Cìncali: da operai a eccellenze italiane in Svizzera

Cìncali: da operai a eccellenze italiane in Svizzera
Foto di Ilia Bronskiy su Unsplash

L’immigrazione italiana in Svizzera è una delle storie migratorie più importanti d’Europa. Un fenomeno che dura da oltre un secolo e che ha segnato in modo profondo sia la società svizzera sia quella italiana, creando legami economici, culturali e sociali ancora oggi molto forti.

Origini dell’immigrazione in Svizzera

La presenza italiana in Svizzera ha radici molto antiche che risalgono addirittura al Medioevo, quando mercanti, banchieri e intellettuali italiani si stabilirono nelle città di Ginevra e Basilea. Tuttavia, l’immigrazione vera e propria ha inizio solo a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.

Negli anni ’70 dell’Ottocento gli italiani arrivarono in massa soprattutto per lavorare nei grandi cantieri ferroviari, come il traforo del San Gottardo (1872-1882), il primo grande cantiere che impiegò una vasta manodopera italiana proveniente soprattutto dal Piemonte, dalla Lombardia e dal Veneto, e il traforo del Sempione (1898-1906), un altro momento cruciale che vide migliaia di operai italiani impegnati nella perforazione con la collaborazione di aziende italiane.
Dopo la seconda guerra mondiale, si registra una nuova grande ondata migratoria. Negli anni ’50 e ’60, gli italiani sono diventati la principale comunità straniera in Svizzera, impiegata soprattutto nei settori dell’edilizia, dell’industria e dei servizi. In quegli anni, centinaia di migliaia di lavoratori si trasferirono in Svizzera, spesso con contratti stagionali e in condizioni difficili.

 Italiani in Svizzera: Cìncali, baracche e discriminazione

Nei primi anni del dopoguerra, gli italiani che emigravano in Svizzera erano soprattutto uomini soli con lo status di “stagionali”. Molti di loro partivano dal Sud Italia in treno, viaggiando per giorni verso la frontiera svizzera, soprattutto a Chiasso o a Briga. Erano sottoposti a severi controlli medici. Uomini e, quando riuscivano a partire, donne venivano separati e sottoposti a ispezioni quasi nude, una procedura vissuta come estremamente umiliante. Sebbene molti avessero contratti stagionali, altri arrivavano clandestinamente, passando le Alpi a piedi o trovando impieghi irregolari. Vivevano in baracche o dormitori sovraffollati nei cantieri, con limitate possibilità di integrazione, poiché le severe leggi svizzere vietavano il ricongiungimento familiare agli stagionali. Migliaia di bambini furono nascosti in casa per anni, senza poter uscire, andare a scuola o fare rumore, per evitare l’espulsione.
Spesso gli italiani erano visti con pregiudizio, etichettati come inferiori e bersaglio di sentimenti xenofobi da parte della popolazione locale. Oggetto di vere e proprie vessazioni razziali, venivano appellati con il termine “Cìncali”, percepito come storpiatura di “zingari”; Tschinggali deriva più probabilmente dal grido “cinq!”. (cinque), usato dagli italiani durante il gioco della morra, molto popolare. Questo termine veniva utilizzato dai locali in Svizzera come insulto etnico per emarginare i lavoratori italiani.

Oggi l’immigrazione italiana continua, ma con caratteristiche diverse: accanto ai lavoratori manuali, ci sono professionisti qualificati, studenti e ricercatori. Nonostante i cambiamenti, gli italiani restano la comunità straniera più numerosa nel Paese, con oltre mezzo milione di persone, considerando anche i naturalizzati.

I quartieri italiani in Svizzera

Con l’aumento dell’immigrazione, nel tempo si sono sviluppati veri e propri quartieri italiani, soprattutto nelle grandi città e nelle aree industriali. La Svizzera è suddivisa in cantoni con lingue e identità ben definite, mantenute nel tempo. La Svizzera italiana comprende principalmente il Canton Ticino e la parte meridionale del Canton Grigioni, dove l’italiano è lingua ufficiale con forti influssi di dialetto lombardo.

Ecco i dettagli principali:
  • Canton Ticino: È l’unico cantone svizzero in cui l’italiano è l’unica lingua ufficiale. Si divide in due regioni principali: Sopraceneri e Sottoceneri, che comprendono città come Bellinzona, Lugano e Locarno. Anche se non si tratta di immigrazione in senso stretto, la vicinanza culturale ha favorito la presenza di lavoratori italiani, soprattutto frontalieri, che ogni giorno attraversano il confine per andare a lavorare.
  • Cantone dei Grigioni : Canton è trilingue: tedesco, romancio e italiano, parlato in quattro valli: Mesolcina, Calanca, Bregaglia e Valposchiavo.

Oltre ai Cantoni prettamente italiani, la presenza italiana è storica e significativa anche in Svizzera, dove è diffusa soprattutto nei quartieri specifici delle grandi città o nei comuni suburbani che hanno vissuto un’intensa immigrazione nel corso del XX secolo.

