CNA: guerre e crisi energetica effetti sul Made in Italy
Export italiano a rischio tra conflitti, dazi e crisi energetica
Le tensioni geopolitiche internazionali, la crisi energetica e le nuove barriere commerciali stanno incidendo in modo significativo sull’export e sulla manifattura italiana. Secondo la CNA, le aree coinvolte nei conflitti rappresentano mercati strategici per il Made in Italy e un eventuale prolungamento delle crisi potrebbe avere conseguenze molto pesanti per il sistema produttivo nazionale.
| Dall’Arabia Saudita all’Ucraina, dagli Emirati Arabi all’Azerbaijan: sono aree molto significative per il Made in Italy. Aree che si sono notevolmente ampliate con l’attacco USA-Israele all’Iran e la sua conseguente risposta.
La zona, ha spiegato il Presidente CNA, Dario Costantini, vale quasi 30 miliardi di euro per l’export italiano di cui quasi un terzo è il contributo di micro e piccole imprese. Vanno inoltre sommati altri 20-30 miliardi di esportazioni che dalla Penisola vanno in Estremo Oriente attraverso lo stretto di Hormuz. Costantini ha dunque spiegato che per un Paese export-led come l’Italia, i conflitti e le barriere commerciali hanno un pesante impatto sulle vendite all’estero anche se il tessuto produttivo ha dimostrato notevoli capacità di adattamento e di diversificazione. Emblematico il trend dell’export verso la Russia che dal picco storico di 7,7 miliardi nel 2021 è crollato a 3,7 miliardi l’anno scorso anche, e soprattutto, per l’effetto delle sanzioni. Export concentrato su meccanica e moda (rispettivamente 28 e 17,5% del totale) e che in 4 anni ha visto crollare la quota sul complesso delle esportazioni italiane dall’1,6% allo 0,6%. Un prolungamento del conflitto nell’area del Golfo, secondo CNA “avrebbe effetti molto pesanti sulla manifattura italiana”, considerato che il Medio Oriente per il Made in Italy vale il doppio del mercato cinese. Infine, importante è anche la questione dazi statunitensi che va a complicare il quadro. La contrazione dell’export degli ultimi due mesi dell’anno scorso si va consolidando con una flessione del 6,7% a gennaio e febbraio con flessioni a due cifre per i macchinari, segnali di debolezza anche per l’agroalimentare mentre continua il trend positivo del farmaceutico che gode di dazi agevolati. “Quasi 60 miliardi di esportazioni in paesi coinvolti nelle guerre – ha sottolineato in conclusione il Presidente Costantini – dimostra la grande capacità delle nostre piccole imprese di operare in contesti molto difficili. |
Le imprese italiane continuano a dimostrare capacità di adattamento, ma l’instabilità internazionale e le barriere commerciali rappresentano una minaccia crescente per l’export e per la competitività del Made in Italy nel mondo.
La situazione geopolitica internazionale e le tensioni commerciali restano quindi un fattore determinante per il futuro della manifattura italiana e per la tenuta dell’export, pilastro fondamentale dell’economia nazionale.
Per un’informazione completa
Consulta anche gli articoli pubblicati su:
