Palestina, Cisgiordania, Gaza, Libano, Iran

Palestina, Cisgiordania, Gaza, Libano, Iran

di Maurizio Catello Pennarola * 

Origini storiche di Israeliani e Palestinesi

La regione storicamente nota come Palestina/Levante meridionale è abitata in continuità da decine di migliaia di anni. Le prime comunità sedentarie, come i Natufiani, e poi i primi agricoltori neolitici, costituiscono il sostrato umano da cui derivano tutte le popolazioni successive: Cananei, Filistei, Israeliti, Aramei e, molto più tardi, le popolazioni arabizzate dell’epoca islamica. Questo territorio non ha mai conosciuto vuoti demografici: ogni nuova fase culturale si innesta su quella precedente.

Gli Israeliti emergono tra il XIII e il X secolo a.C. come una trasformazione interna delle popolazioni cananee degli altipiani centrali. Le evidenze archeologiche mostrano continuità nella cultura materiale: ceramiche, architettura, agricoltura e perfino parte del pantheon derivano dal mondo cananeo. L’ebraico antico è una variante della lingua cananea, e gli studi genetici confermano una forte continuità levantina. L’identità israelita nasce dunque come evoluzione socio‑religiosa locale, non come arrivo di un popolo esterno. Contributi minori provengono da gruppi semitici vicini, come gli Aramei, mentre popoli come i Filistei, di origine egea, restano culturalmente distinti.

Anche i Palestinesi moderni discendono dalle popolazioni autoctone che hanno abitato la regione in continuità dall’età del Bronzo fino all’epoca contemporanea. Cananei, Aramei, Giudei, Samaritani, Nabatei e altre comunità levantine costituiscono il loro sostrato storico. Le conquiste assira, babilonese, persiana, greca, romana e bizantina non sostituiscono la popolazione locale, che rimane in larga parte la stessa. Con la conquista araba del VII secolo d.C. la regione si arabizza linguisticamente e religiosamente, ma la base demografica resta autoctona: gli studi genetici mostrano una continuità significativa con le popolazioni pre‑islamiche.

In epoca moderna, tra XIX e XX secolo, si forma l’identità nazionale palestinese, così come si forma l’identità nazionale israeliana contemporanea. Entrambe affondano le loro radici in popolazioni levantine antichissime, che condividono un’origine comune molto più profonda delle loro differenze politiche recenti. In sintesi, Israeliani e Palestinesi sono due identità moderne nate da una stessa terra abitata in continuità per millenni, e le loro storie si intrecciano con quella lunga e complessa del Levante.

  1. Palestina e Cisgiordania

1.1 Cronologia storica (1917–2026)

1917–1947 – Mandato britannico

  • Tensioni continue tra comunità arabe e comunità ebraiche.

29 novembre 1947 – Piano di Partizione ONU

  • Con risoluzione ONU si suddivide il protettorato britannico in due Stati.
  • I leader arabi rifiutano.
  • Inizia guerra civile interna: attacchi reciproci.

14 maggio 1948 – Creazione dello Stato di Israele

  • Proclamazione di David Ben Gurion in accordo ai confini proposti dall’ONU.
  • I palestinesi non proclamano il loro Stato che resta senza confini.

15 maggio 1948 – Prima guerra arabo-israeliana

  • I paesi arabi, Egitto, Siria, Iraq, Libano e Giordania si coalizzano ed attaccano Israele.
  • Israele contrattacca, vince ed amplia il suo territorio prendendo parte della Cisgiordania al fine di potersi meglio difendere da eventuali futuri attacchi.

1967 – Guerra dei Sei Giorni

  • L’Egitto ordinò il ritiro delle forze ONU dal Sinai, ammassò grandi contingenti militari al confine e chiuse gli Stretti di Tiran, bloccando l’accesso marittimo israeliano. Nel frattempo Siria e Giordania si unirono all’Egitto in un’alleanza militare, parlando apertamente di distruzione di Israele.
  • Israele lancia un attacco preventivo contro Egitto, Siria e Giordania.
  • Vince e conquista Cisgiordania, Gaza, Gerusalemme Est. Si ritira da gran parte dei territori conquistati.

1987–1993 – Prima Intifada

  • Palestinesi attaccano soldati e civili israeliani.
  • Israele risponde con uso massiccio della forza.

