La minestra d’ Pan sott’
La minestra dei contadini della Ciociaria
Antichi sapori della cucina tradizionale italiana
Tempo fa, avevo avviato, sul mio gruppo Facebook Mostre e Cultura, un progetto che avevo denominato #iluoghiparlanti.
Raccontavo (e lo faccio tutt’ora se se ne ha il piacere) piccole realtà come musei, borghi, etc. Piccolo non significa meno importante.
La particolarità del progetto è che non sono io, in realtà, a parlarne, ma chi se ne occupa.
Perché? È presto detto: solo queste persone possono essere in grado di trasmettere l’amore, la passione, per ciò che curano. Da qui, appunto, #iluoghiparlanti.
Ho sempre chiesto loro di parlarne in maniera semplice, perché io mi rivolgo anche a persone non esperte, ma semplici appassionate come me e volevo che comprendessimo tutti.
Quel rigore, insomma, che cerco di mantenere anche nei miei articoli.
Durante il viaggio immaginario lungo la nostra bella Italia, ho avuto modo di conoscere persone colte, appassionate, generose nel raccontare. Insomma, è stato un arricchimento continuo anche per me.
Con grande sorpresa ed immenso piacere, ho ricevuto la richiesta di una di loro a partecipare anche a questo progetto sulla Cucina Tradizionale Italiana.
In provincia di Frosinone esiste il Museo della Civiltà Contadina e dell’Ulivo di Pastena.
Laura di Domenico, la curatrice di allora, ha scritto un libro, Saperi e Sapori …le ricette dei Nonni in cui riporta antiche ricette legate alla Ciociaria.
La minestra d’ Pan sott’

Questo piatto raccoglie tutto lo spirito di questo territorio: in esso c’è tutto l’amore per la famiglia, la dedizione, la cura, l’attenzione nel riciclare il pane raffermo che non si buttava mai, ma anche la creatività e la sostenibilità.
La minestra era realizzata con tutti i prodotti di stagione disponibili in natura, nell’orto di famiglia o nelle dispense e la particolarità era proprio che ognuna risultava diversa dall’altra in base al periodo stagionale e agli ingredienti utilizzati.
Nella tradizione contadina era un piatto unico da poter consumare anche freddo.
Il grande piatto di porcellana in cui la minestra era adagiata veniva avvolto con la tovaglia legata a nodo, che poi si sarebbe messa a terra per servire il pranzo, e sistemato in una cesta di vimini “gliù cùof’n”.
La cesta, a sua volta, veniva posta sulla testa delle donne, tenuta in equilibrio con il sostegno di una sorta di cuscinetto arrotolato a ciambella realizzato con un canovaccio che, a sua volta, ha ispirato un’altra ricetta.
All’interno della grande cesta non mancavano mai pane, formaggio, olive, scalogno e il fiasco di vino. Profumi, saperi e sapori genuini della cucina contadina legata alla stagionalità.
La ricetta
Tempo di preparazione: circa due ore cottura dei legumi e cotechino – mezz’ora la minestra di verdure.
Ingredienti: Per n.6 – 8 persone
500gr Pane raffermo cotto al forno a legna
100gr. Bietola selvatica
100gr. cavolo cappuccio
100 gr. di mescolanza
A piacere qualche piantina di: cicoria selvatica, grespino spinoso, pimpinella, finochietto e caccialepre.
1 cipolla
1 scalogno (facoltativo in quanto si consumava crudo)
200 gr. di cotenna di maiale
1 litro d’Acqua
500 ml passata di pomodoro
Q.B. di Sedano
200 gr Fagioli e/o ceci – fave-cicerchia
Q.B. di Olio Evo e Sale
Preparazione
Mettere a bagno in acqua fredda i fagioli la sera e/o altri legumi a piacere come Fave e ceci (12 ore prima).
Cuocere i fagioli con le cotenne dei maiali nella tipica “pignata” in terracotta vicino al fuoco o comunque sulla cucina a fuoco lento con un pizzico di sale aggiunto dopo la cottura.
In una grande pentola far soffriggere l’olio con la cipolla, il sedano, aggiungere l’acqua e la passata di pomodoro, utilizzare erbe spontanee e verdure di stagione, poi finire la cottura aggiungendo i fagioli.
Nel frattempo, tagliare il pane raffermo a scagliette sottili e disporlo in una zuppiera profonda. Versare il composto ancora bollente con un mestolo lentamente sul pane; una volta completato, sistemare le cotenne sul piatto.
Aggiungere un filo d’olio extra vergine di oliva e coprire con un piatto.
Infine, avvolgere la zuppiera con una tovaglia e lasciare riposare prima di servire minimo
30 minuti.
Una volta pronto, il piatto può essere degustato con l’eventuale aggiunta di uno scalogno (crudo) inzuppato all’aceto rosso.
La minestra, inoltre si può anche riscaldare in padella e servire calda. Il cotechino è facoltativo per chi vuole un piatto semplice e genuino.
Grazie alla Gentilissima Laura di Domenico

Das Rezeptbuch von Laura ist wunderbar. Es weckt Erinnerungen an meine frühe Kindheit und hält Heimat wach. Vielen Dank für diese Arbeit.
Es ist wichtig, unsere Traditionen zu schätzen und ihre Erinnerung wachzuhalten
La cucina povera ha sempre avuto un superpotere, la capacità di creare abbondanza dalla scarsità.
La cucina povera ha sempre avuto un potere eccezionale, la capacità di creare abbondanza dalla scarsità. Bellissimo articolo, che ci fa ricordare le nostre tradizioni
Grazie. Spero abbia avuto occasione di seguire tutto il percorso lungo le regioni italiane. E ancora non è finito. Monica
Ein fantastisches Kochbuch, das mir die meravigliösen Aromen aus Italiens Süden in meine boreale Küche bringen mag. Natürlich muß ich bei den Zutaten arg improvisieren. Aber auf die Pizza di scarola freu ich mich schon sehr. Und vielleicht gelingt es mir, eines Exemplares habhaft zu werden:-)))
Eine fantastische Rezeptesammlung, die mir die Aromen aus Italiens Süden in meine boreale Küche bringen mag! Selbstredend muß ich bei den Zutaten arg improvisieren, auf die Pizza di scarola freu ich aber mich schon sehr und vielleicht gelingt es mir ja sogar eines Exemplares habhaft zu werden…..:-))