Epatite A in Campania: 50 ricoverati al Cotugno, casi segnalati anche in Lazio e Calabria
Il focolaio dell’Epatite A si estende dalla Campania al Lazio e alla Calabria
a cura di Mattia D’Anna
L’Epatite A continua ad espandersi in Campania e il focolaio inizia a registrare casi anche in altre regioni, come Lazio e Calabria. Il bollettino medico della giornata di oggi dell’Ospedale Cotugno di Napoli, situato nella zona ospedaliera della città e specializzato nel trattamento delle malattie infettive, rileva ben 14 nuovi casi che fa salire il totale dei pazienti ricoverati nella struttura ospedaliera a 50. Non si verificano situazioni critiche ma è la preoccupazione e il monitoraggio sono costanti.
| NAPOLI – Nel pronto soccorso dell’ospedale Cotugno di Napoli si registra un numero costante dei casi di epatite virale Hav (epatite A). Lo riporta un bollettino diramato dall’azienda ospedaliera dei Colli alle 15:30 di oggi. Nel corso della giornata, si sono registrati circa 14 nuovi casi. Al momento i pazienti ricoverati con epatite A nei reparti di degenza del Cotugno sono 50.
Le loro condizioni cliniche non presentano, al momento, aspetti di criticità. La direzione sanitaria dell’azienda ospedaliera dei Colli ricorda che “l’epatite A si prende soprattutto con cibo o acqua sporchi o dalle mani contaminate”. Consiglia di “lavare sempre le mani con acqua e sapone dopo il bagno e prima di cucinare o mangiare; evitare frutti di mare crudi e mangiare solo cibi ben cotti, soprattutto in questo periodo”. Ricorda che “il vaccino contro l’epatite A protegge molto bene e se ne può parlarne con il medico o con il servizio vaccinazioni. Se compaiono nausea, stanchezza forte o pelle/occhi gialli rivolgersi subito al medico di famiglia”. SIMIT: ATTENZIONE AI FRUTTI DI MARE CRUDI“Un forte richiamo all’attenzione riguardo l’incremento dei casi di Epatite A registrato nelle ultime settimane sul territorio nazionale. Il focolaio principale è attualmente localizzato in Campania, ma segnalazioni interessano anche il Lazio, il nord della Calabria e altre aree della penisola. In Campania, le autorità sanitarie hanno già attivato protocolli di monitoraggio stringenti”. A dirlo la presidente della Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), la prof.ssa Cristina Mussini. “Tra le misure cardine figura l’ordinanza del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi- prosegue- che vieta il consumo di frutti di mare crudi, decisione che trova riscontro nelle attuali indagini tecniche. Il focolaio campano potrebbe essere strettamente correlato ai fenomeni meteorologici estremi dei mesi scorsi con le forti e prolungate piogge invernali che avrebbero causato esondazioni e contaminazioni fecali in alcune aree marine, portando alla positività del virus in diversi lotti di mitili”. Sebbene il consumo di molluschi crudi resti il sospettato principale, la Simit precisa che il quadro appare complesso: non tutti i pazienti riferiscono tale consumo, suggerendo una dinamica che può includere la trasmissione interumana e il mancato rispetto delle norme igieniche. “Bisogna evitare il consumo di frutti di mare crudi, cuocere adeguatamente molluschi e pesce, lavare accuratamente frutta e verdura e rispettare sempre e scrupolosamente l’igiene delle mani, attenendosi alle indicazioni delle autorità sanitarie locali. L’acqua potabile in Italia non è un fattore di rischio grazie ai sistemi di controllo e potabilizzazione”, le raccomandazioni del prof. Giampieri D’Offizi, responsabile Uoc Malattie Infettive Epatologia presso lo Spallanzani di Roma. La vaccinazione contro l’epatite A rimane uno strumento fondamentale, sicuro ed efficace per prevenire l’infezione e limitare la diffusione dei focolai, proteggere le persone più vulnerabili e ridurre il carico sul sistema sanitario”, conclude infine il prof. Ivan Gentile, direttore UOC di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. (Agenzia Dire) |
Il consumo dei frutti di mare crudi, quindi, al momento è vietato dall’ordinanza del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, mentre le ASL della Regione Campania richiamano l’attenzione anche sull’uso delle verdure, che dovranno essere trattate con la massima cautela. L’obiettivo resta uno: contenere il focolaio ed evitare che il contagio si estenda ulteriormente, dentro e fuori i confini regionali.
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