Maia Sandu vince le elezioni in Moldavia
La vittoria di Maia Sandu alle elezioni presidenziali in Moldavia, con oltre il 45% dei voti, non è soltanto un successo personale, ma un passaggio chiave nella ridefinizione dell’orientamento politico del Paese.
La presidente uscente, riconfermata con un margine significativo, si trova ora nella posizione di consolidare la traiettoria europeista che ha caratterizzato il suo primo mandato.
Il dato più rilevante non è soltanto il superamento della soglia elettorale, ma la distanza che separa Sandu dai candidati filorussi, un segnale politico chiaro: una parte crescente della società moldava vede nell’integrazione europea non un’utopia, bensì l’unica via percorribile per uscire dall’impasse economica e istituzionale che ha segnato la storia recente del Paese.
Il risultato arriva in un momento geopolitico particolarmente delicato. La Moldavia, piccola nazione incastonata tra l’Ucraina in guerra e la Romania, membro dell’UE e della NATO, è diventata terreno di forte competizione tra Bruxelles e Mosca. Le pressioni russe politiche, energetiche e informative non sono scomparse, e continueranno a rappresentare la principale sfida per Sandu.
Tuttavia, il mandato popolare rafforza la sua legittimità nel proseguire un percorso di avvicinamento all’UE. La presidente ha costruito la sua campagna su due assi: riforme istituzionali e lotta alla corruzion, la sua promessa di “ripulire” le istituzioni ha un valore strategico, non solo interno ma anche esterno: l’UE considera la credibilità democratica e la capacità di garantire uno stato di diritto come prerequisiti imprescindibili per ogni avanzamento nel processo di adesione.
Eppure, i numeri della vittoria non devono essere interpretati come unanime consenso, più della metà degli elettori ha scelto altre opzioni, segnalando che il Paese resta profondamente diviso. Le aree rurali e i gruppi sociali più vulnerabili, spesso colpiti dalla crisi economica e dall’emigrazione di massa, continuano a guardare con nostalgia o pragmatismo verso Mosca.
Angelo Sinisi
