Italian Sounding crollo delle importazioni e accuse all’Europa: il duro monito di Confeuro

Italian Sounding crollo delle importazioni e accuse all’Europa: il duro monito di Confeuro
Foto di Elaine Casap su Unsplash

Italian Sounding allarme rosso: Confeuro punta il dito contro Ue e furbetti del falso Made in Italy

Italian Sounding una battaglia senza tregua secondo il presidente di Confeuro Andrea Tiso

Italian Sounding sta tornando al centro del dibattito grazie alle parole nette del presidente di Confeuro che denuncia senza mezzi termini il danno continuo inflitto alle nostre aziende agricole da chi gioca sporco sulle nostre eccellenze mentre Europa e Italia fanno ancora fatica a mostrare i muscoli davanti a una contraffazione che ci ruba soldi credibilità e identità nazionale

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L’Italian sounding “fenomeno pericoloso, illegale e profondamente dannoso per le nostre aziende agricole”.

A dirlo è stato perentoriamente Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione Agricoltori Europei, che in una nota delle scorse ore ha sottolineato come la contraffazione e l’evocazione indebita delle produzioni italiane continuino a sottrarre valore e credibilità al Made in Italy.

E per questo, la Confederazione ha accolto con “soddisfazione” il crollo del 76% delle importazioni in Italia di concentrato di pomodoro dalla Cina.
Per Tiso questo è “un risultato importante, che rappresenta una vittoria del nostro sistema produttivo sul terreno della reciprocità, della qualità e della tutela della salute dei consumatori.
Questo dato conferma quanto l’Italian sounding sia un problema globale, che richiede azioni decise e coordinate.

Un fenomeno, ha spiegato ancora il numero 1 di Confeuro, “che si manifesta anche all’interno delle istituzioni europee: la presenza di prodotti potenzialmente fuorvianti sugli scaffali del market del Parlamento Europeo è inaccettabile. Proprio l’Ue, che dovrebbe essere in prima linea nella tutela dell’agroalimentare e nel contrasto alla contraffazione, non può permettere che simili episodi danneggino l’immagine delle nostre eccellenze”.

Secondo Tiso, in conclusione, per fermare questo fenomeno dannoso “serve una lotta senza quartiere”, facendo un plauso al Masaf che avrebbe “posto un primo tassello significativo”. Ma resta indispensabile, per Tiso, “un impegno strutturale e di lungo periodo, soprattutto da parte dell’Europa”, per combattere un fenomeno che “sottrae ogni anno decine di miliardi di euro alle aziende del settore primario, impoverendo l’intera filiera agroalimentare”. (aise) 

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l’Italian Sounding non è solo una furbizia commerciale ma una  vera e propria truffa culturale prima ancora che economica.
È l’arte di travestire prodotti mediocri con nomi che suonano italiani per ingannare chi compra e prosciugare valore alle nostre filiere.
Non è folklore è un furto silenzioso che sottrae miliardi alle aziende serie e avvelena la percezione del vero Made in Italy.

Ecco perché Confeuro alza i toni e pretende una lotta senza quartiere, proprio perché ogni volta che uno scaffale all’estero si riempie di “Parmesan” o “Pomodori alla napoletana” made in chissà dove non perdiamo solo denaro perdiamo un pezzo della nostra identità.
La battaglia non è solo degli agricoltori è di chiunque abbia a cuore la dignità di ciò che siamo davvero.

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Redazione Radici

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