Ottobre Rosa: prevenire il carcinoma cervicale uterino si può
Ottobre Rosa: vaccinazione e screening, le armi che salvano la vita
Ottobre Rosa è il mese dedicato alla prevenzione, ma parlare di tumore della cervice uterina significa ricordare che questo è uno dei pochi tumori davvero prevenibili. Eppure, in Italia, non tutte le donne si sottopongono ai controlli consigliati. L’ostetrica Paola Lubinu della FNOPO spiega che l’integrazione tra vaccinazione anti-HPV e screening regolare può abbattere drasticamente mortalità e diagnosi tardive, a patto che si superino le disuguaglianze territoriali e culturali che ancora frenano la partecipazione ai programmi di prevenzione.
Il carcinoma della cervice uterina è altamente prevenibile e curabile se diagnosticato in fase precoce. Screening e vaccinazione hanno un impatto straordinario sulla riduzione della mortalità”. A parlare, in occasione dell’Ottobre Rosa è Paola Lubinu, consigliera FNOPO, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica. L’infezione da Papilloma Virus (HPV)rappresenta la causa principale del tumore. Per questo, le Linee Guida europee raccomandano la vaccinazione negli adolescenti e l’uso dell’HPV-test nelle donne sopra i 30 anni. Pap-test e HPV-test: quando farliLo screening attivo in Italia prevede:
”Dove questi programmi sono ben organizzati, il tumore invasivo è diminuito drasticamente e il Pap-test ha ridotto mortalità e incidenza di oltre il 70% nei Paesi ad alto reddito”, sottolinea Lubinu. Le barriere all’adesioneNonostante i benefici, non tutte le donne partecipano ai programmi. “Mancanza di informazioni, difficoltà di accesso o motivi culturali restano barriere importanti”, evidenzia Lubinu. I dati PASSI 2023-2024 mostrano una copertura media del 78%, con differenze marcate tra Nord e Sud. La pandemia ha peggiorato la situazione, rallentando sia l’offerta che la partecipazione. “Recuperare i ritardi accumulati è fondamentale per non perdere diagnosi precoci e possibilità di cura tempestiva”, afferma l’ostetrica. L’educazione sanitaria come alleataLa prevenzione non è solo questione di test e vaccinazioni. “Serve una rete di informazione continua e capillare: dalle campagne di sensibilizzazione all’educazione scolastica che deve includere oltre alle ragazze anche gli adolescenti maschi. Il ruolo delle ostetriche è accompagnare le donne lungo questo percorso durante tutto l’arco della vita, favorendo consapevolezza e adesione”, conclude Lubinu. Una presa in carico multidisciplinareLa lotta al carcinoma cervicale richiede la collaborazione di diversi professionisti: ginecologi, ostetriche, oncologi, virologi, psicologi e operatori sanitari del territorio. Solo una presa in carico multidisciplinare assicura che la prevenzione, la diagnosi e la cura siano realmente efficacie accessibili a tutte le donne, riducendo disuguaglianze e ritardi. (AgenPress) |
Ottobre Rosa non è solo un mese simbolico, ma un richiamo concreto alla responsabilità collettiva: la prevenzione salva vite solo se diventa un’abitudine diffusa, non un appuntamento saltuario. Vaccinarsi, fare i test, informarsi: tre gesti semplici che possono cambiare il destino di molte donne. Perché la vera vittoria contro il carcinoma cervicale non si ottiene in sala operatoria, ma molto prima con la consapevolezza.
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