“Stanotte un’intera civiltà morira”: l’annuncio shock di Donald Trump su Truth
Se non dovesse riaprirsi lo stretto di Hormuz un’intera civiltà morirà
a cura di Mattia D’Anna
Arrivati al trentanovesimo giorno di guerra, Donald Trump sul suo social Truth lancia un allarme che preoccupa il mondo intero: “Stanotte un’intera civiltà morirà”. Il messaggio si riferisce all’offerta di tregua di 45 giorni rifiutata da Teheran, che ha portato il presidente degli Stati Uniti d’America a parlare di Iran “raso al suolo” nel giro di 24/48 ore. La situazione potrebbe precipitare intorno alle 2 italiane, ma dalla Casa Bianca giungono voci che sembrano scongiurare l’utilizzo dell’arma nucleare.
| ROMA – Trentanovesimo giorni di guerra in Medio Oriente, teoricamente l’ultimo prima della scadenza prefissata da Trump prima di “radere al suolo” l’Iran. Cosa che per il Presidente degli Stati Uniti potrebbe ridursi ad un’operazione di 4 ore, nella quale il diritto internazionale andrebbe definitivamente a farsi benedire.
Trump – a diretta domanda dei giornalisti – ha affermato di non essere “per niente” preoccupato di commettere possibili crimini di guerra, e ha nuovamente minacciato di distruggere ponti e centrali elettriche iraniane se Teheran non dovesse riaprire lo stretto di Hormuz entro le 2 del mattino italiane. “Sapete cos’è un crimine di guerra? Possedere un’arma nucleare”, ha risposto. Poi ha rilanciato: “Stanotte un’intera civiltà morirà”. L’Iran ha respinto la prima proposta di cessate il fuoco di 45 giorni, affermando di volere una soluzione definitiva al conflitto. Tutti gli aggiornamenti: 16:00 – L’IRAN HA RILASCIATO DUE CITTADINI FRANCESISono stati rilasciati dalle autorità di Teheran Cecile Kohler e Jacques Paris, i due cittadini francesi detenuti in Iran con l’accusa di spionaggio dal 2022. A darne notizia, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, che in un post su X scrive che Kohler e Paris “sono liberi e stanno tornando sul territorio francese. Un gran sollievo per tutti noi e le loro famiglie”. Quindi Macron ha ringraziato le autorità dell’Oman, che hanno mediato il rilascio. I due erano stati arrestati nel 2022 e condannati, a ottobre scorso, a venti e diciassette anni di reclusione rispettivamente. Poi, la sentenza di assoluzione che aveva capovolto il verdetto. La magistratura iraniana aveva tuttavia imposto il divieto di lasciare il Paese e così Kohler e Paris da allora risiedevano nell’ambasciata di Francia a Teheran. La stampa francese evidenzia che il loro ritorno era condizionato dal rilascio di un detenuto iraniano trattenuto dalle autorità dell’Esagono. Tale liberazione giunge in una giornata di escalation e grandissima pressione per l’Iran, dopo che gli Stati Uniti di Trump hanno dato un ultimatum per il cessate il fuoco di 45 giorni che termina alle ore 20 americane (ossia nella notte italiana). 15:30 – VANCE RIVENDICA LE BOMBE SU KHARGIl vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha rivendicato gli attacchi sull’isola iraniana di Kharg, un hub fondamentale per l’esportazione di greggio per la Repubblica islamica. Il Numero due della Casa Bianca è intervenuto sul tema nel corso di una conferenza stampa a Budapest, dove è arrivato per una missione di due giorni in vista delle elezioni di domenica prossima. Vance, nel punto stampa congiunto col premier Viktor Orban, ha detto: “Da quanto ho capito, dopo averne parlato con Pete Hegseth”, il segretario alla Difesa, “e con il generale Dan Caine”, il capo di Stato maggiore, “avevamo intenzione di colpire alcuni obiettivi militari sull’isola di Kharg. Credo che lo abbiamo fatto”. Tuttavia, secondo il vicepresidente tale azione non rappresenterebbe “un cambio di strategia” rispetto all’ultimatum sul cessate il fuoco che scade stanotte. “Il presidente- ha aggiunto Vance- ha fissato una scadenza tra circa dodici ore negli Stati Uniti, e scopriremo presto cosa succederà. Ci saranno molte trattative da qui ad allora, e spero che si arrivi a una buona soluzione”. 