Coppie LGBT+: Italia vs Europa per i diritti

Coppie LGBT+: Italia vs Europa per i diritti
Foto di Moodthy Alghorairi su Unsplash

Coppie LGBT+: il divario europeo sui diritti di matrimonio e figli

Coppie LGBT+: quando le leggi entrano nel quotidiano e cambiano la vita

Coppie LGBT+,differenze sui diritti dal matrimonio ai figli. Come le leggi incidono sulla vita quotidiana delle coppie omosessuali.

Coppie LGBT+ i diritti in Italia sono ancora incompleti

In Europa, l’amore tra persone dello stesso sesso è ormai riconosciuto come una realtà giuridica legittimata nella maggior parte dei Paesi. Purtroppo, in Italia, le coppie che fanno parte della comunità LGBT+ continuano a vivere senza poter godere appieno dei propri diritti, soprattutto per quanto riguarda il matrimonio, la genitorialità e l’accesso alla PMA (procreazione medicalmente assistita).
Una differenza che non solo è normativa, ma che incide profondamente sulla vita quotidiana e sulle scelte familiari per costruire un futuro stabile.

 

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Matrimonio LGBT+ e la situazione in Italia nel 2026

In Italia il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è legalmente riconosciuto, ma dal 2016, grazie alla Legge Cirinnà (n. 76/2016), possono consacrare la loro unione con l’Unione Civile, che non è un matrimonio, ma che in alcuni aspetti gli si avvicina.

L’unione civile garantisce alle coppie che la contraggono alcuni diritti patrimoniali, come il diritto all’assistenza, all’assegno di mantenimento, alla regolamentazione della residenza in comune e allo scioglimento dell’unione con divorzio, senza separazione, come per i matrimoni “tradizionali”, e alla successione patrimoniale, ma esclude del tutto la possibilità di adozione congiunta o filiazione.

Nel mondo la situazione è diversa: in oltre 130 nazioni, tra cui ben 17 paesi dell’Unione Europea, esiste il matrimonio egualitario, che garantisce gli stessi diritti alle coppie omosessuali e, soprattutto, consente di riconoscere le famiglie arcobaleno come tali. Dal novembre 2025, grazie a una sentenza della Corte europea, l’Italia è obbligata a riconoscere i matrimoni contratti all’estero, garantendo così la mobilità di diritto alla vita familiare.

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Diritti della famiglia e dei figli

Il punto dolente per le coppie LGBT+ in Italia resta la questione dei figli. Le coppie non possono accedere all’adozione congiunta, alla procreazione medicalmente assistita né alla surrogazione.
Nel 2025, la Corte Costituzionale italiana ha riconosciuto la maternità automatica per i figli nati da fecondazione assistita all’estero per le coppie lesbiche. Un traguardo a metà, poiché si restringe ancora di più la possibilità per le coppie gay di diventare genitori, già duramente colpite dal divieto di usufruire della surrogazione in Italia e, dal 2025, anche all’estero.

In molti paesi europei, invece, l’adozione per le coppie LGBT+ è equiparata a quella per le coppie eterosessuali: i figli vengono riconosciuti fin da subito come appartenenti a una famiglia con due genitori, senza passaggi giudiziari.

Cittadinanza frammentata

Il movimento delle famiglie “arcobaleno” in Europa è piuttosto disomogeneo dal punto di vista normativo, poiché, sebbene la Commissione Europea stabilisca che “chi è genitore in un Paese, è genitore in ogni Paese”, nella pratica non è così, scontrandosi con vari problemi burocratici.

Si va dal riconoscimento della genitorialità, che non è uguale in tutti i Paesi, alla difficoltà per un genitore non biologico di dimostrare il proprio legame di parentela, fino al riconoscimento delle unioni civili o del matrimonio, che non permettono il ricongiungimento delle famiglie. A tal proposito sono nate associazioni come Famiglie Arcobaleno, che lottano per la parità dei diritti delle famiglie LGBT+.

Violenza e discriminazione

In Italia, la situazione relativa alle violenze e alle discriminazioni subite dalle persone LGBT+ non è delle migliori: sono infatti in aumento le segnalazioni di omotransfobia, non esiste una legge di contrasto e l’Italia risulta ancora un paese arretrato per quanto riguarda l’uguaglianza e la tutela delle persone LGBT+.

Il divario tra l’Italia e alcuni Stati membri dell’UE mostra chiaramente una realtà ben diversa, con differenze ben radicate in termini di diritti e uguaglianza tra eterosessuali e omosessuali. Ed è per questo motivo che i giovani appartenenti alla comunità LGBT+, anche se spesso a malincuore, guardano all’Europa come a un ambiente in cui poter finalmente vivere liberi dalle problematiche legate alla propria identità e alla voglia di vivere in modo sereno la propria vita e la propria famiglia.

 

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Nicoletta Russo

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