Referendum: voto in Italia entro il 24 gennaio

Referendum: voto in Italia entro il 24 gennaio
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Referendum, corsa contro il tempo per scegliere il voto in Italia

Referendum: gli italiani all’estero possono optare per i seggi in patria

a cura di Giovanni Merone

Referendum. Con la pubblicazione del decreto di indizione nella Gazzetta Ufficiale del 14 gennaio entrano nel vivo le procedure per il voto degli italiani residenti all’estero. In vista del referendum confermativo sulla giustizia del 22 e 23 marzo, i cittadini iscritti all’Aire hanno tempo fino al 24 gennaio per comunicare al Consolato la scelta di votare in Italia, rinunciando così al voto per corrispondenza.

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri, 14 gennaio, il decreto di indizione del referendum confermativo sulla giustizia che gli italiani, in patria e all’estero, voteranno il 22 e 23 marzo.
Dalla pubblicazione scaturiscono i primi termini che riguardano i connazionali iscritti all’Aire che, come per le politiche, anche ai referendum votano per corrispondenza a meno che non decidano di votare in Italia, nel proprio comune di iscrizione elettorale.

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Se sceglie di votare in Italia, il connazionale all’estero deve comunicarlo per iscritto al suo Consolato entro il 10° giorno successivo alla indizione delle votazioni, in questo caso, dunque, il 24 gennaio.
Gli elettori che scelgono di votare in Italia riceveranno dai rispettivi Comuni italiani la cartolina-avviso per votare presso i seggi elettorali nel comune di riferimento.

La comunicazione al Consolato può essere scritta su carta semplice e – per essere valida – deve contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore, accompagnata da copia di un documento di identità del dichiarante (sui siti di Ambasciate e Consolati saranno a breve disponibili appositi moduli). La comunicazione va inviata o per email o recapitata a mano alla sede consolare entro il 24 gennaio.

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La scelta di votare in Italia può essere successivamente revocata con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all’Ufficio consolare con le stesse modalità, sempre entro il 24 gennaio.
Se si sceglie di rientrare in Italia per votare, la Legge NON prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano. (aise) 

La scadenza del 24 gennaio rappresenta dunque un passaggio cruciale per gli elettori italiani all’estero che intendono rientrare in patria per esprimere il proprio voto. Una scelta personale e revocabile entro i termini previsti, che non comporta rimborsi per le spese di viaggio ma solo agevolazioni tariffarie sul territorio nazionale.

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Redazione Radici

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