La Calaca: il sorriso della morte nella cultura messicana
In vista dell’arrivo dei festeggiamenti di Halloween viene spontaneo fare un paragone tra figure simboliche di scheletri in occasione della Celebrazione dei Morti
Calaca: nel mondo occidentale la morte è spesso vista come un tabù, un evento triste e doloroso da evitare o nascondere. La figura dello scheletro, sin dai tempi del Medioevo, ha sempre avuto una connotazione negativa, associato al passaggio in un Aldila’ giustiziere. Basti pensare, infatti, agli affreschi dottrinali nelle chiese delle “Totentanzen”, all’avvertimento del “Memento Mori” che ha costellato e costella tutt’oggi, scritti, sermoni a carattere religioso nella cultura cattolica.
In Messico, invece, essa è celebrata e accolta come parte naturale della vita. Il simbolo più rappresentativo di questo atteggiamento è la Calaca, la figura scheletrica che, vestita con abiti colorati e un sorriso ironico, diventa protagonista del Día de los Muertos, la festa più iconica del Paese.
Le Calacas
Le Calacas non sono semplici scheletri: sono rappresentazioni allegre della morte, spesso raffigurate mentre ballano, suonano o partecipano a scene di vita quotidiana. Nascono da un’antica tradizione che unisce le credenze precolombiane — secondo cui la vita continuava in un altro mondo — e la spiritualità cristiana portata dai conquistadores spagnoli. Da questa fusione nasce una visione unica: la morte non è la fine, ma un passaggio, e può essere affrontata con ironia, affetto e memoria.
La Calaca più celebre è forse La Catrina, creata all’inizio del Novecento dal disegnatore José Guadalupe Posada e resa poi famosa dal pittore Diego Rivera. Con il suo elegante cappello e il volto scheletrico, La Catrina rappresenta una satira della società messicana: ricorda che, di fronte alla morte, siamo tutti uguali — ricchi e poveri, potenti e umili. La Calaca diventa così anche un simbolo di giustizia e uguaglianza.
Le Calacas Oggi
Oggi le Calacas popolano altari, sfilate e mercati, ma anche film, tatuaggi e opere d’arte contemporanea. Sono un modo per ricordare i defunti con gioia, per trasformare il dolore in festa e la paura in sorriso. In esse si riflette la capacità del popolo messicano di trasformare la morte in vita, la tristezza in colore, e il lutto in memoria condivisa.Le Calacas, figure scheletriche che rappresentano la morte nella cultura messicana, hanno radici profonde nelle credenze precolombiane, in particolare nella cultura azteca. Gli Aztechi avevano una visione della morte come parte integrante della vita, e credevano che l’anima dei defunti continuasse a vivere in un altro mondo.
Questa concezione si riflette nelle Calacas, che rappresentano la morte non come una fine, ma come un passaggio verso un’altra esistenza . C’è da chiedersi come tale visione positiva della Morte possa essere presente nella cultura religiosa di una nazione di professione cattolica , come il Messico. La ragione affonda le sue origini , come già accennato finora , nell’atavica civiltà azteca.
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La mitologia Azteca
Nella mitologia azteca, diverse divinità erano associate alla morte e all’aldilà. Una delle più importanti era Mictlantecuhtli, il dio della morte e signore di Mictlan, l’oltretomba azteco. Mictlantecuhtli era spesso raffigurato come uno scheletro, simile alle Calacas, e presiedeva i rituali funebri e le cerimonie in onore dei defunti. Le Calacas, con il loro aspetto scheletrico e festoso, possono essere viste come un’evoluzione di queste antiche rappresentazioni divine, adattate e reinterpretate nel contesto del Día de los Muertos .
Inoltre, gli Aztechi celebravano diverse festività in onore dei morti, come il Miccailhuitontli e il Hueymiccailhuitl, che si tenevano rispettivamente in agosto e in settembre. Queste celebrazioni includevano offerte di cibo, fiori e oggetti personali per i defunti, tradizioni che sono state mantenute e integrate nel Día de los Muertos. Le Calacas, con il loro ruolo centrale in queste festività, riflettono la continuità di queste antiche pratiche rituali .
In sintesi, le Calacas sono profondamente radicate nella cultura azteca e rappresentano una fusione delle credenze precolombiane con la spiritualità cristiana portata dai conquistadores spagnoli. Questa combinazione unica ha dato vita a una visione della morte come un passaggio naturale e festoso, celebrato con ironia, affetto e memoria.
Differenze tra Calaca e Halloween
Ritornando al paragone posto all’inizio, le differenze tra Calaca e Halloween sono evidenti e culturalmente motivate
Mentre la Calaca è una figura centrale del Día de los Muertos in Messico, Halloween è una festa di origine celtica celebrata principalmente nei paesi anglosassoni. Halloween, che si celebra il 31 ottobre, è caratterizzato da costumi spaventosi, dolcetto o scherzetto e decorazioni macabre. La festa ha radici nelle antiche tradizioni celtiche di Samhain, una celebrazione della fine del raccolto e l’inizio dell’inverno, quando si credeva che il velo tra il mondo dei vivi e quello dei morti fosse più sottile.
In contrasto, il Día de los Muertos, che si celebra il 1 e 2 novembre, è una festa che onora i defunti con altari, offerte di cibo, fiori e oggetti personali. Le Calacas, con il loro aspetto festoso e colorato, rappresentano una visione positiva e accogliente della morte, in netto contrasto con l’immaginario spesso spaventoso di Halloween. In sintesi, mentre Halloween e il Día de los Muertos condividono temi legati alla morte e agli spiriti, le loro rappresentazioni e significati culturali sono molto diversi. La Calaca incarna una celebrazione della vita e della memoria, mentre Halloween tende a enfatizzare l’aspetto spaventoso e misterioso della morte.
Conclusione
In conclusione, la Calaca non è solo un simbolo folcloristico, ma un messaggio universale: ci insegna che la morte fa parte della vita e che ricordare chi non c’è più può essere un atto di amore e di speranza. Dietro il suo sorriso d’osso, la Calaca ci invita a vivere pienamente, senza paura, sapendo che ogni fine è anche un nuovo inizio.
Tiziana Fiori
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