Muro di droni: l’UE dice sì al nuovo progetto di difesa

Muro di droni: l’UE dice sì al nuovo progetto di difesa
Foto di João Rocha su Unsplash

Muro di droni e Guardia di difesa orientale al centro della Conferenza di Copenaghen

Muro di droni è la parola chiave che ha segnato la Conferenza di Copenaghen, dove i leader europei hanno sostenuto i principali progetti di difesa proposti dalla Commissione. Tra questi, la creazione di una barriera tecnologica per sorvegliare i confini e il rafforzamento della Guardia di difesa sul fianco orientale.

Alla conferenza di Copenaghen che ha concluso il vertice dell’UE, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha annunciato che i leader dell’UE hanno inizialmente sostenuto i progetti di difesa principali proposti dalla Commissione europea, tra cui la creazione di un muro di droni e la Guardia di difesa del fianco orientale.

Nel corso della conferenza Costa ha inoltre valutato la necessità di rafforzare il ruolo dei ministri della Difesa degli Stati membri a livello dell’UE, per coordinare meglio gli sforzi volti a costruire la sicurezza europea.

“Si tratta di un passo fondamentale verso il raggiungimento della prontezza di difesa comune entro il 2030. Riflette la grave minaccia che attualmente grava sul fianco orientale”, ha aggiunto il Presidente del Consiglio europeo.

Questo tema ha acquisito particolare importanza in seguito alle recenti violazioni da parte della Russia dello spazio aereo di diversi Stati membri, tra cui la Polonia.

“Il messaggio è chiaro. La Russia deve capire che i partner dell’Ucraina, compresi i partner europei, hanno la volontà e i mezzi per continuare a sostenerla finché non sarà raggiunta una pace giusta e duratura”, ha affermato. (AGENPRESS)

La Conferenza di Copenaghen segna dunque un passaggio simbolico e strategico per l’Unione Europea. Il muro di droni diventa il nuovo emblema della difesa comune, ma anche un banco di prova politico e tecnologico. Restano aperti i nodi su costi, gestione e impatto sui rapporti con i Paesi confinanti: l’Europa sceglie la strada della sicurezza, ma la sfida sarà trasformarla in una difesa condivisa e non in un nuovo motivo di divisione.

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