Accade Oggi: 6 Gennaio – L’Assalto al Campidoglio

Accade Oggi: 6 Gennaio – L’Assalto al Campidoglio
Il Campidoglio Foto di MarkThomas per Pixabay

Accade Oggi: 6 Gennaio – Trump cerca di Rovesciare l’esito delle Elezioni del 2020

L’Assalto

Nella storia Statunitense ci sono stati solo due tentativi di impedire violentemente la conclusione di un’elezione presidenziale. La prima volta fu nel 1860, quando gli Stati del Sud dichiararono l’indipendenza dagli Stati Uniti a seguito dell’elezione dell’abolizionista Abram Lincoln alla presidenza.

La seconda fu nel 2021, quando Donald Trump rifiutò di accettare la sua sconfitta alle elezioni presidenziali del 2020.  Durante la notte dell’elezione, Trump si autoproclamò più volte vincitore nonostante il conteggio dei voti fosse ancora in corso. Poi, quando divenne chiaro che Joe Biden era in vantaggio, Trump chiese apertamente di sospendere il conteggio dei voti.

Anche dopo che il conteggio confermò che Biden aveva vinto, Trump si rifiutò di riconoscere la sconfitta e, senza alcuna prova, affermò che i democratici avevano truccato i risultati. Nonostante la mancanza di prove, Trump annunciò che avrebbe sporto denuncia riguardo queste inesistenti irregolarità elettorali.

Il suo messaggio fu ben presto ripetuto e amplificato sui social media e i canali televisivi conservatori da parte dei suoi alleati. Nei suoi comizi successivi alla sconfitta, Trump assunse peraltro toni sempre più violenti contro i suoi rivali democratici e chiunque non assecondasse la sua versione dei fatti.

Il 2 gennaio 2021, Trump contattò telefonicamente il segretario di stato della Georgia Brad Raffensperger. Durante la telefonata, Trump chiese a Raffensperger di riesaminare i risultati elettorali, nonostante gli fosse stato ripetutamente detto che non c’era stato alcun errore elettorale. Durante la chiamata, Trump disse a Raffensperger: “Quello che voglio fare è questo. Voglio solo trovare, ehm, 11.780 voti, che è uno in più di quelli che abbiamo, perché abbiamo vinto nello Stato”.

A corto di opzioni, Trump decise di rivolgersi all’allora suo vicepresidente Mike Pence. Secondo la Costituzione americana, per confermare in maniera definitiva l’esito di un’elezione presidenziale è necessario che i voti elettorali vengano conteggiati dal vicepresidente e dalla presidente della camera durante una sessione congiunta del Congresso.

Per questo motivo, Trump chiese a Pence di non confermare l’esito dell’elezione, ma di proclamare Trump vincitore. Il vicepresidente, tuttavia, rifiutò la richiesta.

Non essendo riuscito a rovesciare l’esito dell’elezione attraverso scappatoie legali, Trump decise di rivolgersi direttamente ai suoi sostenitori.

La mattina del 6 gennaio 2021, si tenne a Washington la “Save America March”, una manifestazione in cui migliaia di sostenitori di Trump protestarono contro il risultato dell’elezione. I dimostranti furono ben presto raggiunti da Trump e i suoi alleati, i quali dichiararono ancora una volta che non accettavano la vittoria di Biden e che Pence aveva il potere di ribaltare i risultati elettorali.

Alle 14:00, un centinaio dei dimostranti assieme a membri di gruppi di estrema destra attaccarono il Campidoglio americano per bloccare la sessione congiunta del Congresso. Alcuni manifestanti avevano addirittura costruito una forca, con cui avevano minacciato di impiccare Mike Pence ed altri presunti nemici di Trump.

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Nonostante le richieste dei suoi alleati repubblicani bloccati nel Campidoglio dalla folla inferocita, Donald Trump si rifiutò di inviare la Guardia Civile in loro soccorso. Al contrario, Trump aizzò ulteriormente i suoi sostenitori mediante i suoi social media.

Alle 14:30, la Camera del Senato venne evacuata dalle forze dell’ordine presenti, assieme alle scatole contenenti i certificati di voto elettorale, mentre i rivoltosi furono colpiti da gas lacrimogeno. Frustrati dall’essersi lasciati sfuggire Pence e gli altri “nemici” di Trump, la folla se la prese con l’ambiente circostante e danneggiò gravemente i vari uffici nel Senato.

Ci vollero circa tre ore per scacciare la folla inferocita e permettere ai membri del Congresso di terminare il conteggio dei voti elettorale. In totale, durante l’assalto morirono un poliziotto e quattro manifestanti.

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Nessuna conseguenza

Trump non ha mai dovuto affrontare alcuna conseguenza per quanto successo. Nonostante la folla inferocita fosse stata pronta ad uccidere anche loro, i membri repubblicani del Senato si rifiutarono di votare a favore del successivo impeachment di Trump.

Il Tycoon newyorkese si rifiutò di attendere l’inaugurazione di Biden e, per i quattro anni successivi, continuò a ripetere di essere il vero vincitore dell’elezione del 2020. Ben presto, la linea ufficiale MAGA riguardo l’attacco al Campidoglio divenne che i rivoltosi erano sia agenti antifa che volevano sabotare Trump, sia dimostranti pacifici perseguitati ingiustamente dalle forze dell’ordine.

Il Procuratore Generale Garland si dimostrò poi riluttante ad investigare Trump per quanto successo. Solo nel 2022 fu avviata un’inchiesta su quanto fatto da Trump prima e durante il 6 gennaio 2021.  Trump riuscì peraltro molteplici volte ad ottenere delle estensioni delle istanze preliminari al processo da parte di Aileen Canton, una giudice da lui stesso nominata nel 2020.

Dopo la vittoria di Trump alle elezioni presidenziali del 2024, il caso sembra essere stato definitivamente archiviato. Una delle sue prime mosse fu concedere la grazia a quasi 1600 persone in prigione o sotto processo per aver assalito il campidoglio.

La targa che onorava le forze dell’ordine per aver difeso i membri del Senato in quella data è stata poi rimossa. Infine, in occasione del quinto anniversario del fallito assalto, il sito web della Casa Bianca ha pubblicato un resoconto degli eventi in cui solo i democratici e i media vengono incolpati per quanto successo.

“In realtà, sono stati i Democratici a mettere in atto la vera insurrezione, certificando un’elezione piena di frodi, ignorando le irregolarità diffuse e strumentalizzando le agenzie federali per dare la caccia ai dissidenti, mentre le falle nella sicurezza della stessa Pelosi (ndr: Presidente della Camera nel 2021) hanno provocato il caos che hanno poi sfruttato per conquistare e consolidare il potere”, ha scritto la Casa Bianca.

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Raffaele Gaggioli

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