The Apprentice – Alle origini di Trump
Mettete un regista iraniano, Ali Abbasi al suo primo film in inglese, aggiungete una produzione canadese e danese – prima che americana -, ed avete questo film.
Un film che tutti gli americani dovrebberop vedere. Se analizzassimo la geopolitica attuale, nella produzione del film abbiamo pezzi dei putzle che si inseriscono nell’intervento trumpiano di questi giorni.
Anzi la parte americana, rappresentata dalla Kinematics LLC, di cui è capo l’imprenditore DanielSnyder sostenitore delle campagne presidenziali di Trump, ha dato origine durante la post-produzione ad un contenzioso dopo aver scoperto che il film avrebbe messo in cattiva luce l’ex-Presidente, cercando in particolare di far tagliare la scena in cui Trump viene mostrato mentre violenta la sua prima moglie, Ivana Zelníčková, un fatto di cui quest’ultima l’aveva accusato durante le procedure del loro divorzio nel 1989, salvo poi ritrattare nel 2015.
Difatti nella copertina del film si legge: Questo film è pura diffamazione, non dovrebbe essere mostrato.

Il film, visto su Tim vision in questi giorni, è stato presentato in anteprima il 20 maggio 2024 al 77º Festival di Cannes, ed è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi l’11 ottobre 2024 e in quelle italiane il 17 ottobre.
A parte il gradimento della critica che oscilla dal 60 all’83% emerge il ruolo di chi ha creato il personaggio Donald Trump, tale avvocato Roy Cohn, figura molto nota per essere stato nel 1951 il viceprocuratore federale nel processo per spionaggio a carico di Julius ed Ethel Rosenberg e successivamente dal 1953 al 1954 è stato il consulente capo del senatore Joseph McCarthy e delle sue manie anticomuniste (maccartismo).
Ha inoltre rappresentato legalmente e fatto da mentore a Donald Trump durante i primissimi anni della sua carriera imprenditoriale.
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Nel film si nota la spregiudicatezza di Roy che insegna a Donald come esplodere nel mondo degli affari con quella dose di cinismo e menefreghismo delle regole, tipico di certa imprenditoria aggressiva. E la formazione si esprime nelle tre regole che, alla fine del film, il ricco Trump, che ha già torri, casinò e aerei recita davanti al giornalista che scriverà di Donald Trum “L’arte di fare affari”
Se volete riconoscere il Trump che arriva con il caffè ogni mattina dovete rammentare queste regole del giovane ” apprendista “Trump:
Il mondo è un casino, per muoverti in questo mondo attacca, attacca, attacca sempre. Se uno ti aggredisce con un coltello, tu spara con un bazooka. Seconda regola: cosa è vero? Quello che dicono tutti è vero, quello che dico io è vero, come negare ogni evidenza manipolando la verita. Terza regola se ti dicono che hai sbagliato, negare sempre e rilanciare e attaccare, sempre.
Bisogna avere il fiuto per gli affari, istinto del killer, un talento naturale. Appunto.
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