Cucina Sarda: evento straordinario a Oslo per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo 2025

Cucina Sarda: evento straordinario a Oslo per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo 2025
Di Davide Nurra su Wikimedia Commons

Cucina Sarda protagonista all’Ambasciata d’Italia e all’Istituto Italiano di Cultura di Oslo

Cucina Sarda tra cultura, salute e innovazione alla SCIM 2025 di Oslo

Cucina Sarda portata in vetrina a Oslo con un entusiasmo che non lascia spazio ai dubbi.
La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo ha trasformato la gastronomia dell’isola in un biglietto da visita culturale, salutare e sostenibile. Una scelta chiara, che punta a mostrare al pubblico norvegese non solo piatti e tradizioni, ma un modello alimentare che unisce storia antica, sapienza contadina e longevità.

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 L’Ambasciata d’Italia a Oslo ha scelto quest’anno, nell’ambito della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, di presentare al pubblico norvegese la tradizione enogastronomica sarda in collaborazione con la Camera di Commercio del nuorese e l’Associazione A.T.I. del nuorese Canne al Vento.

L’edizione di quest’anno della SCIM, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha come tema “La cucina italiana tra cultura, salute e innovazione”.
In questo ambito si inserisce perfettamente la tradizione alimentare sarda in quanto è il risultato di secoli di cultura contadina e pastorale ed è caratterizzata da un uso responsabile degli ingredienti primari locali e da un impatto ambientale ridotto.

La cucina dell’isola valorizza infatti il grano duro, i legumi, gli ortaggi, l’olio extravergine d’oliva e i prodotti caseari, insieme a pesce e carne. Allo stesso tempo, il modello alimentare sardo è riconosciuto come uno dei più sani ed equilibrati del Mediterraneo, associato alla longevità dell’isola, una delle celebri Blue Zones del mondo. Ricette semplici, preparazioni lente e tecniche tradizionali contribuiscono ad una dieta ricca, ma povera di sprechi.

Il 19 novembre l’Ambasciata, in collaborazione con ICE Agenzia, ha accolto circa ottanta importatori di generi alimentari e gestori di ristoranti e pizzerie, tour operator nonché giornalisti e food blogger norvegesi ad una serata ispirata alla tradizione enogastronomica sarda. Dopo un aperitivo a base di salumi e formaggi, gli ospiti hanno avuto la possibilità di assistere ad una presentazione della cultura enogastronomica del territorio sardo e della vasta gamma di prodotti tipici, molti dei quali sono stati riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Durante il seminario è stato anche presentato l’Einstein Telescope, un progetto d’impatto scientifico e tecnologico di livello mondiale che l’Italia è candidata ad ospitare in Sardegna, nell’area della miniera dismessa di Sos Enattos.
La serata si è conclusa con un cooking show e una cena, sapientemente curata e commentata dagli chef Patrizia Moi, Antonella Floris, Daniele Lorrai e Mirko Campus, in cui hanno avuto un posto d’onore prodotti come l’olio extravergine d’oliva, i formaggi, i salumi, la bottarga, la fregola e la pasta fatta a mano con la semola integrale di grano duro sardo – i culurgiones e le seadas.

“La scelta di proporre ai nostri ospiti i prodotti della cucina sarda”, ha commentato l’ambasciatore d’Italia, Stefano Nicoletti, “è perfettamente in linea con i temi valorizzati quest’anno dalla Settimana della Cucina Italiana nel Mondo e dimostra come l’identità gastronomica regionale possa essere un potente veicolo di cultura, salute, biodiversità e sostenibilità”.
Durante le giornate della SCIM 2025, i produttori sardi sbarcati ad Oslo hanno partecipato anche a numerosi incontri B2B, organizzati dall’Ambasciata e da ICE Agenzia, con importatori e distributori locali di prodotti eno-agroalimentari italiani.

Ieri, giovedì 20 novembre, la SCIM 2025 si è trasferita all’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, dove è stata inaugurata una mostra fotografica curata dall’IIC in collaborazione con l’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE). “Anche quest’anno promuoviamo la cucina regionale attraverso un evento di valorizzazione territoriale integrata”, ha detto la direttrice dell’IIC, Raffaella Giampaola, “presentando al pubblico norvegese aspetti meno noti della famosa isola, ripercorrendo la storia antica delle “Domus de Janas”, le mitiche “case delle fate” recentemente iscritte nelle liste del patrimonio UNESCO; parlando delle tradizioni folkloristiche, dell’arte della tessitura, degli abiti tradizionali, del prezioso artigianato locale e dell’importante contributo femminile nella storia della Sardegna fino ai tempi più recenti con Grazia Deledda, unica scrittrice italiana ad essere stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura”. (aise)

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Una serata che ha fatto capire ai norvegesi che la Sardegna non è solo mare e cartoline, ma una cultura viva che parla attraverso il cibo, la storia e le mani di chi quei sapori li custodisce ogni giorno. Oslo ha visto una cucina che non cerca applausi, li ottiene.

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Redazione Radici

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