Giornata mondiale della Poesia
Giornata mondiale dedicata alla poesia e ai suoi versi
Oggi 21 Marzo è la giornata mondiale per omaggiare la poesia, una giornata piena di sole che ci ricorda anche l’inizio della primavera.
Una vera e propria ricorrenza per celebrare non solo la poesia ma anche i grandi poeti che hanno lasciato le loro tracce attraverso testi e versi che hanno attraversato tutta la letteratura antica e contemporanea.
Una giornata così importante va celebrata con uno dei grandi poeti della letteratura del Novecento Giovanni Pascoli.
Giovanni Pascoli e la sua poetica
Giovanni Pascoli nasce a San Mauro Pascoli nel 185 vivendo un’infanzia particolare, segnata da un grande dolore l’uccisione del padre, trauma che ha segnato tutta la sua vita poetica.
Il Pascoli è uno degli autori che con i suoi versi semplice e non raffinati ha evidenziato anche il tema del “Fanciullino” ovvero che in ogni uomo c’è sempre la parte del bambino, poichè stimolato anche dalla curiosità.
Giovanni Pascoli alunno di un altro grande poeta scrittore Giosuè Carducci, attraverso uno dei suoi scritti tratta un altro tema fondamentali e molto attuale nella società moderna “ l’immigrazione”.
Pascoli, attraverso i suoi versi, spiega quanto sono importanti per lui le radici, una parte dell’anima che getta la sofferenza in viaggi verso paesi lontani per ricercare il lavoro, una nuova vita, una nuova speranza.
L’immigrazione che nel periodo in cui ha vissuto il poeta era un fenomeno molto sviluppato poiché si ricercava altrove ciò che non si aveva nel proprio posto natale. Cosi molti italiani si sono sentiti costretti ad immigrare anche verso paesi esteri per rifarsi una vita e trovare una degna sistemazione.
Spesso per chi lasciava la propria terra, viaggiava con la fantasia verso un mondo sconosciuto, senza una vera e propria meta specifica, senza neanche sapere se avrebbe fatto ritorno e per chi restava era semplicemente un periodo di sofferenza d’attesa, di dolore.
Giovanni Pascoli credeva molto nel concetto di famiglia, di radici e per lui l’immigrazione era sintomo di dolore interno, psicologico. Possiamo definirlo un poeta radicato alle tradizioni, non era molto propenso per il cambiamento.
“Italy” la poesia più importante
Un poeta come Pascoli, non poteva che scrivere “ Italy” una storia toccante, un dramma antico come quelle parole, che raccontano di una bambina, del suo viaggio, della sua malattia, della speranza nel cuore.
La poesia una delle più importanti del poeta racconta di una famiglia italiana emigrata in America, tornano in Italia con la loro figlia Maria nata in America e non parla l’italiano. Pascoli su questa poesia concetra sia l’uso di parole straniere e sia la rottura del nido familiare.
L’immigrazione come un fattore di perdita di identità, perdita dei valori e perdita di se stesso.
Un connubio perfetto tra un linguaggio quasi popolare, ad una lingua fatta propria spinta dalla necessità di vivere. Questo il messaggio che il Pascoli ha voluto lasciare come traccia di questo scritto.
Il dispiacere verso queste famiglie che si sono trovate costrette a partire, a lasciare il certo per l’incerto, la vera sofferenza di lasciare la propria terra , i propri ricordi, la propria vita.
La poesia non è solo saper scrivere in versi, la poesia è uno stato d’animo nobile, una passione che viene dall’inconscio, e il Pascoli ha saputo celebrare, insieme ad altri poeti, al meglio il significato della parola poesia.
La poesia questa grande maestra di vita non è solo del poeta in sé che riesce a metterla su carta, soprattutto appartiene al lettore, a chi la sente più sua, a chi si rivede in quei versi.
Oggi viviamo in un momento in cui i sentimenti non sono più radici, sono messi in discussione, in un mondo che va al contrario abbiamo bisogno di poeti, di poesie che allietano l’animo e la mente.
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