Pecara – 17enne Stava Pianificando una Strage
L’Attacco alla sua Scuola è Stato Sventato dopo Mesi di Indagini
A cura di Raffaele Gaggioli
Dopo il caso del 13enne bergamasco che ha accoltellato la sua insegnante, c’è stato un altro caso di un giovane studente pronto a compiere atti di violenza contro la scuola che frequenta. Il caso è avvenuto in provincia di Perugia, ma fortunatamente il ragazzino è stato fermato prima che potesse compiere la strage che aveva pianificato.
| AGI – Voleva compiere una strage a scuola per poi suicidarsi come avvenuto nel massacro della Columbine High School negli Stati Uniti: è una delle accuse nei confronti di un 17enne pescarese residente in provincia di Perugia arrestato dai militari del Ros.
Nelle prime ore della mattina in Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana, il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, in collaborazione con i Comandi Provinciali competenti per territorio, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare con successivo trasferimento presso un istituto penale minorile, emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila su richiesta di questa Procura per i Minorenni, a carico di un diciassettenne pescarese domiciliato nella provincia di Perugia. I manuali per la fabbricazione di ordigniIl minore è ritenuto gravemente indiziato dei delitti di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura Minorile di L’Aquila, ha permesso di contestare al giovane il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco. Tra il materiale a suo tempo sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica. I contatti con la “Werwolf Division”Nello specifico – si legge in una nota – appaiono assumere un profilo di rilevante pericolosità le informazioni detenute in ordine al reperimento di armi, alla loro fabbricazione con tecnologia 3D e alla preparazione del TATP (perossido di acetone), sostanza nota per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la “madre di Satana”. Le indagini hanno altresì documentato i contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della “razza ariana”, nonché sulla costante glorificazione di mass shooters quali Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch avvenuti il 15.03.2019, e Anders Behring Breivik, autore degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya il 22.11.2011, elevati a “santi” per incentivare l’emulazione. “Progettava una strage a scuola”È emerso inoltre l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine High School (20 aprile 1999), seguita dal proprio suicidio. Gli altri minori indagatiNell’ambito dell’operazione sono state anche effettuate 7 perquisizioni locali, personali e informatiche nei confronti di altrettanti minorenni nelle province di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Gli stessi sono indagati in quanto ritenuti autori di condotte inquadrabili con la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa. Tutti i minori appaiono: inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale, composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista; particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo. L’indagine, avviata nel mese di ottobre 2025 dalla Sezione Anticrimine di L’Aquila, è stata originata dalla pregressa attività antiterrorismo (indagine “IMPERIUM”) conclusa nel luglio 2025 dalla Sezione Anticrimine Carabinieri di Brescia e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di quel capoluogo, nell’ambito della quale venne perquisito anche il minore coinvolto nell’esecuzione della misura cautelare. (AGI) |
Quanto successo riapre ancora il dibattito sul pericolo della radicalizzazione online , specialmente per le fasce più giovani della popolazione italiana. Ora che in Europa si è riaperto il dibattito sulla libertà all’anonimato sul web, l’Italia si ritrova suo malgrado coinvolta in questa discussione a causa di questi violenti incidenti.
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