Giannelli denuncia la lista degli stupri come gesto da incivili

Giannelli denuncia la lista degli stupri come gesto da incivili
Foto di Ivan Aleksic su Unsplash

Giannelli invoca responsabilità, sanzioni e percorsi rieducativi per fermare derive che minano il progresso social

Giannelli interviene con fermezza sul caso del Liceo Giulio Cesare, definendo la lista degli stupri un atto grave e inaccettabile: per il presidente dei presidi servono punizioni, educazione affettiva e un rafforzamento del ruolo formativo della scuola per arginare comportamenti che ostacolano il progresso della società.

L’intervento su Radio Cusano Campus

“La lista degli stupri emersa al Liceo Classico Giulio Cesare di Roma è un gesto da incivili. Si tratta di un fatto molto grave, sono episodi che evidentemente per qualcuno sono goliardici e forse un tempo lo sarebbero anche stati.

Però oggi con la sensibilità che c’è, con l’importanza della tematica dei rapporti tra i generi e tutto quello che sappiamo che succede, questi episodi non si possono più derubricare e sottovalutare. Serve una riflessione”.

Queste le parole di Antonello Giannelli, Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, durante il suo intervento su Radio Cusano Campus, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

“La scuola deve prevenire, non solo punire”

“Una società non può progredire se tra i suoi componenti ci sono comportamenti di questo tipo, si dedicano energie negative a questo anziché remare tutti in un’unica direzione, quella del progresso e del benessere per tutti – ha proseguito Giannelli – Il ministro ha fatto bene nel chiedere che vengano accertate le responsabilità e puniti i colpevoli.

All’azione repressiva che ovviamente condivido appieno ed è doverosa, deve essere però affiancata un’azione rieducativa per prevenire. La scuola è più il luogo della prevenzione che della punizione. Servono le due operazioni insieme altrimenti temo che i risultati possano not essere ottimali”.

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Educazione affettiva: ruolo della scuola e limiti strutturali

“L’educazione sessuale-affettiva all’interno delle scuole è uno strumento che può essere utile anche di fronte a certe circostanze, ma il problema è che la nostra scuola ad oggi è sovraccaricata di compiti che prima spettavano alle famiglie.

Ora la famiglia è molto meno presente, perciò penso che per trattare questi argomenti così delicati serva l’aiuto di un esperto – ha concluso Giannelli – C’è però un problema tecnico: un’ora a settimana di qualunque argomento è poca, se è così importante serve dedicare più tempo a queste competenze trasversali.

Bisogna decidere se la scuola deve entrare più decisamente su queste materie e dire la sua, altrimenti l’impressione è che si parli solo per dire che è stato fatto in modo che la scuola possa occuparsene, ma in realtà la scuola non riesce poi a farlo”. (AGENPRESS)

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Un episodio che mette in luce fragilità profonde: secondo Giannelli, senza un impegno serio su educazione, responsabilità e prevenzione, casi come quello del Giulio Cesare rischiano di diventare la spia di un disagio culturale più ampio, che la scuola da sola non può sostenere senza strumenti adeguati.

 

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Redazione Radici

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