Zampognari – Tradizione natalizia, storia e una presenza sempre più rara
Zampognari – Il suono antico che rischia di scomparire dal Natale italiano
Zampognari: origine, significato e perché oggi sono sempre più difficili da incontrare
Zampognari è la parola che riporta immediatamente alla mente il Natale italiano, oggi purtroppo sempre più rara da vedere nelle strade e nelle piazze.
Lo zampognaro, un tempo figura abituale della Novena dell’Immacolata Concezione e del periodo natalizio, rappresentava il legame diretto tra città e mondo rurale.
Oggi questo legame si è indebolito a causa sicuramente della trasformazione delle comunità pastorali e agricole, rendendo ormai la presenza degli zampognari sempre più sporadica.
Origini, funzione e immaginario collettivo
Gli zampognari erano storicamente pastori e contadini che, durante l’inverno, abbandonavano le campagne per esibirsi nei centri abitati.
Portavano con sé melodie devozionali come “Tu scendi dalle stelle” e canti pastorali legati alla tradizione cristiana.
La coppia musicale – zampogna e ciaramella – è ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili del presepe popolare, soprattutto nel presepe napoletano.
Tuttavia, la figura reale dello zampognaro si vede sempre meno, e l’immaginario legato al presepe resiste più nella rappresentazione che nella realtà.

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Un mestiere che sta scomparendo
Il numero degli zampognari è diminuito in modo significativo negli ultimi decenni.
Le trasformazioni del mondo pastorale e contadino – modernizzazione delle attività agricole, abbandono delle aree interne, riduzione della transumanza, mutamento delle economie locali – hanno inciso profondamente sulla continuità della tradizione.
Le nuove generazioni raramente apprendono la pratica della zampogna come un tempo, e persino la costruzione artigianale dello strumento è oggi affidata a pochi maestri.
La zampogna nel ciclo dell’anno rurale: una tradizione che resiste, ma non ovunque
Nelle comunità che ancora mantengono un rapporto vivo con la ritualità locale, la zampogna continua a suonare per processioni, feste religiose e cerimonie comunitarie.
Ciò accade in alcune aree interne della Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Abruzzo.
Tuttavia, anche in questi territori la presenza è meno frequente rispetto al passato, e molte pratiche sonore sono oggi affidate ad associazioni culturali o gruppi di ricerca sul patrimonio immateriale.
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Migrazioni interne e nuove presenze nelle città del Nord
Le migrazioni dal Sud verso il Nord hanno portato gli zampognari anche in città come Milano, dove la tradizione è mantenuta soprattutto da musicisti appassionati, non più legati al mestiere di pastore.
La loro presenza è spesso limitata a eventi specifici o manifestazioni culturali.
In questo contesto, la tradizione sopravvive più come espressione identitaria delle comunità meridionali che come attività stagionale legata al lavoro agricolo, come avveniva in passato.
Un patrimonio immateriale da proteggere
La progressiva scomparsa degli zampognari rende urgente la tutela di questa tradizione.
Non si tratta soltanto di conservare uno strumento musicale, ma un vero e proprio mondo di conoscenze artigiane, pratiche comunitarie e visioni del lavoro rurale.
Associazioni, ricercatori e festival dedicati alla zampogna stanno oggi cercando di documentare, trasmettere e valorizzare questo patrimonio, che rischia di diventare parte del passato se non sostenuto da iniziative culturali e educative mirate.
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