  • Zurigo: È la città con il maggior numero di residenti italiani, superando i 125.000, come evidenziato nel video della Fondazione Migrantes.
    Uno dei principali centri economici svizzeri, gli italiani si sono concentrati in quartieri operai come Aussersihl, dove per decenni si sono create reti di solidarietà, negozi e ristoranti italiani. Anche a Basilea e a Berna si sono formate comunità simili, legate al lavoro industriale.
  • Aussersihl (Kreis 4):Storicamente, il quartiere Aussersihl di Zurigo è stato il cuore pulsante della classe operaia italiana. All’inizio del Novecento, e in particolare nel periodo tra le due guerre, era caratterizzato da una densa presenza di emigranti, spesso definita in modo dispregiativo “baraccopoli” all’epoca, ma che oggi rappresenta una zona storica di forte presenza operaia e sindacale.
  • Neuenhof (Argovia): Noto per la sua storica comunità di immigrati italiani, soprannominato il “villaggio degli italiani” o “Little Italy” della Svizzera tedesca. Negli anni del boom economico, questo comune vicino a Zurigo ha visto una massiccia concentrazione di famiglie italiane, diventando un punto di riferimento per l’italianità nella regione..
  • Ginevra: La città di Calvino ha ospitato per secoli una forte comunità italiana, inizialmente di orientamento protestante (valdese) e, successivamente, nel XIX e XX secolo, una grande comunità operaia. Quartieri come Carouge o le zone limitrofe alla stazione hanno storicamente ospitato la comunità italiana.
  • Basilea: A causa della sua posizione industriale e di confine, ha accolto storicamente molti italiani che si sono insediati in vari quartieri operai, spesso vicino alle zone industriali e ferroviarie.
  • Losanna: Città della Svizzera francese, la presenza italiana è stata rilevante sia nel settore edilizio che in quello dei servizi. Qui gli italiani si sono integrati nei quartieri popolari, contribuendo alla vita culturale locale.

Queste zone non sono “quartieri italiani” nel senso di territori isolati, ma piuttosto aree urbane in cui storicamente si è concentrata una forte presenza di immigrati italiani (spesso veneti, meridionali e siciliani negli anni ’50-’70), che hanno mantenuto vive le proprie tradizioni attraverso associazioni, bar, ristoranti e le “missioni cattoliche italiane”.

 Eccellenze italiane in Svizzera

Nel 2026, la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera ha premiato diverse eccellenze, riconoscendo il ruolo degli italiani nel dialogo bilaterale per il rafforzamento delle relazioni economiche tra l’Italia e la Svizzera, nonché il contributo delle aziende italiane che investono nella sostenibilità e nella tecnologia innovativa nel territorio elvetico. Per raggiungere questi meritatissimi traguardi, sono stati e sono tuttora tanti i cittadini italiani che contribuiscono alla ricchezza economica, culturale e sociale della Confederazione Svizzera.
Ecco alcune delle eccellenze italiane che hanno contribuito a rendere grande la Svizzera:
Imprenditoriali e Finanziarie
  • Gianluigi Aponte: Fondatore della Mediterranean Shipping Company (MSC) con sede a Ginevra, è uno degli uomini più ricchi della Svizzera, avendo reso la sua azienda un leader mondiale nel trasporto marittimo.
  • Famiglia Perfetti (Perfetti Van Melle): Giganti del settore dolciario, rappresentano un forte esempio di imprenditoria italiana radicata in Svizzera. Nel 1956 hanno creato la famosa gomma da masticare “Brooklyn”, conosciuta anche come “la gomma del ponte”, che ha ottenuto un successo strepitoso, conquistando rapidamente circa il 90% del mercato italiano.
  • Sergio Ermotti: È un manager bancario di grande successo, ex CEO di UBS e una figura chiave nel panorama finanziario svizzero.
  • Alberto Siccardi: Fondatore di Medacta, azienda leader mondiale nella produzione di protesi articolari con sede in Ticino, è diventato cittadino svizzero e ha contribuito allo sviluppo del settore medico-tecnologico.
  • Francesco Pone: noto pizzaiolo campano con esperienze internazionali in Spagna e Francia, ha aperto il suo locale “Da Pone I Figli di Napoli” nell’ottobre 2024 a Zurigo, dopo aver precedentemente lavorato nella zona e aver vinto riconoscimenti come il terzo posto alle Olimpiadi AVPN 2022 e Pizzadoc Awards 2025.
  • Ciro Savastano: un falegname appassionato, figlio di Napoli, trasferitosi in Svizzera per inseguire un sogno che è diventato realtà Progetto 360°  “Il mio obiettivo è dare vita alle tue idee con un tocco di design italiano e l’autentica maestria artigianale”.
 Settore Scientifico e Ricerca
  • Fabiola Gianotti: Fisica italiana di fama mondiale, ha ricoperto il prestigioso ruolo di direttrice generale del CERN a Ginevra, centro di eccellenza scientifica globale.
Eccellenze del Made in Italy
  • Gastronomia e Cultura: L’immigrazione italiana ha introdotto la “cultura del cibo” (pasta, olio, caffè), trasformando le abitudini alimentari svizzere.
  • Acciaierie e Manifattura: Imprenditori italiani hanno creato realtà industriali storiche, come le acciaierie Monteforno in Ticino, che hanno impiegato migliaia di lavoratori italiani, contribuendo alla produzione industriale elvetica.
  • Innovazione e Robotica: Figure come Raffaello D’Andrea, professore al Politecnico di Zurigo (ETH) e fondatore di aziende nel settore della robotica e logistica (come Kiva Systems), hanno contribuito a posizionare la Svizzera all’avanguardia tecnologic

Un legame ancora forte

Oggi,il rapporto tra Italia e Svizzera è ancora molto intenso. Oltre agli italiani residenti, migliaia di lavoratori frontalieri attraversano ogni giorno il confine. La nuova immigrazione è più qualificata e diversificata, ma continua a seguire le opportunità offerte dall’economia svizzera.

La storia dell’immigrazione italiana in Svizzera è dunque una storia di lavoro, sacrificio e integrazione, ma anche di identità culturale che si è mantenuta nel tempo. Un fenomeno che non appartiene solo al passato, ma che continua a evolversi ancora oggi.

 

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Nicoletta Russo

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