14:20 – TRUMP: “STANOTTE UN’INTERA CIVILTÀ MORIRÀ”“Stanotte un’intera civiltà morirà, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà”. Così Donald Trump in un messaggio sul suo social Truth. “Tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di rivoluzionario e meraviglioso potrà accadere, chi lo sa? Lo scopriremo stanotte, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo”, continua il presidente Usa. “47 anni di estorsioni, corruzione e morte, finalmente finiranno. Dio benedica il grande popolo dell’Iran!”, conclude. 14:00 – ESPLOSIONI SULL’ISOLA DI KHARGL’agenzia di stampa iraniana Mehr riferisce di “alcune esplosioni” sull’isola strategica di Kharg, hub essenziale per il commercio del greggio iraniano. La fonte non dà ulteriori dettagli, ma dall’avvio della guerra israelo-statunitense contro l’Iran il presidente Donald Trump ha più volte minacciato di attaccare l’isola. L’ultima volta, il governo di Teheran ha risposto che un’eventuale “aggressione” a questa località strategica avrebbe comportato un blocco ai traffici marittimi anche lungo il Golfo Persico. 12:30 – C’È STATO UN ATTENTATO VICINO AL CONSOLATO ISRAELIANO A ISTANBULC’è stata una sparatoria vicino al consolato israeliano a Istanbul, in Turchia. Davut Gul, governatore della capitale, ha dichiarato ai giornalisti presenti sul posto che tre individui armati di fucili e pistole hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con la polizia. Le prime notizie parlavano di tre persone uccise sul posto, ma secondo Gul, un aggressore è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti. Anche due agenti di polizia sono rimasti feriti. Gul ha affermato che non c’è personale diplomatico israeliano presso il consolato di Istanbul da due anni e mezzo. Le autorità hanno identificato i tre attentatori. Mustafa Ciftci, il ministro degli Interni turco, ha scritto su X che uno degli attentatori aveva legami con “un’organizzazione che sfrutta la religione”. Due degli attentatori erano fratelli, uno dei quali con precedenti penali per reati legati alla droga. Non è ancora chiaro se il consolato israeliano fosse l’obiettivo degli attentatori. 11:50 – ISRAELE ORA COLPISCE LE LOCALITÀ CRISTIANEMentre Israele prosegue l’invasione di terra dal confine fino al fiume Litani – la testata Haaretz ieri citava una nota dell’esercito, secondo cui sarebbe stato completato lo schieramento di uomini e mezzi lungo la cosiddetta “linea missilistica anticarro” – il governo di Beirut stamani è dovuto intervenire per rassicurare la popolazione di una “presenza rafforzata” nel resto del Paese. Un missile israeliano, come scrivono i media locali, ha infatti raggiunto Ain Saadeh, un villaggio sulle colline sopra Beirut, uccidendo un ufficiale delle Forze Libanesi – un gruppo politico-militare cristiano – sua moglie e un loro vicino. Come evidenziano ancora i media locali, è la prima volta che questa località a maggioranza cristiana viene colpita, e il doppio attacco ha “scatenato il panico” tra i residenti. Anche nella guerra del 2024 le zone cristiane sono state risparmiate dai raid, ma l’esercito israeliano stavolta sostiene di aver colpito “un obiettivo terroristico”, aggiungendo che ora è al lavoro per “esaminare i danni collaterali” causati dal Raid. Il ministro degli Interni libanese Ahmad Hajjar, dopo un incontro con il Presidente Joseph Aoun, ha fatto sapere di essere “impegnato a garantire una maggiore presenza delle forze di sicurezza nelle regioni” e di aver “impartito direttive per rassicurare la popolazione e proteggere i cittadini”. Il tema, spiega la testata, è la frammentazione della società libanese lungo linee entico-religiose, a cui da marzo si aggiunge il tema degli appartamenti in affitto concessi a persone sfollate che potrebbero avere legami col gruppo musulmano Hezbollah. 11:20 – “SOLLEVIAMO TRUMP”
Alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti sono tornati a chiedere di sollevare Donald Trump dall’incarico di presidente degli Stati Uniti al termine del discorso sulla guerra in Iran pronunciato la scorsa domenica di Pasqua, facendo ricorso al 25esimo emendamento. Si tratta dell’articolo della Costituzione varato nel 1965 che consente all’amministrazione di approvare a maggioranza semplice la rimozione di un presidente, qualora si presentino condizioni oggettive che lo rendano incapace di svolgere le proprie funzioni, e di sostituirlo con il vicepresidente. 11:00 – KHAMENEI FORSE È IN COMAIl quadro che emerge da un memorandum diplomatico ripreso dal Times, basato su intelligence americana e israeliana e condiviso con gli alleati del Golfo, è questo: Mojtaba Khamenei, 56 anni, nominato successore del padre Ali dopo la sua morte nel raid del 28 febbraio, si trova ricoverato a Qom in gravi condizioni. “Non è in grado di partecipare ad alcun processo decisionale del regime”, si legge nel documento visionato dal giornale britannico. Inabile al servizio militare. In cura per una condizione medica severa. Privo di sensi, secondo alcune fonti. L’Iran, nel frattempo, insiste che la nuova Guida Suprema sia “al comando.” 10:00 – PAKISTAN: FASE CRITICA“Gli sforzi positivi e produttivi del Pakistan, compiuti in buona volontà e con buoni uffici per fermare la guerra, si stanno avvicinando a una fase critica e delicata… Restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti”. Lo scrive in un post su X l’ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran in Pakistan, Reza Amiri Moghadam. 9:45 – CATENE UMANE DAVANTI ALLE CENTRALISe Trump minaccia di colpire obiettivi civili vitali come le centrali elettriche, in Iran si organizzano in vista della scadenza dell’ultimatum. Il viceministro per lo Sport e i Giovani Alireza Rahimi ha invitato la popolazione a creare catene umane attorno alle centrali elettriche, invitando “giovani, personaggi del mondo della cultura e dell’arte, atleti e campioni”. 9:00 – “NON PRENDETE TRENI”L’esercito israeliano ha sconsigliato ai cittadini iraniani di viaggiare nel Paese, preannunciando di fatto imminenti attacchi alla rete ferroviaria iraniana. “Per la vostra sicurezza, vi chiediamo di astenervi dall’utilizzare i treni o dal viaggiare in treno in tutto il Paese da ora fino alle 21:00 ora iraniana”, ha scritto l’esercito sul suo account X in lingua persiana. “La tua presenza sui treni e in prossimità dei binari mette a rischio la tua vita.” 8:00 – L’ONU VOTERÀ SULLO SBLOCCO DELLO STRETTO, MA SENZA FORZASi prevede che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite voterà oggi una risoluzione (annacquata) che chiede lo sblocco dello Stretto di Hormuz. La proposta è molto lontana dall’obiettivo iniziale dei Paesi del Golfo, che prevedeva di ottenere l’autorizzazione per liberare l’isola con la forza; una bozza visionata lunedì dall’AFP non menziona più l’autorizzazione all’uso della forza, nemmeno a scopo difensivo. 7:00 NOTTE DI ATTACCHI SULL’IRAN
Notte di attacchi israelo-statunitensi su teheran e provincia, dove secondo le fonti di stampa internazionale hanno perso la vita almeno quindici persone. Secondo l’agenzia di stampa Mehr, nei raid è stata colpita anche la località orientale di Pardis, dove i soccorritori hanno tratto da sotto le macerie sei persone. Altre nove vittime si registrano a Shahriar, nella parte occidentale della città. Il corrispondente iraniana dell’emittente Al Jazeera riferisce che i caccia stanno continuando a sorvolare la capitale, dove riferisce di aver udito due potenti esplosioni. (Agenzia Dire) |
L’allerta, insomma, è altissima e la paura che serpeggia in tutto il mondo dilaga minuto dopo minuto. Sarà soltanto un messaggio per intimorire l’Iran? Davvero Donald Trump passerà ad azioni estremi e bombarderà totalmente l’Iran? Il timore è che la situazione possa precipitare e portare ad un’escalation che difficilmente potrà essere risanata. Restiamo in attesa di ulteriori aggiornamenti e vedremo come evolveranno le cose sul fronte Medio Oriente.
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