Identificato il corpo dell’ostaggio consegnato da Hamas. Vance in Israele, fissato un incontro con Netanyahu
L’istituto di medicina legale ha identificato il corpo dell’ostaggio consegnato ieri sera da Hamas alla Croce Rossa e successivamente giunto in Israele. Appartiene a Tal Haimi
“Il governo israeliano condivide il profondo dolore della famiglia Haimi e di tutte le famiglie degli ostaggi deceduti. Il governo e l’intero apparato israeliano di risposta alla cattura degli ostaggi rimangono determinati, impegnati e lavorano instancabilmente per restituire tutti gli ostaggi deceduti per una degna sepoltura nella loro patria. La sua memoria sia benedetta”, si legge nella dichiarazione dell’ufficio del primo ministro.
Lunedì sera Hamas ha consegnato a Israele il corpo dell’ostaggio Tal Haimi. Haimi, 41 anni, capo della squadra di protezione civile del Kibbutz Nir Yitzhak, è stato ucciso mentre difendeva la sua comunità il 7 ottobre 2023 e il suo corpo è stato rapito e portato nella Striscia di Gaza. Hamas ha consegnato la bara in serata, affermando di aver localizzato il corpo il giorno prima.
Le Brigate Abu Ali Mustafa, l’ala militare del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, hanno successivamente dichiarato di aver trattenuto il corpo. Con il ritorno di Haimi, rimangono a Gaza i corpi di 15 ostaggi.
Hamas “Vogliamo restituirli, ma ci sono degli ostacoli”
Il gruppo terroristico palestinese Hamas è disposto a trovare e consegnare i 15 corpi degli ostaggi trattenuti nella Striscia, se gli verrà concesso più tempo e attrezzature pesanti. In un’intervista alla tv egiziana Al-Qahera, il leader di Hamas, Khalil al-Hayya, ha affermato: “Siamo pronti a recuperare e consegnare tutti i corpi degli ostaggi secondo l’accordo.
Non desideriamo trattenere nessuno con noi: lasciamo che tornino ai loro parenti, e anche i nostri martiri torneranno e saranno sepolti con dignità”. Al-Hayya, scampato all’attacco di Israele a Doha, aggiunge che è difficile raggiungere i corpi perché alcuni si trovano sottoterra e sotto gli edifici, e osserva che ciò richiede tempo e attrezzature.
Hamas ha dichiarato da tempo che avrebbe bisogno di macchinari aggiuntivi per localizzare i restanti ostaggi deceduti. Israele ha accusato Hamas di mentire, affermando di poter restituire quasi tutti i corpi in tempi brevi. Ci sono inoltre preoccupazioni sul fatto che il gruppo terroristico possa riutilizzare le attrezzature pesanti per altri scopi.
Letture consigliate:![]()
Accade Oggi: Le conseguenze della colonizzazione in Libia
La cucina Italiana candidata a patrimonio dell’UNESCO
Come inizia la Guerra in Ucraina
I Musei dell’Emigrazione Italiana
Hamas lamenta l’ingresso di pochi aiuti
L’ufficio stampa del governo di Gaza, sotto il controllo del gruppo terroristico Hamas, ha annunciato oggi che solo 986 camion carichi di aiuti umanitari sono entrati nella Striscia di Gaza dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, un numero significativamente inferiore a quello concordato nell’accordo di cessate il fuoco.
L’ufficio stampa del governo di Hamas ha affermato che entro ieri sera sarebbero dovuti entrare a Gaza un totale di 6.600 camion. Il numero medio di camion entrati a Gaza dall’entrata in vigore del cessate il fuoco non supera gli 89, sui 600 camion che dovrebbero entrare ogni giorno, secondo la dichiarazione.
Quattordici camion carichi di gas da cucina e 28 carichi di combustibile sono entrati nell’enclave per le attività di panetterie, ospedali, generatori e altri servizi vitali. Il 10 ottobre scorso è entrato in vigore l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, basato su un piano graduale presentato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La prima fase prevede il rilascio di ostaggi israeliani in cambio di detenuti palestinesi. Tuttavia, Hamas ha ancora nelle sue mani i corpi di 15 ostaggi e per questo le autorità israeliane hanno limitato l’accesso degli aiuti nell’enclave palestinese.
Vance in Israele per una visita di 2 giorni
Il vicepresidente statunitense J.D. Vance è atterrato all’aeroporto Ben Gurion, a Tel Aviv, dando il via alla sua visita di due giorni in Israele. Secondo le indiscrezioni della stampa, Vence si dirigerà a sud, verso il quartier generale della neonata forza sostenuta dagli Stati Uniti per supervisionare l’attuazione del cessate il fuoco a Gaza. Domani incontrerà il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il presidente Isaac Herzog a Gerusalemme.
New York Times “Gli USA temono che Netanyahu possa far deragliare il cessate il fuoco”
I funzionari di Washington temerebbero che il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, possa porre fine al cessate il fuoco a Gaza e tornare in guerra contro il gruppo armato Hamas. Lo riporta il New York Times, citando diversi funzionari statunitensi anonimi, secondo cui cresce la preoccupazione nell’amministrazione che Netanyahu possa agire attivamente contro l’accordo, afferma il rapporto.
In questo contesto si inserisce l’arrivo in Israele degli inviati americano Steve Witkoff e Jared Kushner, in attesa che il vicepresidente J.D. Vance atterri a Tel Aviv nelle prossime ore. Dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco a Gaza il 10 ottobre, si sono verificate alcune violazioni con Israele che accusa Hamas di non rispettare l’accordo di Sharm el-Sheikh.
Il gruppo terroristico al potere a Gaza non ha consegnato ancora i corpi di 15 ostaggi, affermando di avere difficoltà a localizzarli. Secondo il Washington Post, sono in corso colloqui con la Turchia per l’invio di una squadra specializzata nel recupero di corpi per aiutare a localizzare i corpi di ostaggi a Gaza.
(ITALPRESS).
Per un’informazione completa
Consulta anche gli articoli pubblicati su:
