La tredicesima mensilità in Italia
La tredicesima mensilità rappresenta per milioni di italiani un momento cruciale dell’anno dal punto di vista economico e sociale, ne beneficiano in media circa 35–36 milioni di persone tra lavoratori dipendenti e pensionati, e il valore complessivo erogato raggiunge decine di miliardi di euro, rendendola un vero e proprio volano per i consumi nazionali. Per molti italiani, soprattutto per i pensionati e i lavoratori a reddito medio-basso, la tredicesima non è solo un “bonus”, ma una risorsa necessaria per far fronte a spese correnti e obblighi economici che durante l’anno è difficile sostenere.
Le rilevazioni più recenti mostrano che la maggior parte dei percettori utilizza la tredicesima in modo parziale, suddividendola tra più destinazioni, la quota più consistente viene destinata ai regali e alle spese natalizie, con una spinta significativa al commercio e alla grande distribuzione proprio nel mese di dicembre. Le associazioni di settore registrano ogni anno cifre elevate in termini di consumi legati alle festività, molto spesso sostenuti proprio dalla mensilità aggiuntiva, una seconda parte importante della tredicesima viene impiegata per spese correnti: bollette, tasse, rate di mutuo, assicurazioni e necessità familiari.
L’inflazione e l’aumento dei costi energetici hanno rafforzato questa tendenza, spingendo molti italiani a privilegiare le spese obbligate rispetto ai consumi discrezionali. Tra le destinazioni minori, ma comunque significative, figurano i viaggi e le vacanze, scelti da una fascia ristretta ma stabile di percettori. In genere non si tratta di viaggi complessi o costosi, ma weekend o brevi soggiorni che diventano più accessibili grazie alla mensilità aggiuntiva. Una quota residuale, variabile a seconda della situazione economica generale, viene invece accantonata o risparmiata: secondo i sondaggi solo una minoranza degli italiani riesce a mettere da parte parte della tredicesima, segno di un potere d’acquisto sotto pressione. Questo elemento rappresenta un indicatore socio-economico rilevante: se la tredicesima viene assorbita quasi interamente da spese essenziali, significa che il reddito ordinario non è sufficiente a coprire i bisogni di base. L’impatto della tredicesima sull’economia italiana è dunque molto evidente. Essa sostiene il commercio al dettaglio, favorisce il pagamento delle imposte locali e delle bollette arretrate, alleggerisce la pressione sui bilanci familiari e contribuisce a mantenere un clima di fiducia nei consumi durante il periodo natalizio. Anche dal punto di vista sociale ha un ruolo fondamentale: evita che molte famiglie entrino in difficoltà economica e consente quei gesti simbolici di scambio di doni che caratterizzano il Natale e il senso di appartenenza comunitaria. Per alcune fasce della popolazione, la tredicesima è addirittura un ammortizzatore sociale non dichiarato, perché supplisce a redditi insufficienti.
Prof. Ing. Ec. Angelo Sinisi – Romania
