Trapianti pediatrici sospesi al Monaldi, allarme sulle criticità: la decisione di Fico

Trapianti pediatrici sospesi al Monaldi, allarme sulle criticità: la decisione di Fico
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Trapianti pediatrici sospesi all’Ospedale “Vincenzo Monaldi” di Napoli: quali sono le criticità emerse e cosa succede ora

a cura di Mattia D’Anna

La storia del piccolo Domenico Caliendo ha sconvolto e interessato l’intero paese, ma la vicenda è tutt’altro che chiusa; in questi giorni è arrivato l’esito dell’attività istruttoria regionale che ha portato il presidente della Regione Campania Roberto Fico a sospendere ogni trapianto cardiaco pediatrico fino a quando non ci saranno le condizioni necessarie per riprenderli. Dall’istruttoria, infatti, sono emerse criticità molto più gravi rispetto a quanto risultato fino ad oggi.

ROMA – All’esito dell’attività istruttoria regionale avviata sulla vicenda del piccolo Domenico Caliendo e sulle gravi disfunzioni emerse nella gestione dell’Aorn Ospedali dei Colli, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico ha disposto l’adozione di una prima serie di misure che intendono rispondere all’esigenza prioritaria di proteggere i pazienti, riorganizzare il sistema e accertare le responsabilità.

L’istruttoria condotta nelle scorse settimane dalla direzione generale per la Tutela della salute – si legge in una nota – ha accertato un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso: protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, mancato utilizzo di dispositivi di conservazione disponibili in Azienda, formazione del personale inadeguata, un clima relazionale interno gravemente deteriorato e preesistente all’evento del 23 dicembre 2025, significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali.

L’insieme di questi elementi configura una problematicità organizzativa sistemica preesistente. Il presidente ha, quindi, disposto la riattivazione del Servizio Ispettivo Sanitario regionale previsto dalla legge regionale n. 20 del 2015 dando mandato di condurre un’ispezione straordinaria sull’Aorn dei Colli.

La struttura ispettiva, che si avvarrà anche di professionalità esterne alla direzione generale della Salute, avrà il mandato di verificare l’organizzazione e l’operato dell’azienda, con l’obiettivo di accertare se le condizioni che hanno reso possibile il tragico evento fossero note o conoscibili e siano state poi adottate le misure necessarie più opportune. Fico – ancora la nota – ha chiesto che il programma di trapianto cardiaco pediatrico all’Aorn dei Colli non riprenda fino a quando non saranno integralmente ricostituite le condizioni di sicurezza necessarie.

La continuità assistenziale per i pazienti in lista d’attesa è garantita attualmente attraverso la convenzione con l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. La ripresa dell’attività di trapianto cardiaco pediatrico al Monaldi sarà subordinata alla realizzazione di interventi strutturali che l’istruttoria ha finora evidenziato come indifferibili: l’attivazione di un’area di degenza e di un blocco operatorio specificamente dedicati alla cardiochirurgia pediatrica, il reclutamento di cardiochirurghi con documentata esperienza pediatrica, l’adozione e la formalizzazione di protocolli aggiornati per il trasporto e la conservazione degli organi conformi alle più recenti evidenze scientifiche, l’adeguamento dello svolgimento dei programmi formativi del personale e il rafforzamento dell’integrazione operativa tra le unità coinvolte nel percorso assistenziale.

L’effettiva realizzazione di ciascuno di questi interventi sarà verificata dalla struttura ispettiva regionale prima di qualsiasi autorizzazione alla ripresa. Il Centro Regionale Trapianti (CRT), struttura di coordinamento dell’attività trapiantologica, attualmente collocato all’Aorn dei Colli, verrà trasferito negli uffici della Regione, al fine di garantirne un più stretto ed efficace coordinamento con le strutture regionali competenti in materia di programmazione e controllo delle attività trapiantologiche.

La ricollocazione consentirà alla Regione di esercitare un monitoraggio più puntuale della rete dei trapianti.Nel quadro del Piano annuale dell’attività ispettiva 2026, si condurrà una verifica complessiva dell’organizzazione della rete dei trapianti in Campania, accertando l’adeguatezza dei protocolli, delle risorse professionali, dei flussi informativi e dei sistemi di sicurezza in ciascun centro.