2000–2005 – Seconda Intifada

  • Attacchi suicidi palestinesi contro civili israeliani.
  • Israele risponde con operazioni militari estese.

2005–2022

  • Continui attacchi palestinesi.
  • Espansione degli insediamenti israeliani ed aumento della violenza dei coloni.

2023–2026 – Escalation continua

  • L’ANP perde il controllo. Gruppi palestinesi attaccano soldati e coloni.
  • Coloni israeliani attaccano villaggi palestinesi (incendi, aggressioni).

 

1.2 Responsabilità e violazioni del diritto internazionale

Responsabilità israeliane

  • Occupazione e colonizzazione (violazione IV Convenzione di Ginevra) violenta.
  • Restrizioni di movimento, demolizioni, arresti amministrativi.
  • Uso della forza sproporzionato e violazione diritti umani con uccisione di civili.

Responsabilità palestinesi

  • Attacchi continui contro civili israeliani con violazione diritti umani.
  • Frammentazione politica che indebolisce governance e sicurezza.
  • Mancanza di proclamazione di un loro Stato in accordo alla risoluzione ONU.

 

  1. Gaza e Hamas

2.1 Cronologia storica (1948–2026)

1948–1967

  • Gaza sotto amministrazione egiziana.

1967

  • Israele occupa Gaza come esito della Guerra dei 6 giorni.

1987

  • Nasce Hamas.

2005

  • Israele si ritira da Gaza ma mantiene controllo di confini e spazio aereo.

2006–2007

  • Hamas vince le elezioni.

2008–2014 – Tre guerre

  • Hamas lancia razzi con continuità.
  • Israele risponde con operazioni militari su larga scala.

2018–2019

  • Proteste della “Grande Marcia del Ritorno”.
  • Israele usa fuoco contro manifestanti.
  • Hamas costruisce sotto Gaza un reticolo di tunnel ove conserva armi e razzi.

7 ottobre 2023 – Attacco di Hamas

  • Hamas uccide oltre mille civili e rapisce ostaggi.

2023–2024 – Guerra a Gaza

  • Israele risponde con bombardamenti massicci e operazioni terrestri.
  • Hamas continua lanci di razzi e guerriglia urbana.

2025–2026

  • Hamas si frammenta in cellule.
  • Israele attacca ed evacua la popolazione civile allo scopo di recuperare i corpi degli ostaggi e distruggere il reticolo di tunnel e smantellare le cellule militari di Hamas.
  • Attraverso l’uso sproporzionato della forza, Gaza risulta devastata, ci sono stati decine di migliaia di morti civili inclusi bambini, decine di migliaia di feriti e due milioni circa di persone sono rimaste senza casa.

2.2 Responsabilità e violazioni del diritto internazionale

Responsabilità di Hamas

  • Violazioni ai diritti umani con attacchi deliberati contro civili e presa di ostaggi.
  • Rapimenti, esecuzioni, uso di scudi umani e simboli umanitari per proteggere i terroristi.
  • Militarizzazione di aree civili.

Responsabilità israeliane

  • Violazioni ai diritti umani con bombardamenti ed uccisioni sproporzionate in aree densamente popolate.
  • Distruzione estesa di infrastrutture civili.
  • Limitazioni agli aiuti umanitari.

 

  1. Libano e Hezbollah

3.1 Cronologia storica (1970–2026)

1970–1982

  • L’OLP attacca Israele dal Libano.
  • Israele risponde con bombardamenti.

1982 – Invasione israeliana

  • Israele invade il Libano per combattere l’OLP.
  • Nasce Hezbollah, che inizia attacchi contro Israele.

1985–2000

  • Guerriglia continua con attacchi Hezbollah e risposte israeliane.

2006 – Guerra Israele–Hezbollah

  • Hezbollah attacca una pattuglia israeliana.
  • Israele risponde con guerra su larga scala.
  • Hezbollah lancia migliaia di razzi.

2010–2023

  • Scontri periodici.

Dopo il 7 ottobre 2023

  • Hezbollah attacca Israele.
  • Israele risponde con bombardamenti nel sud del Libano.

2024–2026

  • Hezbollah usa droni avanzati.
  • Israele risponde con azioni militari.
  • Nessuna guerra dichiarata, ma conflitto costante.

