Gas russo, gli Stati Uniti chiedono al Giappone di chiudere i rubinetti
Gas e geopolitica, Washington punta a isolare Mosca anche in Asia
Gas e pressioni internazionali si intrecciano nel nuovo braccio di ferro tra Stati Uniti e Russia. Washington ha chiesto ufficialmente al Giappone di interrompere le importazioni di energia da Mosca, segnando un ulteriore passo nella strategia americana di tagliare le entrate energetiche del Cremlino. Il Segretario al Tesoro Scott Besant ha ribadito l’“aspettativa” del governo statunitense durante un incontro con il ministro delle finanze giapponese Katsunobu Kato, mentre Donald Trump ha annunciato che anche l’India avrebbe deciso di fermare gli acquisti di petrolio russo. Un mosaico di pressioni e promesse che mira a ridisegnare gli equilibri energetici globali.
| Gli Stati Uniti vogliono che il Giappone interrompa l’importazione di prodotti energetici dalla Russia, ha affermato il Segretario al Tesoro statunitense Scott Besant, poco dopo che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’India avrebbe interrotto gli acquisti di petrolio da Mosca.
Bessant ha riferito tramite X di aver parlato con il ministro delle finanze giapponese Katsunobu Kato, in visita a Washington, e di avergli espresso “l’aspettativa del governo americano che il Giappone smetta di importare energia dalla Russia”. Nel 2023 la Russia ha rappresentato l’8,9% delle importazioni totali di GNL del Giappone, rendendo il Paese il terzo fornitore dell’arcipelago, dopo Australia (42,6%) e Malesia (15%). Il presidente degli Stati Uniti Trump aveva assicurato poche ore prima che il primo ministro indiano Narendra Modi gli aveva promesso che Nuova Delhi avrebbe smesso di acquistare petrolio russo. “Ero arrabbiato perché l’India stava acquistando petrolio russo e il presidente indiano Modi mi ha assicurato che non avrebbe più acquistato petrolio dalla Russia”, ha affermato Trump. “Questo è un grande passo avanti. Ora devo convincere la Cina a fare lo stesso”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti. (AgenPress) |
Resta da capire se Tokyo cederà alle pressioni di Washington o sceglierà di difendere i propri interessi energetici, in un momento in cui il gas russo resta una delle poche fonti stabili e a buon prezzo per il Giappone. Ma una cosa è certa: la partita del gas non si gioca solo nei mercati, bensì nelle stanze del potere, dove ogni metro cubo vale come una pedina sulla scacchiera della politica mondiale.
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