L’arte del “dopo”: Sabrina Falcone si racconta

L’arte del “dopo”: Sabrina Falcone si racconta
photo by Mary Zangone

L’Arte del “Dopo” è un Qualcosa con cui Tutti prima o poi Dobbiamo fare i Conti, Sabrina Falcone lavora Proprio lì e ci Spiega da Dove Iniziare.

“dopo” dal latino “de post”, propriamente “da poi”. Avverbio di tempo che nel nostro caso è anche punto di partenza, luogo non fisico ma mentale.

Proprio qui, in questo “dopo”, troviamo Sabrina Falcone con la sua storia avvincente, piena di domande e di colpi di scena. Una storia che fa capire bene come, se le cose son destinate a te, trovano il modo di raggiungerti, fanno “giri immensi e poi ritornano”, come i “certi amori” della celebre canzone. Ti trovano sempre, nonostante te.

Sabrina si racconta

Dopo ventidue anni di onorato lavoro nel “food and beverage” Sabrina ha, infatti, capito, non senza dubbi e paure iniziali, di dover seguire ciò per cui il suo cuore sorride e il suo sangue ribolle.

Le chiedo di raccontarmelo e, sedute al tavolo di una nota pasticceria Milanese nella meravigliosa Galleria Vittorio Emanuele II, immerse nella bellezza e dolcezza, iniziamo la nostra lunga chiacchierata, come amiche di lunga data.

Amiche che si conoscono da sempre perché questo succede con Sabrina, un’anima bella piena di vita ed energia positiva che non vede l’ora di raccontarsi con due occhi brillanti e il suo sorriso contagioso.

Da direttore di un locale a soli ventisettenne anni, passando per l’essere proprietaria di un locale tutto suo, approda finalmente a diventare ciò che davvero la rende felice, una Life & Business Emotional coach o, definizione che le piace molto di più, “quella del dopo”, poi capirete il perché.

Attraversa nell’ordine una crisi matrimoniale, il ritorno a casa dai suoi, la fuga ad Ibiza per cambiare aria fino a giungere ad una battuta di arresto con la malattia della mamma che diventa per lei una priorità.

Il “dopo” di Sabrina

Arriva poi “quella notte” che lei descrive come la notte più brutta della sua vita e, inevitabilmente, inizia il suo “dopo”.

Va avanti il divorzio e decide di vendere il locale con grande dispiacere di non aver tenuto fede alla parola data al suo socio, accetta il lavoro in un’agenzia di comunicazione ed eventi ma si sente affaticata, incavolata col mondo e impaurita.

Da che aveva tutto nel giro di pochissimo si è ritrovata a non avere più nulla se non la sua rabbia, una rabbia sempre più grande che col passar del tempo non la rendeva più capace di essere davvero se stessa.

Ad aprirle gli occhi e il cuore indurito una sera un amico davanti ad un aperitivo fatto di alcool, tante lacrime e verità scomode. <<Anche se ora le nostre strade si sono divise e ognuno conduce la propria vita>> mi confida << lo ringrazierò sempre>>.

Come si fa a cambiare?

Da quella chiacchierata una domanda inizia a ronzarle nella testa come un tarlo: come si fa a cambiare?

<<Avrò sempre in mente il giorno dopo quella chiacchierata. Una domenica mattina di fine agosto in cui, come un automa, giravo per casa, fumando sigarette, che ora non fumo più, con quella domanda in testa.

Il lunedì dopo, mentre ero in ufficio mi compare sul telefonino l’inserzione di un corso di un formatore online Daniele Di Benedetti, sapevo che non era un caso.  Da stacanovista quale ero non ho avuto subito il coraggio di chiedere i giorni di ferie per andare all’evento.

Incuriosita, però, inizio ad ascoltare e cercare i suoi interventi, finché non vengo a conoscenza di un nuovo evento nel mese marzo e in una sera prenoto tutto, treno e albergo. Questa volta non potevo mancare.

Da quel momento non ho fatto altro che ricordare al mio capo che in quei giorni non ci sarei stata e così nel marzo 2016, segnato da una nevicata pazzesca – dovevo immaginarmelo data la portata epocale della mia decisione – ero a Riccione al primo appuntamento col mio dopo>>.

Il salto nel buio e una nuova missione diventata lavoro

A valle di quel corso sopravvive ancora un po’ in agenzia finché un bel giorno decide di fare il salto nel buio, lasciando tutto ciò che la faceva ricadere nel prima per scegliere finalmente di vivere il suo dopo.

Quando le chiedo cosa abbia significato lavorare sul suo dopo in ragione del suo attuale lavoro lei mi risponde:<<La mia esperienza del dopo è fondamentale oggi per la mia attività. Questo lavoro nasce da una parte molto profonda della mia storia.