3.2 Responsabilità e violazioni del diritto internazionale

Responsabilità di Hezbollah

  • Violazioni ai diritti umani con attacchi indiscriminati verso insediamenti di Israele anche civili.
  • Militarizzazione di aree civili.

Responsabilità israeliane

  • Violazioni ai diritti umani con bombardamenti sproporzionati anche su civili.
  • Violazioni dello spazio aereo libanese.
  1. Iran e Israele

4.1 Cronologia storica (1953–2026)

1979

  • Rivoluzione islamica rovescia lo Scià.

1980–1988 – Guerra Iran–Iraq

  • L’Iraq attacca l’Iran.
  • L’Iran contrattacca e arma milizie sciite.

1990–2020

  • L’Iran arma Hamas, Hezbollah, Houti ed attacca Israele dalla Siria.

2023–2024 – Guerra ombra

  • Israele colpisce obiettivi iraniani in Siria.
  • Iran e Israele si attaccano direttamente con droni e missili.

2025–2026 – Guerra aperta

  • Iran colpisce obiettivi israeliani e curdi;
  • Attacco coordinato US/Israele contro Iran per debellare il rischio di consentire all’Iran di dotarsi di armi nucleari e con l’iniziale intento di sovvertire il regime dittatoriale degli Ayatollah e di controllare i flussi energetici iraniani
  • Attacco diminuisce la capacità dell’Iran, che si era dotato di missili balistici con raggio di 4000km in grado di raggiungere l’Europa
  • Gli attacchi possono causare gravi danni all’economia globale, soprattutto in caso di escalation

4.2 Responsabilità e violazioni del diritto internazionale

Responsabilità dell’Iran

  • Violazioni al diritto internazionale con attacchi non autorizzati a Paesi terzi.
  • Violazioni ai diritti umani con attacchi contro obiettivi civili.
  • Sostegno a gruppi armati che colpiscono civili.

Responsabilità di Israele e Stati Uniti

  • Violazioni al diritto internazionale con attacchi non autorizzati su territorio iraniano.
  • Violazioni ai diritti umani con attacchi contro obiettivi civili.
  • Operazioni clandestine.

 

  1. Mar Rosso e Yemen (2023–2026)

2023–2024

  • Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, attaccano navi commerciali.
  • USA e UK rispondono con raid aerei.

2025–2026

  • Attacchi intermittenti con impatto significativo sul traffico marittimo globale.
  • USA e UK rispondono con raid aerei massicci.

Conclusione

Dal 2023 al 2026 la regione vive la più ampia e interconnessa crisi dagli anni ’70 con impatti sull’economia mondiale.
Diversi Stati hanno riconosciuto lo Stato di Palestina, che risulta ancora uno Stato fantasma senza Governo ne confini in quanto mai fondato dai Palestinesi sin dalla risoluzione ONU. Diversi Stati invece si sono impegnati a riconoscerlo non appena costituito, sostenendo la strategia “due popoli, due Stati”.

Tutti gli attori — Israele, Hamas, gruppi palestinesi, Hezbollah, Iran, milizie regionali e potenze esterne — hanno compiuto, a volte per prima ed a volte per reazione, azioni offensive che hanno comportato violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani.

Non è ormai importante stabilire chi ha iniziato e chi ha reagito in ogni singolo attacco, in ogni singola occupazione. Dopo decenni questa guerra insensata ha alimentato un ciclo di instabilità a danno soprattutto della popolazione civile e dei militari appartenenti ad ognuno degli attori interessati, che da ambo le parti risultano le prime vittime di questo gioco al massacro.

Si ritiene che sia giunto il momento per la Diplomazia di mettere tutti gli attori attorno al tavolo al fine di fermare attacchi e vendette e di giungere ad nuovo ordine mondiale che sostenga una pace definitiva. Una pace che metta la parola fine a questa situazione di instabilità del Medio Oriente, e che finalmente preveda la creazione dello Stato di Palestina, assicurando un futuro pacifico a tutte le popolazioni che hanno subito decenni di sofferenze.

 

Maurizio Catello Pennarola

Generale della Riserva

Lauree in Ingegneria e Scienze Politiche

Master in Relazioni Internazionali e Difesa Cibernetica

Precedente Direttore del Programma BMD NATO

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