Amicizia femminile è resistenza
Amicizia e femminismo al centro del dialogo tra Dacia Maraini e Antonella Lattanzi a Più Libri Più Liberi 2025
Amicizia e solidarietà femminile, se ne è parlato sul palco dell’Arena Repubblica Robinson, all’interno della fiera indipendente Più libri più liberi alla Nuvola di Roma, dove si è svolto l’incontro “L’amicizia come antidoto”, che ha visto dialogare Dacia Maraini e Antonella Lattanzi, moderato da Giulia Santerini. L’edizione 2025 della fiera, dedicata al tema “Ragioni e sentimenti”, ha offerto un contesto ideale per un confronto intergenerazionale tra due scrittrici capaci di mettere al centro delle loro riflessioni la dimensione affettiva e sociale dei legami umani.
C’è ancora bisogno di femminismo
L’incontro ha riportato al centro l’amicizia femminile, intesa come forma silenziosa di resistenza e come uno dei legami più nobili, troppo spesso relegato ai margini del discorso pubblico. Lattanzi ha ricordato quanto sia necessario continuare a parlare di femminismo in un tempo in cui “non c’è donna che non abbia vissuto violenza fisica, psicologica o ginecologica”, tema, quest’ultimo, che le sta particolarmente a cuore.
Richiamando Madame Bovary, la scrittrice evoca la scena in cui, dopo aver perduto il denaro, Anna si rivolge al notaio in cerca di salvezza; lui la ascolta, ma lascia intendere che tutto si risolverebbe se lei accettasse di cedere il proprio corpo. Anna allora lo guarda e pronuncia una frase che la condannerà: “Io sono da compiangere, ma non da vendere”. Lattanzi osserva: “Credo che ogni donna, in contesti diversi, abbia pronunciato questa frase”.
È difficile nutrire una speranza per una situazione che si configura come una continua caduta verso l’abisso, un baratro in cui sembra impossibile scorgere spiragli di luce. L’amicizia femminile può, allora, essere la rete che ci salva dallo schianto, costruita attraverso mani che si stringono, mani di donne che si cercano e si trovano, che diventano cura e protezione.
L’amicizia
Si parla di amicizia. Lattanzi ricorda quando, da ragazza, la madre permetteva a lei e a un’amica di guardare la televisione sedute su due sedie (contesto volutamente scomodo per scoraggiarlo), a debita distanza, per non rovinarsi gli occhi, “anche se poi- aggiunge l’autrice- ce li siamo rovinati lo stesso.
È lì che ha visto Stand by me, celebre film degli anni Ottanta, film che le resta nel cuore soprattutto per una battuta che riprenderà anche in Chiara, il suo ultimo romanzo: “Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a dodici anni. Dio, ma chi li ha?“. Si insinua in lei la consapevolezza che un’amicizia pura e autentica come quella dei dodici anni non sarebbe mai più tornata.
Maraini sostiene, invece una visione più positiva. L’amicizia è più nobile del sesso che “si interrompe per stupidaggini” ricorda tirando in ballo l’esempio pop della coppia formata da Ilary Blasi e Francesco Totti. Il sesso rappresenta una delle dimensioni più complesse dell’esperienza umana e spesso sfugge a un controllo pienamente razionale. Può generare un coinvolgimento improvviso, talvolta rivolto verso persone inadatte, attenuando la capacità di valutazione.
Come ricorda la moderatrice Giulia Santerini, durante l’attrazione sessuale l’attività della corteccia prefrontale tende a ridursi, perché la spinta biologica privilegia la rapidità e non si si pone domande, non si sofferma sull’analisi. L’amicizia, invece, nasce da una scelta consapevole, si costruisce nel tempo e si afferma come uno dei legami più solidi e significativi.
Più Libri Più Liberi
Il dialogo si è svolto in una fiera vivace e a tratti tesa. Più libri più liberi 2025 ha ospitato 569 editori italiani e circa 700 eventi, rappresentando un’importante vetrina per la piccola e media editoria. La giornata non è stata esente da tensioni: alcuni editori hanno protestato contro la presenza di un editore di ispirazione neofascista, coprendo gli stand e intonando Bella ciao, manifestando dissenso e coscienza civile.
La stessa Maraini è stata invitata a esprimersi sul nostro tempo: “C’è quest’aria che tira, un’aria di sfiducia, di sconforto, di depressione in chi sente di non avere un futuro, mentre spesso in altri viene fuori proprio l’odio, la voglia di aggredire, il disprezzo, la mancanza di empatia. Questo è molto grave”.
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Maraini: la cultura come atto di resistenza
A vincere sono i prepotenti che “sono i capi di stato, questo è il guaio: stanno dando un esempio pessimo per cui i giovani pensano che il linguaggio sia quello della violenza e dell’insulto. Non ci si confronta con l’altro, ma lo si insulta”.
La poetessa non si esime dal fare i nomi a partire da Netanyahu che “è il primo prepotente, arrogante, insensibile totalmente al bene degli altri e anche del suo paese” per arrivare a Trump che “licenzia le persone, parla male di tutti e dimostra disprezzo verso la libertà e i sentimenti degli altri, soprattutto di chi soffre; gli importa solo del denaro”. “Che esempio diamo ai giovani?” – si chiede allora Maraini – “ci lamentiamo che non vanno a votare, ma come possono se dall’alto ricevono questi esempi terribili?”.
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L’unica speranza è la cultura. “Credo che chi ama la lettura e la scrittura – conclude – in qualche modo resiste. E qui bisogna fare resistenza e la si fa anche con la conoscenza e con la consapevolezza”.
