Emigrazione italiana nel mondo: Brasile terra d’Italia

Emigrazione italiana nel mondo: Brasile terra d’Italia
Foto di Kelly Repreza su Unsplash

Emigrazione italiana nel mondo: storia, numeri e presenza degli italiani in Brasile.

Emigrazione italiana nel mondo: Italo-brasiliani e “talian”, radici di una migrazione secolare.

La comunità italiana in Brasile è la più grande al mondo, con oltre 30 milioni di discendenti. Una fusione tra Italia e Brasile che affonda le radici in oltre 150 anni.

L’emigrazione italiana verso il Brasile

La migrazione italiana di massa dall’Italia verso il Brasile iniziò ufficialmente il 21 febbraio 1874. Questa spedizione, organizzata da Pietro Tabacchi, un proprietario terriero italiano, è nota come la “spedizione dei tabacchi” e prese il nome dal suo organizzatore. Tabacchi radunò un gruppo di circa 360 coloni, soprattutto settentrionali, che partirono da Genova il 3 gennaio 1874 con la nave a vapore Sofia, per poi sbarcare nello Stato di Espírito Santo, precisamente a Vitória.

Questo flusso migratorio, dettato dal fabbisogno economico italiano, si sposava con la richiesta di manodopera brasiliana e raggiunse il suo picco tra il 1880 e il 1920.
I migranti italiani che sbarcarono in Brasile provenivano dal Nord Italia, in particolare dal Veneto, dal Friuli, dalla Lombardia e dal Trentino. Questi si stabilirono soprattutto negli stati del sud e sud-est, come San Paolo, Rio Grande do Sul e Santa Caterina.

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I primi insediamenti italiani

Quando iniziarono a sbarcare in Brasile, gli italiani fondarono colonie agricole, iniziarono a disboscare le foreste e crearono appezzamenti di terreno per coltivare mais e vitigni. Circa il 70% degli immigrati si diresse verso lo stato di San Paolo per lavorare nelle fazendas di caffè. Le condizioni di lavoro non erano ottimali: venivano trattati quasi come schiavi per ripagare il debito contratto per il viaggio. Una volta saldato, smettevano di lavorare nelle piantagioni e si dirigevano verso le città, dove iniziavano a lavorare come commercianti, operai e artigiani.
Nonostante le iniziali difficoltà, riuscirono a integrarsi in modo molto profondo nella società, influenzando la cucina, le tradizioni e la lingua.

Talian: un idioma che fonde Italia e Brasile

Il Talian, oggi una vera lingua riconosciuta come patrimonio immateriale del Brasile, è nato dalla fusione di vari dialetti italiani, come il veneto e il lombardo, e ha assorbito influenze lessicali portoghesi. Oggi in Brasile circa 500.000 persone parlano il Talian, che ha incontrato forti contrasti negli anni Quaranta, quando il presidente dell’epoca, Vargas, ne ha proibito l’uso e la trasmissione, cosa che comunque continuava a farsi nelle famiglie. I coloni furono così obbligati a imparare il portoghese, ma oggi il Talian ha un alfabeto, si continua a tramandarlo, è di uso comune e ci sono radio che trasmettono programmi in questa lingua.

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Associazioni italiane e cittadinanza

In Brasile sono presenti molte associazioni di italiani, sia culturali che commerciali e di solidarietà, che aiutano gli italo-discendenti e i residenti. Tra le principali ricordiamo l’ACIB (Associazione Culturale Italo-Brasiliana) e l’ARIB (Associazione dei Ricercatori Italo-Brasiliani). Esistono, inoltre, diverse Camere di Commercio che favoriscono le relazioni commerciali tra Italia e Brasile, offrendo supporto, networking e assistenza legale/fiscale agli imprenditori italo-brasiliani. Infine, ci sono le varie associazioni di solidarietà che aiutano a mantenere vivo il legame con la cultura italiana: l’Associazione d’Amicizia Italia-Brasile (AIB), il Circolo Italiano di San Paolo, Raiz Italiana e Natitaliani.