“L’accertamento avviato nelle scorse settimane – ha evidenziato Fico – ha restituito un quadro estremamente preoccupante. Con questi provvedimenti la Regione, in raccordo istituzionale con il ministero della Salute, nel rispetto delle reciproche competenze, avvia una prima serie di misure di tipo organizzativo. La struttura ispettiva avrà un mandato che includerà espressamente la valutazione delle responsabilità gestionali e disciplinari.

Voglio ribadire la più sentita vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico. Questa vicenda dolorosissima ha stravolto le loro vite e ha segnato una comunità intera. E ci impone di intervenire con la massima determinazione, serietà e senso di responsabilità affinché eventi del genere non abbiano più a ripetersi. Ringrazio infine anche il personale medico e paramedico che continua ad assicurare con spirito di servizio le cure dovute ai cittadini campani”.

L’attività trapiantologica pediatrica è stata sospesa dall’Azienda con provvedimento prot. N. 3867 del 5 febbraio a seguito di quanto emerso dopo il tragico evento che ha colpito il piccolo paziente Domenico Caliendo. Tale decisione è stata assunta dopo aver verificato che, in quel momento, non vi fossero altri bambini inseriti nella lista per trapianto pediatrico.
Successivamente, la sospensione dei due cardiochirurghi coinvolti, primario e aiuto, ha inevitabilmente avuto ricadute sull’attività complessiva di cardiochirurgia pediatrica.

Lo chiarisce in una nota L’azienda ospedaliera dei Colli di Napoli. L’Azienda, al fine di garantire la continuità delle attività, ha dapprima cercato – si legge – una sostituzione interna valutando sulla base delle schede di dimissione ospedaliera (SDO) se vi fossero in organico dirigenti medici con un numero congruo di interventi eseguiti in qualità di primo operatore per svolgere in autonomia procedure cardiochirurgiche pediatriche (i dati sono riportati negli allegati alla delibera n. 174 del 10 marzo 2026, regolarmente pubblicata sul portale aziendale).

Da tali verifiche è emerso con chiarezza che nessuno dei cardiochirurghi in servizio ha volumi di interventi adeguati a garantire in qualità di primo operatore l’attività di cardiochirurgia pediatrica. La cardiochirurgia pediatrica rappresenta una disciplina ad altissima complessità che richiede un’esperienza clinica consolidata, maturata attraverso un’elevata casistica. Pochissimi interventi realizzati in 7 anni (2017 – 2024) su pazienti di età compresa tra 0 e 18 anni non possono essere considerati sufficienti.

La direzione dell’azienda ospedaliera dei Colli precisa, inoltre, di aver già attivato procedure di mobilità e bandi di concorso finalizzati al reclutamento di personale in possesso dell’esperienza documentata richiesta.
Tali procedure sono in corso. Risulta evidente che la convenzione con l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma – individuato per ragioni di prossimità territoriale e dei consolidati rapporti di collaborazione e interscambio professionale già esistenti – è stata necessaria per l’urgenza di garantire la continuità assistenziale ai piccoli pazienti cardiopatici che necessitano di interventi chirurgici, non essendo presente in Campania alcun altro centro di cardiochirurgia pediatrica, nemmeno all’ospedale Santobono Pausilipon e i policlinici universitari.

È doveroso esprimere in proposito un ringraziamento – rimarca la nota della direzione – ai professionisti dell’ospedale della Santa Sede che, da oggi sono presenti a Napoli a sostegno dell’ospedale Monaldi.
Da ultimo si sottolinea che i provvedimenti adottati dall’Azienda si fondano sempre ed esclusivamente sull’analisi dei dati di attività e di esito. Anche l’esistenza della Uosd “Assistenza meccanica al circolo e trapianti nei pazienti adolescenti” non era giustificata né dai volumi di attività, né dagli esiti di sopravvivenza accertati, ed era contraria all’accordo Stato Regioni del 2018.
La legittimità della rimodulazione organizzativa operata nel 2024 è stata accertata anche dalla magistratura in occasione del ricorso vinto dall’azienda ospedaliera dei Colli. (Agenzia Dire)

Sarà quindi l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ad assistere i piccoli pazienti in cura presso il Monaldi in attesa che ci sia l’intervento del Servizio Ispettivo Sanitario affinché siano ripristinate tutte le condizioni di sicurezza necessarie per la ripresa dell’attività trapiantologica pediatrica dell’ospedale napoletano, nella speranza che altri casi come quello del piccolo Domenico non si verifichino mai più.

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Redazione Radici

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