digitale anche per raggiungere i nostri connazionali all’estero. Siamo orgogliosi per il sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Stoccolma, dove vivo.
I nostri lettori possono vedere Emozioni in Pillole sei brevi video su Youtube cliccando #braveactors #secondout.
Altri progetti saranno lanciati a primavera avanzata e sono stati invitati al Festival Nazionale Napoli Teatro Festival che si tiene all’aperto:
Brutti Sporchi Cattivi Napoli Stoccolma video
Brutti Sporchi Cattivi nel ring, spettacolo teatrale e ripresa video.
Se vi interessa vi lascio i miei riferimenti:
vanda.monaco@gmail.com
www.vandamonaco.com

Annalisa Spinelli- Stoccolma

Redazione@progetto-radici.it

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