Saffron Hill: il cuore italiano nascosto tra la nebbia di Londra

Saffron Hill: il cuore italiano nascosto tra la nebbia di Londra
Foto di Anthony DELANOIX su Unsplash

Mani di mestiere, l’italia che insegna a gesticolare oltrermanica

I primi nuclei di italiani si notavano già tra il 1700 e il 1800, ma prima di parlare di migrazione in Inghilterra, è necessario affrontare il tema della stagionalità. Partivano dalla Calabria, dalla Toscana o dall’Emilia venditori ambulanti, gelatai e venditori di castagne che, in primavera, si recavano in Inghilterra e rientravano in Italia in autunno per la vendemmia. Molti partivano per trovare lavoro come musicisti o artigiani. Il motivo principale era sempre la ricerca di una qualità di vita migliore per sé e per la propria famiglia. La Gran Bretagna offriva salari più alti e migliori opportunità economiche, oltre a una richiesta di manodopera specializzata e artigianale.
Tra questi, i Fratelli Molini, pionieri dell’editoria e del giornalismo italiano a Londra, che nel 1745 fondarono il primo periodico in lingua italiana nel Regno Unito. Sebbene la rivista non ebbe vita lunga, aprì la strada ad altre realtà giornalistiche.
La migrazione si intensificò tra il 1850 e il 1914, in concomitanza con le ondate migratorie verso le Americhe, ma fu con il secondo dopoguerra che si verificò il flusso più consistente.

Da Sud a Nord attraversando la Manica: il lungo viaggio dei “Britalians”

Il viaggio attraverso l’Italia per arrivare in Inghilterra era un percorso arduo, lungo e faticoso, spesso disagevole. Alcuni arrivavano via terra, con treni o lunghi tragitti a piedi, altri via mare, da Genova o Napoli, verso i porti francesi, per poi proseguire attraverso la Manica su navi a vapore o piroscafi sovraffollati.
A causa dell’elevato numero di arrivi, nacquero istituzioni assistenziali italiane, come la Società di Assistenza (1861), la Chiesa di S. Pietro (1863), l’Ospedale Italiano (1884) e la Società di Mutuo Soccorso (1886), che crearono anche circoli ricreativi, come quello dei Mandolinisti e Velocipedisti. Per mantenere i legami con la patria e restare sempre informati, c’era il giornale “Roma-Londra”, uno dei periodici più longevi (1888-1920). I primi insediamenti si ebbero a Clerkenwell, chiamata poi Little Italy.

Britalians cuori italiani nel regno unito.

In Inghilterra non esistono quartieri esclusivamente italiani, ma aree ben definite con una forte impronta storica italiana e diffuse comunità. Da qui, in epoca recente, è nata la crasi tra “British” e “Italian”, i Britalians, una neologia moderna che distingue e racchiude la fusione tra le due comunità e che nasce soprattutto sui canali social, dove viene usata per descrivere uno stile di vita ibrido.
Le zone con una forte presenza italiana, sia storica che attuale, sono:

  • Saffron Hill: anche se si trovava nel cuore di Clerkenwell, questo quartiere era il più storico e densamente popolato della comunità italiana a Londra nell’Ottocento, diventando il fulcro della vita italiana di quegli anni. È ricordato dai più come un quartiere malsano, ma vibrante e con un uso comune dei dialetti, che tutt’oggi mantiene un legame con l’identità italiana.
  • Clerkenwell (Londra): Storica “Little Italy” londinese, una delle più popolose nell’Ottocento, a cui era legato Giuseppe Mazzini che, esiliato a Londra, vi fondò nel 1841 la prima scuola gratuita per i figli degli immigrati italiani, situata in Hatton Garden. Sebbene la comunità italiana si sia spostata in altri quartieri, qui si conservano ancora oggi simboli importanti come la chiesa di St. Peter’s Italian Church e attività storiche come Terroni (1878).
  • Bedford: Soprannominata la “città più italiana d’Inghilterra”, ospita la più grande comunità di immigrati italiani, arrivati tra gli anni ’50 e ’60, che crearono una “Little Italy” con attività commerciali, una chiesa italiana e una forte identità culturale, ancora oggi ben presente.
  • Manchester: la comunità italiana è una delle più numerose e in costante crescita, supportata anche dal Consolato d’Italia e dal Comites di Manchester, che rappresentano i cittadini italiani residenti nella zona.
  • Fulham: zona residenziale e popolare tra gli italiani per la sua atmosfera familiare e l’alta qualità della vita, vi si trova l’associazione “Mondo Italiano”, che lavora per creare una comunità unita e organizza spesso eventi nel quartiere.
  • Islington: con una forte presenza di italiani molto integrati, è una zona di grande attrattiva per i ristoranti ricercati e per l’atmosfera urbana. Nel quartiere ci sono diverse associazioni per italiani, come il Comites di Londra, i patronati e le associazioni di volontariato MondoItalianoUK e IncaLondra, che promuovono attività culturali e corsi di lingua italiana presso la SIAL e l’Istituto Italiano di Cultura.

La migrazione italiana in Inghilterra negli ultimi anni è cresciuta nuovamente e in modo significativo, ovviamente con caratteristiche totalmente differenti: oggi a partire sono ragazzi laureati, qualificati e professionisti, in cerca di una stabilità economica e di uno stipendio adeguato, che non riescono a trovare nel proprio Paese.
Certo, non mancano le difficoltà, come il costo della vita, che soprattutto a Londra è molto alto. Trovare casa è diventato complicato e spesso bisogna accettare dei compromessi; la Brexit, inoltre, non ha migliorato le condizioni, anzi, per vivere e lavorare nel Regno Unito oggi è necessario ottenere un visto, rendendo i trasferimenti un po’ più complicati rispetto al passato.

Nonostante le difficoltà, la presenza italiana resta forte e si rinnova costantemente, anche grazie agli aiuti delle reti di associazioni e gruppi online che aiutano i nuovi arrivati a orientarsi, organizzarsi e integrarsi più facilmente.

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Nicoletta Russo

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