Franklin D. Roosevelt: Anniversari: 30 gennaio – l’uomo e la comunicazione

Franklin D. Roosevelt: Anniversari: 30 gennaio – l’uomo e la comunicazione
Elias Goldensky (1868–1943), Public domain, via Wikimedia Commons

Franklin D. Roosevelt: la comunicazione di un uomo che ha riscritto il potere

Roosevelt – 30 gennaio 1882 la nascita di un Presidente

Il 30  gennaio 1882, nasce Franklin Delano Roosevelt, l’uomo che riscrisse il potere nella sua definizione più profonda, nasce l’uomo che diverrà poi il 32° Presidente degli Stati Uniti. Egli cresce nell’agiatezza del sistema per privilegiati, da una famiglia benestante, che vive i famosi anni venti nel pieno del loro splendore.

Egli cresce in un America di grande contraddizione che da poco ha completato la trasformazione da nazione agricola a nazione industriale, un periodo che celebra il progresso ma resta ancora ancorato al passato ed ai vecchi dogmi. Vive un infanzia privilegiata, si laurea ad Harvard poi alla Columbia University, frequenta circoli dell’alta società, dove si discute e si parla di economia, progresso e innovazione.

Nel 1910 viene eletto per la prima volta al Senato dello Stato di New York, da li comincia la sua ascesa politica, frenatasi per un breve periodo nel 1921 quando viene colpito dalla poliomielite, poi nel 1928 diviene governatore dello stato di New York e l’8 novembre 1932 diviene 32° Presidente degli Stati Uniti d’America.

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La fragilità del sistema economico e finanziario

Franklin Delano Roosevelt cresce dunque in un ambiente dove la politica è ancora convinta che basta amministrare quello che già esiste, che i mercati si autoregolino, che il ruolo dello stato è quello di osservatore. Lo Stato è relegato al suo ruolo, fuori da ogni decisione economica, dall’amministrazione delle banche e dalla regolamentazione delle aziende.

Proprio in questo clima ed in questo frangente Franklin Delano Roosevelt intuisce che questa impostazione sociale, economica di base è piuttosto fallacea, fu proprio durante la crisi del 1929, che questa impostazione mostra la sua fragilità ed inefficienza.

Di base, la crisi del’29 oltre ad essere la più grande crisi economica e finanziaria è stata anche e soprattutto una crisi a livello psicologico, evidenziando la fragilità delle istituzioni: «La depressione del 1929 non fu solo un evento economico, ma un crollo psicologico che rivelò la fragilità delle istituzioni e della fiducia nel sistema finanziario…» come osservò di fatto Galbraith, questo concetto lo comprese molto bene anche Franklin Delano Roosevelt.

La crisi psicologica rende inefficace il linguaggio politico tradizionale

In un contesto di profonda crisi verso le istituzioni, verso il sistema, cercare di rispondere al problema attraverso vecchi dogmi politici ed economici, era pressoché impossibile, quelle logiche, quel tipo di soluzioni presupponevano fiducia da parte degli elettori, dei cittadini. Franklin Delano Roosevelt diviene presidente in questo frangente storico ed egli comprende che la crisi necessitava una rottura radicale con il passato.

La parola politica, in questo contesto, diviene uno strumento di stabilizzazione: serve a ridare senso, ordine e stabilità, in una realtà che ormai è concepita come caotica. Dunque il primo compito di chi governa, non è quello di governare, ma di ricostruire la fiducia.

Roosevelt comprende che il potere, durante una crisi profonda, non si esercita con la forza o con le istituzioni, ma attraverso la capacità di ricostruire la fiducia, nella comprensione, nello spiegare le decisioni e di assumersi la responsabilità delle conseguenze. La politica diventa così la base per la ricostruzione.

Strategie di comunicazione e il New Deal, la rivoluzione politica di Roosevelt

Franklin Delano Roosevelt trasformò la comunicazione politica in uno strumento strategico di governo, ridefinendo il ruolo del Presidente negli Stati Uniti. In un contesto di crisi economica e psicologica, comprese che parlare direttamente ai cittadini era essenziale per ricostruire fiducia e legittimità.

I Fireside Chats erano discorsi trasmessi alla radio, discorsi a tu per tu con la popolazione, essi divennero il suo strumento principale: discorsi chiari, rassicuranti e accessibili, che permettevano di spiegare le scelte del governo e di stabilizzare l’opinione pubblica. Come egli affermò nel Fireside Chat del 12 marzo 1933: «The only thing we have to fear is fear itself » L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa»), mostrando come la gestione delle emozioni potesse essere parte integrante della leadership politica.

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Questa comunicazione diretta e trasparente preparò il terreno per l’adozione del New Deal, il programma di riforme radicali che ridefinì il ruolo dello Stato nell’economia e nella società. In un discorso del 22 maggio 1932, Roosevelt spiegò: «It is common sense to take a method and try it. If it fails, admit it frankly and try another. But above all, try something» («È buon senso prendere un metodo e provarlo. Se fallisce, ammetterlo francamente e provare un altro. Ma soprattutto, provare qualcosa»), sottolineando come chiarezza, responsabilità e coraggio fossero fondamentali per guidare l’accettazione dei cittadini e superare le resistenze politiche.

La strategia di Franklin Delano Roosevelt combinava tre elementi chiave: trasparenza, empatia e responsabilità. Parlava in modo semplice e diretto, rassicurando il pubblico, anticipando critiche e costruendo consenso. Non era solo propaganda: era governance strategica, un modo per creare percezione di stabilità e legittimazione prima ancora di introdurre le riforme. In questo senso, il New Deal non fu solo un piano economico, ma un progetto politico guidato dalla parola e dal consenso.

La lezione per la politica moderna è chiara: governare significa gestire percezioni ed emozioni quanto leggi e decreti. Roosevelt dimostrò che la comunicazione consapevole, diretta e empatica può diventare uno strumento di potere reale, capace di consolidare legittimità, guidare le masse e trasformare il consenso in azione politica concreta.

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Serena Tortorici

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