Referendum 2026: voto per corrispondenza italiani all’estero

Referendum 2026: voto per corrispondenza italiani all’estero
Foto di Element5 Digital su pexels

Voto per corrispondenza: una possibilità da non perdere

Anche gli italiani che si trovano temporaneamente all’estero potranno votare per corrispondenza al referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026.
Ma attenzione: non è automatico.

Per esercitare questo diritto serve una comunicazione precisa e, soprattutto, una scadenza da rispettare.
Il termine ultimo è mercoledì 18 febbraio 2026. Oltre quella data, la porta si chiude.

Chi può votare dall’estero

Possono scegliere il voto per corrispondenza:

  • gli elettori residenti in Italia che si trovano temporaneamente all’estero
  • per lavoro, studio o cure mediche
  • per un periodo di almeno tre mesi, all’interno del quale rientrano le date del referendum

La possibilità è estesa anche ai familiari conviventi.

La stessa procedura vale anche per i cittadini iscritti all’AIRE che si trovano temporaneamente in una circoscrizione consolare diversa da quella di residenza abituale.

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Come fare domanda per il voto per posta

Per ricevere il plico elettorale a casa, l’elettore deve inviare un’apposita opzione al Comune italiano in cui è iscritto nelle liste elettorali.

L’opzione deve arrivare entro il 18 febbraio 2026 e può essere inviata:

  • per posta
  • per email ordinaria
  • per posta elettronica certificata (PEC)
  • oppure consegnata a mano, anche tramite una persona delegata

Il modulo è disponibile sui siti della rete diplomatico-consolare, ma può essere presentato anche in carta libera.

Cosa deve contenere la richiesta

La domanda deve includere obbligatoriamente:

  • l’indirizzo postale estero completo dove ricevere il plico elettorale
  • l’indicazione dell’Ufficio consolare competente
  • una dichiarazione che attesti il possesso dei requisiti (lavoro, studio o cure mediche per almeno tre mesi)
  • la copia di un documento di identità valido

Senza uno di questi elementi, la richiesta rischia di non essere accettata.

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È possibile cambiare idea

Sì. L’opzione per il voto per corrispondenza può essere revocata, ma sempre entro il 18 febbraio.
Anche in questo caso, è necessario comunicare la revoca al proprio Comune.

Un diritto che va esercitato con attenzione

Il voto dall’estero non è un favore, ma un diritto.
Tuttavia, è un diritto che richiede attenzione, precisione e rispetto delle scadenze.

Chi è temporaneamente fuori dall’Italia e vuole partecipare al referendum deve muoversi per tempo.
Perché la democrazia non aspetta… e la burocrazia, di certo, non perdona.

Per un’informazione completa

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Vera Tagliente

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