I giochi di carte più famosi in Italia e nel resto del mondo

I giochi di carte più famosi in Italia e nel resto del mondo: un viaggio tra i mazzi che contraddistinguono storie, culture e passioni

Le tradizioni persistono quando coinvolgono intere generazioni nel corso dei secoli. Ecco il segreto che si cela dietro la sorprendente, ma del tutto comprensibile longevità dei mazzi di carte. Una passione che resiste nonostante l’ondata dei videogame, delle sale da gioco virtuali e dell’intrattenimento digitale. Un fenomeno dovuto in gran parte ai valori simbolici e culturali che permeano i mazzi di carte regionali. Veri e propri stereotipi dei campanilismi che contraddistinguono lo spirito più autentico e genuino degli italiani. Anche i semi vengono utilizzati per sottolineare le differenze tra regioni, per non parlare delle variabili adottate dai singoli comuni e tramandate con estremo orgoglio perché uniche, speciali e differenti. Le carte non sono un semplice passatempo, ma una componente distintiva della cultura italiana da esaminare e confrontare con i giochi più famosi al mondo.

I giochi di carte in Italia e nel resto del mondo: analogie, differenze e tradizioni popolari

I primi mazzi comparsi a Firenze nel corso del quattordicesimo secolo rispecchiavano le influenze provenienti dalla Francia e dalla Spagna. Ecco le storiche origini dei semi utilizzati tuttora nella maggior parte delle regioni italiane. Dalla culla del Rinascimento, le carte conquistarono l’intera penisola e nei decenni successivi sorsero le prime varianti destinate ad un grande avvenire. Così entrarono a far parte della vita quotidiana delle persone alla ricerca di uno svago stimolante, divertente e coinvolgente. Motivazioni che non sono cambiate nonostante i secoli trascorsi dalla prima partita a carte. I tarocchi utilizzati agli albori di questa tradizione si sono evoluti a seconda delle influenze esercitate dalle culture locali, tanto da diventare delle preziose espressioni delle tradizioni regionali. Le carte da gioco vengono associate allo stile di vita italiano perché rappresentano un’usanza radicata in tutto il territorio nazionale. Degli emblemi da preservare e tramandare al pari dei dialetti, delle ricette, dei costumi e dei patrimoni artistici dato che anche i semi cambiano da regione a regione. I giochi riflettono queste differenze, ma a prescindere dalle influenze esercitate sui mazzi rientrano ancora tra le attività di svago più comuni ed appassionanti. Gli adattamenti e le varianti non hanno intaccato la popolarità di un’abitudine paragonabile ad un rituale collettivo diffuso e condiviso da generazioni differenti.
I mazzi utilizzati in Italia variano in base ai semi, alla varietà stilistica e al numero di carte utilizzate (da un minimo di 36 ad un massimo di 52) perché ci sono diverse versioni da prendere in considerazione.

Nel gruppo settentrionale vengono incluse le carte bergamasche, bolognesi, bresciane, trentine, triestine e trevisane. Al tipo spagnolo appartengono le versioni piacentine, napoletane, romagnole, sarde e siciliane. I semi francesi contraddistinguono mazzi genovesi, fiorentini, milanesi e piemontesi, mentre l’ultima variante è composta dalle carte tedesche diffuse in Trentino Alto-Adige. Ecco le varianti dei mazzi che vengono utilizzate in Italia per le partite a Scopa, Briscola o Tressette. Ovvero, i giochi di carte più famosi da esaminare prima dell’atteso confronto con le principali attività di svago disponibili all’estero. Le regole della Scopa prevedono la distribuzione di tre carte coperte per ciascun giocatore e la collocazione di quattro carte scoperte sul tavolo. Eseguita quest’operazione preliminare, ciascun giocatore cala una singola carta durante il proprio turno con l’obiettivo di prenderne una del medesimo valore o un gruppo in base alle combinazioni disponibili. In questo caso, la somma delle carte prelevate dal tavolo deve corrispondere al valore della carta posseduta dal giocatore. Quando un giocatore riesce a prendere tutte le carte con una singola giocata realizza una scopa che equivale ad un punto. Gli altri punti si possono ottenere col maggior numero di carte raccolte durante la partita, con un minimo di 5 carte a denari, con la primiera e il sette di denari.

Nel gioco della Briscola si devono realizzare almeno 61 punti con le giocate effettuate ad ogni turno perché ciascuna giocata è vinta dal partecipante che cala una briscola (una carta col seme più forte) una carta dal valore superiore a quella scelta dall’avversario. Le carte possiedono un valore prestabilito per cui l’asso vale 11 punti, il tre 10 punti, il re 4 punti, il fante 3 punti e la donna 2 punti. Col Tressette, invece, vengono distribuite 10 carte in senso antiorario da utilizzare per prendere quelle degli avversari in base al seme scelto dal giocatore precedente. Le carte dal valore più alto sono il tre, il due e l’asso, mentre le figure vengono sommate tra di loro perchè valgono soltanto un 1/3. Questi sono i giochi di carte più diffusi in Italia dato che all’estero prediligono i mazzi con i semi francesi, ma le differenze non riguardano soltanto i simboli. All’estero le prese non vengono utilizzate per fare punti poiché si utilizzano altri metodi come nella Scala 40 o nel Burraco. Nelle diverse versioni del Poker le mani si vincono con le proprie carte o con quelle in comune riposte sul banco dal dealer. Anche nel Blackjack prevalgono le combinazioni realizzate soltanto con le proprie carte, ma pari o inferiori al punteggio massimo di 21. Le divergenze più eclatanti riguardano proprio le modalità di gioco e, in secondo luogo, le poste messe in palio per i vincitori.

Ecco perché i giocatori di Poker utilizzano delle chips quando richiedono una carta o tentano di destabilizzare l’avversario. Le carte vengono utilizzate in tutti i continenti, seppur con alcune differenze dato che stimolano la creatività e la convivialità. Così vengono accomunate culture provenienti da posti distanti, ma legate dalla medesima passione per i giochi di carte più famosi al mondo.

Redazione

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