Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP: il 2025 segna numeri record

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP: il 2025 segna numeri record
Foto di Regina Ferraz su pexels.com

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, un 2025 da primato per la DOP modenese

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP: crescita, tradizione e promozione nel mondo

a cura di Giovanni Merone

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP protagonista di un bilancio estremamente positivo per l’anno 2025. A tracciarlo è il Consorzio di Tutela, che registra una crescita dell’imbottigliamento, un consolidamento del mercato e un rafforzamento delle attività di tutela e promozione in Italia e all’estero, confermando il valore identitario e produttivo della DOP più prestigiosa del territorio modenese.

 Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP traccia un bilancio estremamente positivo dell’anno 2025, che si conferma un periodo di crescita e consolidamento per l’intera filiera produttiva della DOP più prestigiosa del territorio modenese.
Nel corso del 2025, l’imbottigliamento complessivo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP ha raggiunto 168.068 bottiglie da 100 ml, facendo registrare un incremento di 2.348 unità rispetto all’anno precedente con una crescita dell’1,5%. Un dato che testimonia la solidità del comparto e l’apprezzamento costante del mercato per un prodotto simbolo dell’eccellenza agroalimentare italiana.

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La crescita ha interessato entrambe le tipologie della denominazione: l’Affinato, che ha superato le 107 mila bottiglie, e l’Extravecchio, che ha raggiunto quota oltre 60.900 bottiglie, confermando l’interesse crescente del mercato per le espressioni più mature e complesse del prodotto. Particolarmente rilevante il dato riguardante il centro di imbottigliamento del Consorzio di Tutela che ha aumentato il volume di bottiglie certificate di circa 40mila unità, salendo da 119 mila a quasi 159 mila.

Risultati che confermano il valore della tradizione produttiva modenese e il ruolo centrale delle acetaie modenesi nel preservare e tramandare un patrimonio unico, fatto di saperi antichi, tempi lunghi e rigore produttivo.
“Parallelamente ai risultati produttivi – commenta il Presidente del Consorzio, Enrico Corsini – il Consorzio ha proseguito nel 2025 un articolato programma di attività di tutela e promozione, sia in Italia che all’estero, volto a rafforzare la conoscenza e il posizionamento dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP nei mercati di riferimento.

La strategia del Consorzio ha continuato a puntare sulla valorizzazione culturale del prodotto, sulla tutela della denominazione e sulla promozione delle sue caratteristiche di unicità, autenticità e qualità certificata. Un percorso che ha voluto celebrare anche la bottiglia che custodisce il prezioso Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, dalla forma iconica disegnata negli anni Ottanta da Giorgetto Giugiaro, riconosciuta come oggetto di design e valorizzata anche dalla sua presenza all’ADI Museum di Milano.

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Questo racconto identitario ha trovato ulteriore espressione simbolica con la posa, lo scorso ottobre, dell’opera dell’artista Erio Carnevali, ispirata alla bottiglia dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, collocata su una rotonda all’ingresso della città di Modena come segno tangibile di appartenenza, cultura e orgoglio territoriale”.
La DOP modenese ha dunque spiegato di guardare al futuro con consapevolezza e determinazione, continuando a investire nella promozione, nella tutela e nella diffusione della cultura dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, elemento identitario del territorio e ambasciatore del Made in Italy nel mondo. (aise) 

I dati del 2025 rafforzano il ruolo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP come eccellenza agroalimentare italiana, simbolo di qualità certificata, tradizione produttiva e valorizzazione culturale del territorio modenese nel panorama internazionale.

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Redazione Radici

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