Etoile iconiche e nuove stelle tutte italiane alla conquista del mondo.

Etoile iconiche e nuove stelle tutte italiane alla conquista del mondo.
Astrid Schaffner su Unsplash

Il talento italiano nella danza continua a conquistare il mondo, dalle storiche Etoile alle stelle nascenti: i ballerini portano la tradizione italiana nei teatri internazionali.

Dalla danza di corte alle 5 posizioni: storia dei danzatori italiani

Il balletto classico nasce in Italia nel XV secolo, quando maestri come Domenico da Piacenza iniziarono a teorizzare sulla danza come forma d’arte. All’epoca, la danza era praticata soprattutto in occasione di feste e matrimoni, in unione con musica e poesia. Il primo balletto, il “Balletto Conviviale“, fu messo in scena nel 1489 da Bergonzio Botta in occasione del matrimonio di Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona. Nel 1553 Caterina de’ Medici portò in Francia, dalla sua Firenze, l’amore per l’arte e per questo nuovo modo di danzare, unendo poesia, danza e musica, ponendo le basi per lo sviluppo del balletto. Caterina fece del balletto uno strumento politico e di potere: i danzatori erano soprattutto i coreografi e i reali. Organizzò personalmente un balletto in onore degli ambasciatori polacchi, il Ballet des Polonais, che fu rappresentato da 16 cortigiane che eseguirono coreografie complesse in una sala da ballo con il pubblico disposto a balconata, così da poter ammirare le coreografie.

Ma solo nel 1581 si poté assistere a quello che è considerato il primo balletto della storia: il “Ballet Comique de la Reine”, commissionato dalla regina Caterina al coreografo italiano Baldassarino di Belgioioso in occasione del matrimonio del duca di Joyeuse. A differenza dei balletti precedenti, in questo fu reso omogeneo l’uso di danza, musica e trama, ne fu pubblicato il libretto e gli interpreti erano i cortigiani e la regina Luisa di Lorena.
Da questo momento storico, il balletto in Francia assunse una connotazione diversa: grazie al maestro di danza Pierre Beauchamps, si iniziarono a gettare le basi per creare una terminologia adatta al balletto, codificando e perfezionando la tecnica che sarebbe poi diventata il “balletto classico”.

Il Romanticismo, la tecnica e l’epoca d’oro del balletto italiano

Nel XIX secolo il balletto vive il suo momento romantico: le ballerine sono eteree e danzano sulle punte. In questo periodo storico si affermano due importanti scuole di ballo, vere eccellenze italiane:

  • Teatro di San Carlo (1812): Fondata nel 1812 (secondo alcune fonti, talvolta citato anche il 1802 o 1812) grazie a Salvatore Taglioni e al compositore Pietro Swiss, la scuola iniziò con 32 ragazzi. Il regolamento prevedeva ammissioni dai 7 ai 12 anni e la scuola divenne un punto di riferimento culturale. La scuola ha vissuto una rinascita fondamentale nel 1950 grazie a Bianca Gallizia.
  • Teatro alla Scala (1813): La scuola di ballo scaligera fu ufficialmente istituita nel 1813, seguendo l’esempio napoletano e consolidando la tradizione coreutica italiana.

La danza italiana ha saputo evolversi mantenendo salda la propria tradizione tecnica. I danzatori italiani, con la loro “scuola”, non si limitano a eseguire passi, ma raccontano storie, confermando l’Italia come una delle colonne portanti della danza classica mondiale.

Tra le étoile più celebri ricordiamo:

  • Fanny Cerrito (1817/1909): tra le ballerine più celebri e ammirate d’Europa, capace di incantare con la sua grazia pubblico e critica, dopo il suo esordio nella città natale, Napoli, si esibì in tutta Europa.
  • Pierina Legnani: Ha compiuto i suoi studi al Teatro alla Scala di Milano ed è stata la prima a eseguire le 32 piroette nel Lago dei cigni. Di lei hanno scritto: “una cascata di pirouettes vertiginose, meraviglia di precisione, luminose come le sfaccettature di un diamante”.
  • Carla Fracci (1936/2021): è stata definita la “prima ballerina assoluta” e la sua interpretazione di Giselle è un simbolo di grazia e intensità che ha ispirato intere generazioni di danzatori e danzatrici.
  • Alessandra Ferri (1963): Etoile internazionale famosa per la sua incredibile espressività e per la sua lunga carriera, è stata prima ballerina al Royal Ballet e all’American Ballet Theatre.
  • Enrico Cecchetti (1850-1928): Ballerino e maestro di fama mondiale, il suo metodo è ancora oggi alla base dell’insegnamento classico, fondamentale per la nascita del balletto russo.

Corpi in movimento: i danzatori contemporanei

L’Italia continua a essere un inesauribile laboratorio di talenti nel panorama della danza mondiale. I ballerini classici italiani contemporanei non sono solo eredi della grande tradizione accademica, ma anche artisti versatili che sanno fondere la tecnica impeccabile del balletto classico con la fluidità della danza moderna.
Dalle étoile di fama internazionale ai nuovi talenti emergenti, ecco i nomi che stanno definendo la danza classica italiana oggi:
  • Roberto Bolle (1975): Étoile della Scala e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre, è il ballerino italiano contemporaneo più celebre al mondo un ponte vivente tra Milano e New York.
  • Eleonora Abbagnato (1978): Danzatrice di fama internazionale, prima ballerina italiana ad essere nominata étoile all’Opéra di Parigi, oggi direttreice del corpo di ballo del teatro dell’Opera di Roma.
  • Jacopo Tissi (1995): Primo ballerino italiano ad essere assunto al Bolshoi di Mosca, esempio del nuovo talento italiano.
  • Mara Galeazzi (1973): Ha studiato alla Scala di Milano dove si è diplomata, nota per la sua lunga carriera come Principal Guest Artist al Royal Ballet, è stata diretta dalla Fracci nella giselle, nel 2006 viene nominata miglior ballerin iotaliano all’estero .
  • Nicoletta Manni (1991): Étoile del Teatro alla Scala, riconosciuta per la sua straordinaria tecnica e presenza scenica.
  • Claudia D’Antonio e Salvatore Manzo: Coppia di étoile del Teatro San Carlo di Napoli, esempio del talento classico di alta scuola.

Sono tanti i nomi di spicco che, con talento, sacrificio e onore, portano in giro per il mondo la tradizione del balletto italiano, una danza sempre più viva, mai nostalgica, ma presente e contemporanea. Costante presenza nei teatri di tutto il mondo, il balletto è metodo, disciplina e orgoglio, un talento che si esporta senza perdere la propria identità. Una danza che parla anche il linguaggio dei giovani, che rapisce un pubblico sempre più vasto, ed è anche grazie a nomi come Giuseppe Giofrè (1993) ed Elena D’Amario (1990) che, con sacrificio e in punta di piedi, sono partiti da contesti televisivi per arrivare a calcare gli scenari internazionali, collaborando con artisti e coreografi di fama mondiale.

Che si tratti di stelle affermate o di giovani talenti emergenti, l’esportazione della tradizione del balletto italiano rimane un fiore all’occhiello del nostro Paese nel mondo. Dalle storiche accademie nazionali fino ai palcoscenici più prestigiosi di Londra, New York e Parigi, i ballerini italiani si distinguono per una combinazione unica di tecnica impeccabile, passione travolgente e profonda sensibilità interpretativa.

Nicoletta Russo

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