Marcinelle: ricordare le vittime, ma anche un pezzo della nostra storia
Quando le vittime come quelle di Marcinelle, ci ricordano come eravamo
Marcinelle rappresenta ancora oggi una ferita. Centotrentasei italiani, scesi in miniera con la speranza di un futuro, sono stati travolti e sono morti insieme ad agli altri presenti.
Ricordare la loro morte, però, non deve farci dimenticare il loro coraggio. Il coraggio di chi è partito lasciandosi alle spalle tutto, pur di mandare a casa un po’ di dignità insieme ai soldi. Spesso dimentichiamo che quel sacrificio, di quella forza silenziosa che tanti hanno avuto, nacque per migliorare le condizioni dei familiari rimasti in Italia.
Ricordare Marcinelle non serve solo a onorare chi non è tornato, ma a ricordarci le storie che ci riguardano, che hanno fatto parte della nostra cultura non molti anni fa.
Mattarella ricorda le vittime
Nei giorni scorsi Mattarella ha reso omaggio a queste vittime italiane:
| Per la sua seconda tappa della Visita di Stato in Belgio, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato nelle scorse ore a Marcinelle, dove nel 1956 morirono 262 minatori dello stabilimento del Bois du Cazier. Di questi, 136 erano italiani. Il Capo dello Stato è stato accompagnato dal Re del Belgio, Filippo, e dalla Regina Mathilde. Assieme, hanno deposto due corone al monumento alle vittime della tragedia. “Il ricordo della tragedia è perenne, ma è anche un monito per la storia del nostro lavoro”, ha detto il Presidente Mattarella dopo aver depositato la Corona e aver incontrato i superstiti, le famiglie delle vittime e la comunità italiana presente. In seguito, il Capo dello Stato e i reali del Belgio hanno visitato il sito dell’ex miniera. (aise) |