Discorso diverso per la cittadinanza: fino a un paio di anni fa, si poteva richiedere con la sola base del diritto di sangue, ovvero il Iure Sanguinis, ma poiché le richieste erano diventate troppe e per riuscire a smaltire velocemente le pratiche, tra il 2025 e il 2026, lo Stato italiano ha apportato delle restrizioni alla richiesta. Innanzitutto, non è più sufficiente il Iure Sanguinis, che si restringe a due sole generazioni, ma bisogna produrre nella documentazione l’albero genealogico con le date di nascita, i matrimoni e le morti degli avi. Tuttavia, il Brasile permette di avere la doppia cittadinanza se si possiede una carta d’identità brasiliana valida.

Italiani illustri che hanno contribuito alla costruzione del gigante sudamericano.

Negli anni che vanno dalla prima colonizzazione ai giorni nostri, sono stati molti gli italiani che hanno avuto successo in Brasile, contribuendo alla crescita economica del Paese in vari settori: dall’imprenditoria alla politica, dalla cultura alla cucina. Tra i tanti, vogliamo ricordare:

Imprenditori e Industriali

  • Francesco Matarazzo (conte Matarazzo): emigrato da Salerno nel 1881, costruì il più grande complesso industriale dell’America Latina dell’epoca, le Indústrias Reunidas Fábrica Matarazzo, operante nei settori alimentare, tessile e chimico. 
  • Rodolfo Crespi: imprenditore nato a Busto Arsizio, ha fondato il Cotonificio Crespi a San Paolo, diventando uno dei principali industriali tessili del Paese.
  • Alessandro Siciliano: imprenditore e banchiere influente, nato a Napoli, è stato una figura chiave nell’industria e nella finanza di San Paolo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.
  • Geremia Lunardelli: noto come il “re del caffè”, ha gestito piantagioni immense, diventando uno dei maggiori produttori di caffè al mondo.
  • Famiglia Lupo: fondata da immigrati trentini, l’azienda Lupo è diventata leader nel settore dell’abbigliamento intimo e delle calze, importando macchinari dall’Italia.

Architetti

  • Lina Bo Bardi, architetta nata a Roma, ha lasciato un’impronta indelebile nell’architettura brasiliana. Insieme al marito Pietro Maria Bardi, ha fondato il MASP (Museo d’Arte di San Paolo) e il SESC Pompéi.

Politici

E’ importante ricordare che in Brasile ci sono stati ben 4 presidenti italo-discendenti quali:

  • Itamar Franco: Presidente del Brasile dal 1992 al 1995, di origine italiana, ha guidato il Paese durante il “Plano Real”, un piano che ha stabilizzato l’economia.
  • Jair Bolsonaro: Presidente del Brasile dal 2019 al 2022, è un discendente di immigrati italiani originari della zona di Lucca.
  • Pascoal Ranieri Mazzilli: Di origine italiana, è stato due volte presidente ad interim del Brasile.
  • Emílio Garrastazu Médici: Presidente del Brasile durante il regime militare (1969-1974), anch’egli di origine italiana.

 Cuochi

Il panorama gastronomico brasiliano è costellato di ottimi chef di discendenza italiana che hanno fuso in maniera eccelsa le culture culinarie dei due stati creando abbinamenti eccellenti tra i piu importanti ricordiamo:

  • Luiz Filipe Souza (Evvai, San Paolo): Di origini venete, è un punto di riferimento per l’alta cucina “oriunda” (fusione italo-brasiliana), riconosciuto per l’innovazione.
  • Pier Paolo Picchi (Trattoria Picchi, San Paolo): Rinomato chef che unisce la cucina italiana con tecniche moderne e ingredienti brasiliani.
  • Paola Carosella: Noto personaggio televisivo (Masterchef Brasil) e chef di origini italiane, figura di spicco nella scena culinaria brasilia.

A questi personaggi illustri si aggiungono molti personaggi famosi, come calciatori, attori e modelle. L’identità multiculturale del Brasile è il risultato della massiccia presenza di italiani e dei loro discendenti che, fondendo le proprie culture con quelle locali, hanno contribuito a dare vita alla storia e alle tradizioni del Brasile contemporaneo.

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Nicoletta Russo

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