È stato proprio attraversando i momenti bui che ho capito una cosa molto semplice ma potentissima. Quando qualcosa crolla nella nostra vita non siamo rotti. Siamo in un passaggio. Un passaggio in cui abbiamo due possibilità: possiamo perderci oppure possiamo scegliere di ritrovarci davvero.

Il mio lavoro è accompagnare le persone in quel passaggio e, avendo io già percorso quella strada in prima persona, le persone sentono di potersi fidare perché si sentono accolte e capite>>

Quando tutto crolla: i passaggi della vita

Proseguo chiedendole quali siano questi passaggi nella vita di ognuno di noi: <<Ci sono momenti nella vita in cui qualcosa crolla. Può essere una relazione che finisce, un lavoro che ti svuota completamente, una perdita o semplicemente quel momento in cui ti accorgi che la vita che hai costruito non la senti più tua.

Quando succede, tutti parlano dell’evento. La separazione. Il burnout. La perdita. Quasi nessuno, però, parla di quello che arriva dopo. Io lavoro https://sabrinafalconecoach.com proprio lì. Nel momento in cui l’evento è successo ma tu non sai ancora capire come stare dentro quello che è accaduto.>>

Allora alla mia curiosità che mi spinge ad andare oltre e a capire cosa sia questo “dopo” Sabrina mi offre la sua spiegazione: <<È un momento molto particolare. Fuori la vita continua: il lavoro, le responsabilità, le persone intorno a te.

Dentro invece qualcosa si è spostato e non sai più bene chi sei in quella vita. Io accompagno le persone proprio in quel passaggio. Non quando tutto esplode, ma quando l’emergenza è finita e resti sola o solo con le conseguenze.

Perché è lì che la mente inizia a correre, le emozioni diventano confuse e spesso si cerca di ricostruire partendo dal caos. E quando si ricostruisce dal caos, spesso ci si perde ancora di più.>>

Da dove si parte?

Dunque, le chiedo di capire come lei interviene in questo spazio tutto nuovo e pieno di incertezze e da dove parte:<<Il primo passo non è capire tutto, non è prendere decisioni drastiche. Il primo passo è fermare il rumore. Aiutare la mente a rallentare, il corpo a rilassarsi e la persona a ritrovare lucidità.

Perché quando torni lucida o lucido, qualcosa cambia. Le cose iniziano a vedersi in modo diverso. Ed è da lì che può iniziare una vera ricostruzione. Con presenza, ascolto e anche con quella leggerezza che spesso si dimentica quando si attraversano momenti difficili.

Perché sì, nel cambiamento c’è fatica, c’è dolore, c’è confusione. Ma c’è anche qualcosa di incredibilmente bello: la possibilità di tornare a sentirsi davvero vivi.

Io accompagno le persone nel momento in cui qualcosa è già successo, ma dentro devono ancora capire come stare in quello che è accaduto e iniziare a vivere la vita dandole una nuova direzione.>>

“Trust the process, even when it’s painful”

Nel suo dopo Sabrina ha ricostruito un rapporto stupendo con il padre che ha scoperto tardi, partendo da un momento di verità e condivisione assoluta, aprendosi a lui mostrando le sue ferite e chiedendo a lui di fare altrettanto. Così è stato e da allora non si son più lasciati, anche ora che lui non c’è più.

Ha ripreso in mano la sua vita e vuole aiutare gli altri a ritrovare la loro strada, la loro felicità, non eliminando e nascondendo il limite e le difficoltà ma partendo proprio da lì, dal momento in cui tutto sembra essere perduto, confuso, come un quadro astratto.

Se nessuno te lo spiega è difficile riconoscerne il significato ma se qualcuno sapientemente cerca di condurti a comprendere il senso di tutto poi il quadro diventa magicamente chiaro e comprensibile.

Non c’è solo dolore e sofferenza in questo quadro ma anche tanta, tantissima gioia e sollievo quando ci si riesce a liberare dai macigni che appesantiscono il cuore.

Sabrina https://www.instagram.com/sabrinafalcone_coach, in questo percorso, non prende lei in prima persona tavolozza e pennello ma li lascia nelle mani di chi segue aiutando a interpretare i segni e a guardarli nel complesso, nel divenire, in un disegno più grande, avendo cura che chi è con lei impari ad aver pazienza e fede.

Chi lavora con lei imparerà a confidare nel fatto che tutto ciò che è a lui destinato accadrà nel momento giusto basterà solo aver fede: “Trust the process, even when it’s painful”.

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Giuliana Donnarumma

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