Ostaggi, scambio di salme tra Israele e Hamas: due corpi restituiti, trenta consegnati a Gaza
Ostaggi, ritrovati i resti di Inbar Hayman e del sergente al-Atrash: Israele conferma l’identità
Ostaggi e diplomazia si intrecciano ancora nel fragile equilibrio tra Israele e Hamas, le autorità israeliane hanno confermato l’identità di Inbar Haiman, la giovane street-artist di Haifa uccisa al festival Nova, e del sergente maggiore Muhammad el-Atrash, soldato beduino caduto il 7 ottobre.
I loro corpi, consegnati da Hamas nell’ambito dell’accordo sul cessate il fuoco, sono stati rimpatriati mentre Israele ha restituito trenta salme di palestinesi alla Croce Rossa.
Nel frattempo l’apertura del valico di Rafah tra Gaza e l’Egitto resta rinviata “a data da destinarsi”, sotto la futura supervisione della missione europea Eubam con la presenza di carabinieri italiani.
| Israele ha confermato che sono di Inbar Haiman e del sergente maggiore Muhammad el-Atrash i resti dei due ostaggi consegnati da Hamas nell’ambito dell’accordo sul cessate il fuoco. Le bare contenenti le salme della donna e dell’uomo erano state portate nella notte dalla Croce Rossa che le ha prelevate nella Striscia di Gaza. “Dopo il completamento del processo di identificazione condotto dall’Istituto Nazionale di Medicina Legale, i rappresentanti delle IDF hanno informato le famiglie di Inbar Hayman e del Sergente Mohammad al-Atrash che i loro corpi sono stati rimpatriati per la sepoltura”, si legge in un comunicato militare. Inbar Hayman, una street-artist di Haifa nota con lo pseudonimo di “Pink”, aveva 27 anni quando è stata assassinata al festival Nova. I suoi resti sono stati portati a Gaza, insieme a quelli di al-Atrash, un soldato beduino di 39 anni ucciso in azione il 7 ottobre. Dall’altro lato, la Croce Rossa Internazionale ha trasferito a Gaza i corpi di 30 palestinesi consegnati da Israele, come previsto nell’accordo, in cambio delle due salme trasferite nella notte dal gruppo islamista. Slitta l’apertura del valico di RafahIntato la Missione di assistenza alle frontiere dell’Unione Europea (Eubam) arriverà a Rafah oggi per tutti gli adempimenti necessari a consentire la riapertura del valico. Lo si è appreso da fonti europee. I militari del contingente Eubam – una trentina tra cui 8 carabinieri italiani – avranno il compito di ripristinare le strutture necessarie a consentire il transito da entrambi i lati. La missione si era dovuta ritirare a marzo, dopo la fine della precedente tregua tra Israele e Hamas. E il fronte palestinese è rimasto chiuso a lungo; di fatto il transito era possibile, quando Israele lo ha permesso, solo dall’Egitto verso Gaza. Non solo mancano le infrastrutture. I militari Ue dovranno anche fornire un minimo di addestramento alle forze palestinesi che lavoreranno al valico. Intanto, secondo quanto comunicato dall’esercito israeliano e dallo Shin Bet, la Croce Rossa ha preso in consegna due bare per trasferirle alle forze israeliane. Hamas, Abbiamo restituito i corpi raggiungibiliL’ala militare di Hamas sostiene di aver adempiuto ai propri obblighi e di aver restituito a Israele tutti gli ostaggi vivi e i corpi di tutti gli ostaggi morti “che è riuscita a raggiungere”. Hamas aggiunge che “ciò che resta dei corpi degli ostaggi (che non sono stati restituiti) richiede grandi sforzi e attrezzature speciali per essere ricercato, e stiamo facendo grandi sforzi per risolvere questo problema”. In precedenza, Hamas aveva annunciato che avrebbe trasferito i corpi di altri due ostaggi questa sera. Il quarto corpo restituito martedì era di un collaborazionista dell’IdfSarebbe di un palestinese che aveva collaborato con le forze israeliane il quarto cadavere restituito ieri da Hamas e non identificato come appartenente a uno degli ostaggi morti in prigionia a Gaza. Lo riferisce la stampa israeliana. La salma era vestita con una divisa dell’Ifd e Hamas aveva fatto sapere che si trattava di un soldato ucciso in uno scontro nel campo profughi di Jabaliya nel maggio del 2024. Ma secondo le autorità israeliane è un palestinese di Gerico che aveva aiutato l’Idf ed è stato assassinato in un tunnel. Sempre secondo i media, Israele è convinto che Hamas abbia consegnato il cadavere sbagliato per errore e non intenzionalmente. Netanyahu, determinato per ottenere la restituzione di tutti gli ostaggi“Sono determinato” a lavorare “alla restituzione di tutti gli ostaggi, fino all’ultimo”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante la cerimonia di commemorazione delle vittime della guerra. “Siamo determinati a completare la vittoria che avrà un impatto sulle nostre vite per molti anni. C’è una verità più grande in questo: Israele è in prima linea nello scontro tra barbarie e illuminazione, tra crudeltà infinita e umanità”, ha aggiunto, sottolineando che “questa lotta è globale e ruota attorno a una domanda: se torneremo al cupo fanatismo del Medioevo o se procederemo verso un futuro di stabilita’, prosperità e pace”. Nel frattempo, le famiglie degli ostaggi chiedono al governo di ritardare l’attuazione dell’accordo su Gaza fino a quando Hamas non consegnerà i resti dei 19 ostaggi rimasti. La richiesta arriva dall’Hostage Families Forum che ha chiesto che “il governo cessi immediatamente di attuare qualsiasi ulteriore misura prevista dall’accordo finchè Hamas continuerà a violare apertamente i suoi obblighi relativi alla restituzione di tutti gli ostaggi e dei resti delle vittime”. (AGI) |
Ostaggi e confini restano i nodi più delicati di una tregua ancora fragile, le restituzioni dei corpi sembrano più un gesto simbolico che un vero passo verso la pace.
Mentre a Rafah si lavora tra macerie e incertezze, l’apertura del valico potrebbe segnare un piccolo spiraglio umanitario, ma la sfiducia reciproca continua a pesare come un macigno.
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