Unicef e la Giornata mondiale del lavaggio delle mani: un gesto semplice che salva vite

Unicef e la Giornata mondiale del lavaggio delle mani: un gesto semplice che salva vite
CREDITS FOTO: © UNICEF/UNI877539/Ushindi.

Unicef richiama l’attenzione sull’importanza delle mani pulite per la salute globale

Unicef ribadisce in occasione della Giornata mondiale del lavaggio delle mani che un gesto quotidiano come lavarsi le mani con acqua e sapone resta una delle difese più efficaci contro malattie e infezioni.
Eppure, nel mondo, miliardi di persone ne sono ancora prive, oltre 2,3 miliardi non dispongono di strutture per lavarsi le mani a casa e quasi la metà delle scuole non ha accesso ad acqua e sapone, esponendo milioni di bambini a rischi evitabili. Un dato che racconta quanto la disuguaglianza igienica sia ancora una ferita aperta del pianeta.

Oggi, in occasione della Giornata mondiale del lavaggio delle mani (“Global Handwashing Day“), dedicata quest’anno al tema “Diventa un eroe nel lavaggio delle mani!” l’UNICEF ricorda che lavarsi le mani con il sapone può ridurre le malattie legate alla diarrea del 30% e le infezioni respiratorie acute fino al 20%.

Lavarsi le mani è uno degli strumenti fondamentali per prevenire le infezioni.

A livello globale l’accesso alle strutture e ai prodotti per lavarsi le mani rimane diseguale:
  • 2,3 miliardi di persone non dispongono di strutture per lavarsi le mani con acqua e sapone a casa.
  • A livello globale, quasi la metà delle scuole non dispone di strutture per lavarsi le mani con acqua e sapone, il che riguarda circa 802 milioni di bambini in età scolare.
  • Nel 2024, 1,7 miliardi di persone non disponevano ancora di servizi igienici di base, 1 miliardo aveva servizi limitati e 611 milioni (1 persona su 5) non disponevano di alcuna struttura per lavarsi le mani.
  • Nel 2024, 3,4 miliardi di persone erano ancora prive di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro, di cui 1,9 miliardi con servizi di base, 560 milioni con servizi limitati, 555 milioni con servizi non migliorati e 354 milioni che praticavano la defecazione all’aperto.
  • Le persone che vivono nei paesi meno sviluppati hanno una probabilità più che doppia rispetto a quelle di altri paesi di non avere accesso ai servizi di base per l’acqua potabile e agli impianti igienici, e una probabilità più che tripla di non avere accesso agli impianti idrici di base.
“L’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici non è un privilegio, ma un diritto umano essenziale. Quando i bambini ne sono privi, vengono compromessi la loro salute, la loro istruzione e il loro futuro”
ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente UNICEF Italia.
“Le mani pulite sono una difesa fondamentale contro la diffusione di infezioni, malattie e batteri pericolosi. Anche se abbiamo fatto passi da gigante nel promuovere il lavaggio delle mani con il sapone, dobbiamo continuare ad agire per raggiungere con servizi adeguati coloro che ne hanno più bisogno”.
Tra il 2015 e il 2024, 1,6 miliardi di persone hanno ottenuto l’accesso ai servizi igienici di base (strutture per lavarsi le mani), con una copertura globale che è passata dal 66% all’80%.
Nelle zone rurali, la copertura è aumentata in modo significativo dal 52% al 71%, mentre nelle zone urbane è rimasta sostanzialmente stabile all’86%.
Nel 2024 l’azione umanitaria dell’UNICEF ha raggiunto oltre 41 milioni di persone con acqua potabile, 18 milioni con servizi igienico-sanitari di base e 20,9 milioni con servizi igienici in contesti umanitari e di sviluppo. (AgenPress)

Un messaggio chiaro dell’Unicef, lavarsi le mani non è un lusso, ma un atto di sopravvivenza.
Dietro un gesto tanto semplice si nasconde una battaglia quotidiana contro malattie, povertà e disuguaglianze.
Finché milioni di persone non avranno accesso ad acqua e sapone, parlare di salute globale resterà un’illusione. La vera sfida non è ricordare di lavarsi le mani, ma garantire a tutti la possibilità di farlo.

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Redazione Radici

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