Da una vacanza a una visione imprenditoriale: la storia di Loris Vannucci tra Italia ed Egitto
Una vacanza diventa la storia di Loris Vannucci
Una vacanza tra Italia ed Egitto nella storia imprenditoriale
«Ma nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia.
Desidero ricordarlo a tutti noi e rivolgermi, particolarmente, ai più giovani.
Qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi.
Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro.
Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna.»
Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella risuonano come un invito diretto all’azione e alla responsabilità individuale. Un richiamo che trova una concreta declinazione nella storia di Loris Vannucci, imprenditore toscano che, partendo dall’Italia, ha scelto di costruire il proprio futuro altrove, interrogandosi implicitamente su cosa, oggi, non funzioni nel sistema italiano. Quella che doveva essere una semplice vacanza si è trasformata in un punto di svolta radicale.
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Loris Vannucci, originario di Pistoia, racconta come il suo primo viaggio in Egitto, nel dicembre 2022, abbia aperto una strada inattesa, fatta di intuizione, rischio e visione. Inizialmente la meta prevista era Tenerife. Poi, quasi per caso, il suggerimento di un’amica appena rientrata dall’Egitto cambia i piani: Marsa Alam. Una settimana in resort, un’escursione a Luxor e il primo contatto con la realtà, fuori dai circuiti turistici accendono una curiosità profonda. «È lì che ho iniziato a vedere un mondo diverso», racconta.
Tre mesi dopo, nel marzo 2023, Vannucci torna in Egitto. Non più da semplice turista. Inizia a informarsi, osservare, valutare. L’idea di acquistare una casa nasce quasi d’istinto, ma i prezzi accessibili e le opportunità concrete trasformano rapidamente l’intuizione in progetto. Il vero salto avviene a Port Ghalib, città in espansione pensata per il turismo internazionale. Qui acquista il primo appartamento, ancora in costruzione, per 22 mila euro. Un investimento che segna l’inizio di un percorso imprenditoriale. «Ho capito che non era solo un posto di vacanza, ma un luogo dove si poteva fare business».
Da quel momento, la crescita è progressiva ma costante: compra, rivende, reinveste. Prima uno, poi due, poi tre appartamenti. Nel tempo, oltre 25 immobili vengono acquistati e rivenduti, creando un rapporto di fiducia con costruttori e sviluppatori locali. La voce si diffonde, altri imprenditori lo contattano, i progetti aumentano.
Il suo nome arriva fino alle istituzioni di Port Ghalib, che iniziano a coinvolgerlo anche come consulente informale per lo sviluppo urbano, cercando uno sguardo europeo su opere e servizi. Dopo circa un anno, su consiglio di professionisti, Vannucci struttura formalmente l’attività e apre una società immobiliare.
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All’inizio fa tutto da solo: burocrazia, rapporti con avvocati e notai, banche, aspetti tecnici delle costruzioni. Un percorso faticoso ma formativo. Oggi l’azienda conta oltre 20 dipendenti, ciascuno specializzato in un settore, e più di 100 clienti che hanno acquistato immobili tramite la sua struttura.
Uno degli elementi chiave, sottolinea, è la differenza burocratica rispetto all’Italia: «Qui ci sono poche regole, ma sono chiare e vanno rispettate. Questo rende tutto più veloce». Dall’immobiliare nasce poi un’altra intuizione. Volendo aprire un ufficio nella Marina di Port Ghalib – la zona più centrale e prestigiosa – si scontra con un vincolo normativo: lì sono consentite solo attività commerciali.
Da un limite nasce un’opportunità. Prima l’idea di un piccolo bar, poi quella di un ristorante vero e proprio ascoltando i clienti emerge un’esigenza chiara: manca la cucina italiana autentica. Oggi quel progetto è diventato l’unico vero ristorante italiano della costa di Marsa Alam, l’unico con licenza per carne di maiale e importazione di alimenti dall’estero. Due settimane fa, il riconoscimento ufficiale: premio del governo locale come miglior ristorante di Port Ghalib, una scelta che conferma il recente titolo del cibo italiano come Patrimonio dell’Unesco.
Nel frattempo, Vannucci acquista terreni direttamente dal governo e avvia collaborazioni con grandi costruttori, fino ad aprire un esclusivo ufficio immobiliare nella Marina, in partnership con altri sviluppatori, per un progetto considerato unico nel territorio. La sua storia, letta alla luce delle parole di Mattarella, pone una domanda che va oltre il singolo caso: se tanti giovani e imprenditori trovano spazio, ascolto e velocità altrove, cosa non sta funzionando in Italia?
«Non servono i soldi per fare certe scelte», conclude Vannucci. «Io ne sono la prova. Serve coraggio. E la libertà di poter costruire davvero il proprio futuro».
di Michela Cinquilli
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