Belgrado: la danza italiana protagonista al Festival internazionale 2026

Belgrado: la danza italiana protagonista al Festival internazionale 2026
Locandina ufficiale - Fonte IIC

Dallo spettacolo “Sport” di Salvo Lombardo a “Notte Morricone” di Aterballetto, l’Italia in scena tra corpo, identità e memoria

Belgrado Festival danza 2026 Italia

Dal 13 marzo all’8 aprile 2026, tra Belgrado e Novi Sad, si svolge la XXIII edizione del Festival della danza di Belgrado. L’Istituto Italiano di Cultura partecipa con due spettacoli di rilievo internazionale.
Il festival, intitolato “Sii la danza che vuoi vedere”, propone una riflessione contemporanea sul corpo e sull’espressione artistica.

Evento

La presenza italiana si inserisce in uno dei più importanti appuntamenti coreutici dell’Europa sud-orientale.

Due spettacoli, due visioni diverse ma complementari. Da un lato la ricerca sul corpo e sulla caduta, dall’altro un omaggio poetico alla musica di Ennio Morricone.

Il risultato? Un racconto articolato della danza contemporanea italiana, capace di dialogare con il pubblico internazionale.

“Sport” di Salvo Lombardo

In scena il 18 marzo alla Ložionica di Belgrado (ore 18:00 e 21:00), Sport è una performance che mette al centro il concetto di “caduta”.

Non solo fisica, ma anche simbolica.

L’opera indaga i meccanismi dell’agonismo e della performance, mettendo in discussione modelli culturali e sociali legati al corpo.
Lo sport diventa così una lente attraverso cui osservare identità, potere e norme contemporanee.

Lo spettacolo è parte della trilogia L’esemplare capovolto, ispirata a opere storiche della danza italiana di fine Ottocento.

“Notte Morricone” di Aterballetto

Il 8 aprile al Teatro Nazionale Serbo di Novi Sad (ore 20:00), la compagnia Aterballetto porta in scena Notte Morricone, con coreografia di Marcos Morau.

Un tributo intenso e personale al grande compositore italiano.

La performance non si limita a celebrare la musica di Morricone, ma la reinterpreta in chiave contemporanea. La scena diventa uno spazio mentale, dove memoria, cinema e creazione artistica si intrecciano.

È un viaggio notturno dentro l’immaginazione, dove la musica continua a vivere oltre il suo autore.

La danza come linguaggio universale

Cosa unisce questi due spettacoli?

La capacità di raccontare il presente attraverso il corpo e il movimento.

La danza diventa uno strumento per interrogare la realtà, superare confini culturali e costruire nuove narrazioni. In questo contesto, la partecipazione italiana rafforza il dialogo artistico europeo.

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Perché seguire il festival

Se ti trovi nei Balcani in questo periodo, il Festival della danza di Belgrado è un appuntamento da non perdere.

È un’occasione per scoprire linguaggi contemporanei, artisti internazionali e nuove prospettive sulla scena coreutica.

La danza può ancora raccontare il nostro tempo? Qui la risposta è sì.

Informazioni

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Redazione Radici

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